Helsingor - Danimarca - Luogo di villeggiatura

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Blog dell'amica Alice - viaggio in Danimarca click immagine per leggere il viaggio

16/10/18

La mia padellata di " Orecchiette " (non strascinati più grandi) con vongole, tegoline e......

Questo piatto l'avevo fatto in luglio prima del grande caldo almeno qui a Trieste. Avevamo ospite il solito nostro amico di famiglia che vive a Venezia pur essendo triestino e che adora i frutti di mare in particolare le vongole. L'idea mia era di utilizzare le cozze ma poi ho optato per queste vongole veraci e devo dire che il risultato è stato delizioso.
La pasta usata erano le orecchiette che sono simili ma non uguali agli strascinati: vecchia diatriba su questi due formati che sono comunque presenti in Puglia e Basilicata. Da quello che ricordo mi sembra che a Bari io abbia gustato le orecchiette con le cime di rapa ma sono passati tanti anni.....
L'impasto da quanto mi risulta è sempre lo stesso e non sono usate le uova ma si differenzia sul metodo ovvero:

- strascinati tipo di orecchiette ma molto più grandi -
Il metodo consiste appunto nel trascinamento su un largo piano di lavoro di legno con le dita della mano su un piccolo pezzo di impasto che viene tagliato dopo aver fatto un cordoncino. Si preparano utilizzando 3 dita ma ci sono alcuni usi locali che impongono una variante con quattro o adirittura otto dita e di conseguenza gli strascinati diventano grandi anche oltre 12 cm di diametro sempre con la forma di un'orecchia. Questo modo consente di avere un lato liscio quello a contatto con la tavola di legno infarinata che durante la strascinata si scollano lasciando una parte rugosa e irregolare che raccoglierà meglio il sugo.
Info da  WIKI

Immagine per farvi vedere che sono molto grandi  e presa da QUI

 

- orecchiette più piccole a "cappello o cupola"

Immagine per fare vedere come viene formata sul dito e presa QUI

Le orecchiette diffuse in Puglia tra il XII e XII secolo nel capoluogo e, ancora oggi, uno dei primi piatti più prelibati della città di Bari.
Anche gli " L strasc'nat" termine che nase come descritto sopra dal metodo di creazione, le orecchiette vengono prevalentemente cotte con le cime di rapa ma anche con cavolfiori, broccoli e altre verdure come pure al ragù rosso.
Ci sono altre varianti  secondo delle zone pugliesi, della Basilicata e Lucania che troverete interessante leggere su qui su WIKI.

La mia ricetta:




Ingredienti per 4 persone

400 g di orecchiette 
1 kg di vongole veraci
300 g tegoline quelle sottili
1 bicchiere abbondante di birra
1 ciuffo di prezzemolo
2 coste di sedano parte bianca
2 spicchi di aglio 
1 peperoncino secco o peperoncino macinato a vostra scelta se piccante
olio evo q.b.
sale q.b.






Preparazione

Mondate le tegoline, tagliate a pezzetti e cuocetele in acqua salata fino a quando sono morbide: circa 10-15 minuti.
Pulite le coste di sedano e tagliatele a piccoli pezzi e mettete in un mixer il prezzemolo dopo aver tolto i gambi e lavato: sminuzzatelo molto bene.
Sciacquate le vongole e controllate che non vi siano dei gusci aperti o rotti nel qual caso eliminate.

Nota: io ho usato le vongole ceraci dell'Atlantico sottovuoto non surgelate

In una padella con un pò d'olio saltate l'aglio o tagliato sottile oppure schiacciato in camicia come preferite, aggiungete il sedano e sfumate con metà della birra. Aggiungete dopo 10 minuti le tegoline scolate, salate e cuocete per circa 20 minuti in modo che il tutto prenda sapore poi spegnete.

In una pentola con abbondante acqua leggermente salata, cuocete le orecchiette cuocendole per 5 minuti in meno del tempo indicato (io le ho acquistate dal mio pastaio di fiducia), le mie da 10 a oli 5 minuti perchè poi saranno rifinite in padella.

In una capienta padella dai bordi alti - io ho usato il wok, mettete le vongole con la rimanente birra ed un pò di olio e fate aprirle a fuoco vivace. 


Nota: vi consiglio di mettere da parte quelle già aperte in modo che non si cuociano troppo perchè non tutte si aprono dello stesso momento.

Dopo aperte tutte filtrate il sugo, rimettelo in padella, aggiungete le orecchiette e fate insaporire per pochi minuti, aggiungere le tegoline con il sedano e subito dopo le vongole. Amalgamate il tutto in modo che prenda sapore per circa 3 minuti, testate per il sapore e aggiungete in ultimo il prezzemolo ed il peperoncino a secondo della vostra scelta.
Chiudete il fuoco, attendete ancora 1 minuto e poi impiattate.

Buon appetito.


NOTA Affluente

L'abbinamento vongole e verdure è stato molto apprezzato e questo piatto l'ho rifatto sostituendo le vongole con le cozze ma le ho mescolate con le orecchiette senza guscio .

Ho rifatto complessivamente 3 volte questo piatto cambiando i mollusci e la terza volta il tipo di pasta, ho usato gli gnocchetti sardi sempre freschi come potete vedere dalla foto. In questo caso avevo anche sostituite le tegoline con il pomodoro datterino fatto semplicemente saltare tagliato e poi aggiunta la pasta assieme alle vongole.



PS. Le immagini se ci cliccate sopra si ingrandiscono automaticamente.

12/10/18

Il mio " Gazpacho " di ravanelli pomodoro ecc. e spuma di burrata freddo ma esiste anche "caldo"

Prima di darvi la mia ricetta di questa zuppa rigorosamente mangiata fredda, ho scoperto girando nel web che viene mangiata anche calda, leggermente diversa come aggiunta da quella fredda, ma sicuramente buona e quindi da gustare anche in altri periodi dell'anno.
La base ovviamente consiste nel pane raffermo, olio, aceto e verdure crude.
E'molto diffuso in Spagna ed è una delle specialità più note della cucina andalusa. E' un passato di verdure: pomodori, cetrioli, cipolla, peperoni, aglio, sale e olio. Viene servito usualmente freddo in preferrenza prima del pasto come un aperitivo rinfrescante e idratante. 
Successivamente è stato aggiunto in pane raffermo e quindi diventato una vera zuppa al cucchiaio.
E' presente in tutti i bar e ristorante e lo si trova anche in bottiglie ai supermercati come fosse una bevanda. Ultimamente si trova anche preparata con il cocomero e/o il melone.
Le origini sono molto incerte a come tutti questi piatti semplici con ingredienti quasi sempre a disposizione, siano stati i contadini dell'entroterra. 
Solo nel XIX secondo nel gazpacho = zuppa è stato introdotto il pomodoro ed oggi si prepara anche con le uova sbriciolate.
Si può gustare sia caldo che freddo infatti nella zona della La Mancha (Don Chisciotte) viene servita calda con pezzetti di carne.
Esiste anche la versione bianca "Ajo blanco" a base di acqua, olio, aceto, aglio ovviamente e pane secco ai quali vengono anche aggiunte mandorle tritate e/o fave. Gli ingredienti engono mescolati mel mixer per ottenere un emulsione bianca saportia e fresca e viene usata alle volte aumentando la densità come salsa per accompagnare arrosti e pesce ed ho scoperto - non ricordavo - di averlo già fatto:

Nel febbraio del 2013 il mio  "Gazpacho bianco".

In Portogallo esiste una versione molto particolare perchè il pane raffermo usato è solo la crosta e non viene frantumato ma rimane a pezzettoni ed assomiglia un pò alla nostra panzanella.
Tutte le info da Turismo it
Altre curiosità e info le trovate su WIKI

Ecco la mia ricetta, una versione un pò particolare dalla classica.




Ingredienti per 4 persone
  
300 g di pomodoro a grappolo quello piccolo
200 g di burrata
1 cetriolo medio
1 cipolotto (io quello di Tropea)
120 g di ravanelli
50 g di pane raffermo
1 cucchiaio di aceto (io quello di mele)
9olio evo q.b.
sale e pepe





Preparazione
Mondare i ravanelle, lavarli e poi tagliarli a pezzetti. Bagnate leggermente il pane raffermo con l'acqua e strizzatelo bene. Pelato il cetriolo e tagliatelo a metà per togliete la semenza interna e poi a pezzetti. I pomodori dopo averli lavati tagliateli a metà per togliere i semi ma fatelo in una terrina in modo che poi potete passarli al settaccio e recuperare il sugo degli stessi.
Mondate il cipolotto e tagliatelo a fettine. 
In un mixer  mettete assieme tutti gli ingredienti preparati di cui sopra, aggiungete 1 lt di acqua fredda e frullate per ottenere una crema omogenea. Se vi sembra troppo densa potete aggiungere dell'altra acqua. Salate e pepate testando i sapore se tutto sufficiente. Aggiungete poi l'aceto e l'olio e frullate ancora per alcuni secondi ...30, mettetela in una terrina ed in frigorifero per almeno un'ora prima di servirla.
Nel frattempo nel mixer frullate la burrata con un pizzico di sale per ottenere una bella spuma.

Mescolate il gazpacho prima di impiattare suddividendo in 4 ciotole, disporre al centro la burrata con un filo d'olio ed una macinata di pepe - facoltativo e servite.

Buon appetito.

NOTA Affluente

Io ho messo vicino dei quadrucci di pane che ho tagliato e passati ad asciugare in forno conditi solamente con un pò di sale e del rosmarino in polvere ovviamente facoltativo.

Potete anche accompagnare con delle fette di pane tostato leggermente sfregato con l'aglio se piace oppure semplicemente del pane fresco morbido per assorbire chi vuole la zuppa.
Ho rifatto più volte questo "gazpacho" e non ho messo mai  peperoni perchè non li digeriamo ma ho provato ad aggiungere una fetta non troppo grande di cocomero ed una volta delle fette di melone, mantenendo sempre la base degli stessi ingrediente sostituendo però il cetriolo. Niente male e credo che si possano trovare molte combinazioni mantenendo però sempre la base del pane, olio, aceto e pomodoro.




09/10/18

Nuova Rubrica: Cucina e Pasticceria: Piccolo glossario tecnico e non solo: lettera "P" seconda parte




Proseguiamo il Piccolo Glossario con la lettera "P"

"P"


Pastella: tutti o quasi sanno cosa sia questo preparato e penso che più/o meno tutti l'abbiano usata. 
E' un preparato gastronomico finalizzato per preparare vivande fritte di diverse provenienze come verdure, pesce, frutta e qualche volta anche carne.
La preparazione del composto prevede due alimenti indispensabili quali la "farina" che sia di grano duro o tenero e con l'aggiunta di acqua che può essere liscia o anche frizzante.
Ci sono anche moltissime varianti che principalmente riguardano la parte liquida che viene sostituita con la "birra" da sola o diluita con l'acqua oltre all'arrichimento della stessa mediante l'aggiunta dell'uovo. La birra darà un sapore leggermente amaro mentre l'uovo renderà la pastella colorita al posto del bianco. Tutte le varianti dopo l'immersione della vivanda nella stessa sarà fritta in olio bollente.
Esiste anche un altro tipo di pastella usata per i fritti della cucina giapponese in prevalenza chiamata "tempura" che prevede l'uso della farina ma anche quella di riso diluita in acqua ghiacciata non molto densa. La vivanda quale pesce e verdura in prevalenza deve venire prima infarinata in modo che la "tempura" aderisca bene prima di venire fritta.
Credits:
Pastella QUI , Tempeura QUI e Tendon QUI  come pure agli stessi link le immagini qui di seguito riportate.

Fiori di zucca in pastella

Tempura


 Tendon



Pasticcio VS Patè : secondo me i due preparati sono molto diversi sia per l'insieme degli ingredienti come anche la metodologia di preparazione e cottura. Andando in giro a curiosare, ho trovata che magari erratamente il "patè" viene definito anche "pasticcio" perchè alle volte il composto in prevalenza di carni, frattaglie, ecc. non viene solo cotto nelle terrine o pirofile ma anche racchiuso in apposita pasta preparata che può essere anche una pasta sfoglia o una fillo secondo i dettami della nuova cucina.
Prendiamo però prima cosa veramente s'intende per "patè"
- il  pâté alla francese o patè che come detto alle volte viene definito "pasticcio", è un impasto in realta di carne, pesce e grassi alimentari ridotti in mortaio per diventare un compost spalmabile che viene cotto in una terrina. Quello classico francese si chiama foie gras ma ne è stata limitata la vendita perchè usato principalmente il fegato di oca. Esistono anche patè a base di vegetali come pure fatto solo con le frattaglie miste che possono essere di pollo o altri animali.
Viene poi spalmato su crostini caldi.

- il pasticcio invece s'intende con una base di pasta che possono essere lasagne o altra tipo secondo le regioni italiane (Campania, Lazio, ecc.) che viene riempita con vari ingredienti che possono essere di carne, pesce e verdure o anche miste tra loro che poi vengono cotti al forno.

Esiste anche il famoso "Pastizio" che è un piatto greco ma diffuso anche nell'area Mediterranea orientale e la composizione prevede un tipo di pasta come i nostri ziti, un ragù con besciamella, carne trita e si potrebbe dire che assomiglia un pò alle lasagne alla bolognese come ingredienti ma non come forma.
Credits:
il patè QUI - il Pastizio QUI  come pure le immagini qui sotto. Mentre invece il pasticcio vero e proprio le info. sono personali di un amica bolognese. 
PS. Il "patè ha una lunga storia che però ritengo non faccia parte di questo glossario ma ognuno ga la possibilità di documentarsi come per il piatto greco "pastizio".


Patè
Pastizio



Plum cake : si riferisce ad un dolce a base di farina, uova, zucchero e sostanze grasse con un ripieno di frutta varia con anche canditi. Non esiste una traduzione ma, il plum cake o plumcake in italiano s'intende tutti i dolci da forno cotti in speciali stanpi dalla fornma in prevalenza rettangolare a pareti alte chiamati anche stampi a cassetta.
E' dolce è di origine inglese alla quale oltre gli ingredienti vari citati, si aggiungono anche spezie e liquori. Nel paese anglosassone viene servito tagliato a fette con il thè del pomeriggio.
Il nome "plum" che significa "prugne" venne dato perchè le prugne sempre solo secche era l'ingrediente di questo dolce.

La parola plum cake (o plumcake) indica invece in italiano vari tipi di dolce cotti al forno in speciali stampi rettangolari a pareti alte, chiamati stampi a cassetta. Attualmente per gli ingredienti usati ricorda un pò il pane giallo dell'antica Roma - pane per gli imperatori - che però viene chiamato "fruit cake" per la presenta della frutta. In America invece si chiama plum cake per il ripieno di prugne mentre nel Regno Unito per alcune specialità regionali simili i fruitcake viene ancora usata la parola "plum". 

Il "plum cake" viene fatto non solo come dolce ma anche salato, alle verdure o anche di carne o pesce sempre con la stessa forma e usando gli stessi stampi. Il "fishcake" è conosciuto anche nel paese d'origine mentre quello di verdura e carne è più usato in Italia.   Infatti con la carne o pesce misto a verdure ma cotto in questo stampo, viene definito "polpettone".

Credits delle info da  QUI come anche le prime immagini, le altre sono prese dal web-google. 

 Plumcake dolce "fruitcake" ingrediente frutta e canditi

 Plumcake salata misto verdure e formaggio
 Pane giallo romano


La lettera "p" si chiude e spero di fare quanto prima le prossime lettere di questo glossario che pian piano ci avviciniamo alla fine. Però guardando ho visto che la "R" e la "S" come definizioni sono moltissime e prevedo per non fare post lunghissimi che dovrò dividerle anche in tre parti.

Buona giornata a tutti e grazie di avermi letta.

NOTA Affluente
Con la lettera "P" ci sono ancora altre definizione che ritengo non sia necessario chiarire quali: pirottino, pressare, punzecchiare e il dolce inglese chiamato "pie" che tutti sanno di cosa trattasi. In caso che qualcuno lo ritiene da aggiungere me lo faccia sapere.
Avevo scritto nei precedenti post che volevo raccogliere quando finito in un PDF a disposizione di tutti ma, ho notato che chi lo desidera può cliccare sulla colonna di destra alla voce ... Per stampare o per stampare in PDF free" è già possibile da adesso basta cliccare al link qui sotto per poi poter stampare in pdf tutti i post già pubblicati.


Il link che ragruppa tutto il glossario dalla A alla Z

 QUI



PS. 
Questo post inerente a questa rubrica che è presente da tempo e purtroppo non si può andare veloce se si vuole fare bene,  l'avevo preparato prima di andare in pausa. Meno male cosi ho qualcosa da condividere nel mentre mi attivo per riprendere le varie rubriche. Grazie della pazienza. 

05/10/18

Pasta fritta e/o soffiata

La mia amica Rossella  del blog "Salsapariglia" in data 9 aprile aveva condiviso la ricetta di quello che lei chiama "Pasta soffiata" che pero può anche definirsi "Pasta fritta" vista la conclusione del piatto.
Avevo seguito tutte le fasi ma poi mi sono fermata per l'arrivo di problemi personali ed il caldo torrido dell'estate per cui l'ho rimandat al 20 settembre. Devo dire che l'esperimento è riuscito anche se penso che dopo la seconda fase che precede il soffiato o fritto l'avrei dovuta fare subito. Ho atteso invece oltre  4 mesi anche se una volta passata la seconda fase, si può conservare a tempo illimitato. Ripeto, non si tratta della solita pasta fritta come ingrediente di recupero di pasta avanzata ma proprio preparata per essere soffiata mediante frittura.
Passiamo alla ricetta.


Ingredienti per più persone

100 g di pasta  
olio per friggere
sale q.b.



la pasta è su un foglio assorbente



Procedimento


Portare ad ebollizione abbondante acqua leggermente salata e cuocerla al "doppio" del tempo previsto com tempo di cottura : se 5 minuti cuocere 10.
Scolare e lasciarla raffreddare.

Nel frattempo accendete il forno a 50-60 gradi e predisponete una teglia o la leccarda stessa con della carta da forno e disponete sulla stessa la pasta cotta ben separata non deve essere una sull'altra ma ben divisa e separata.

Lasciate essicare la pasta per 5 ore. Io ho il forno ventilato e potevo ritenerla essicata dopo 4 ore ma ho preferito continuare ancora per un ora abbasando la temperatura del forno a 40 gradi.

La pasta tornata secca si puo conservare per quanto tempo vogliamo ma, io penso che è meglio provvedere alla frittura perchè la pasta si gonfia molto prima di quando è rimasta ferma dopo l'essicatura per tanto tempo.

L'olio dovrà raggiungere i 190° per friggere la pasta e vedela gonfiare quasi subito, metterla su un foglio assorbenete per l'eccesso di olio, salare leggermente ed è pronta per essere sgranocchiata assieme ad un calice di vino come dice l'amica o di birra come dico io.

Se vi piace, potete mettere ancora un pizzico di sale Maldon affumicato che rendere ancora più croccante senza essere troppo salato in quanto questo sale a scaglie non si scioglie.

Provare per credere.
Grazie Rossella e vi invito a visitarla le sue ricette rappresentano una ricerca molto particolare.
Buon happy hour e visto oggi venerdi, buona fine settimana.


Nota Affluente


La pasta fritta della mia immagine è un pò dorata perchè non si è gonfiata subito perchè è rimasta ferma dopo averla esseicate per oltre 4 mesi. Per questo ddopo averla rifatta e fritta subito dopo l'essicatura il risultato è stata croccante si mai sfalda subito in bocca mentre la precedente bisogna masticare :D :D  buona ugualmente.
 
Io ho scelto quel tipo di pasta che da noi sia chiamano eliche ma ho visto che hanno vari nomi come anche rotini ma anche fusilli (Barilla e non solo), ad ogni modo pasta corta anche di vari formati: a voi la scelta.



PS.

Mi dovrete scusare se la condivido appena venerdi e quindi sono presente questa settimana per solo due volte, ma non riesco ancora a stare seduta a lungo ed ho un sacco di appunti da mettere assieme e spero per la prossima settimana di entrare se non a pieno ritmo...quasi.

01/10/18

Eccomi, si riapre ... una considerazione ed una "Zuppa di .........."

Oggi 1 ottobre, dopo quasi quattro mesi più/meno riprendo in mano il blog ma devo ancora fare tutto con calma perchè non posso stare seduta per troppo tempo: la schiena si mette a protestare :) :) e mi perdonerete se con questa ripresa i miei post saranno pochi ma cercherò di farvi visita un pò più spesso di prima.
Grazie della vostra comprensione.


In questo periodo ho usato moltissimo il mio smartphone visto che dovevo riposare quasi distesa per la schiena e nervo e per passare il tempo sono andata a curiosare ....nel mondo dei "blogger" e, mamma mia, ce ne sono un infinità rispetto a a quando, 9 anni fa, ho aperto il mio blog.

Sono pochi i multitema come il mio,  nei blog di cucina e siti specifici ci si perde, viaggi e altri che parlano di moda e cosmesi ci sono ma si basano quasi tutti su recensioni specifiche su prodotti nuovi magari poco conosciute e senz'altro remunerate.  Inoltre ho riscontrato molta mancanza di rispetto per il lavoro altrui, copiature senza credits, ecc. che mi hanno molto rammaricata.
Avrei voluto esprimere alla fine di questo giro la mia opinione personale ma preferisco di no: ognuno è libero di vedere - verificare e farsi un idea.
Io sono soddisfatta del mio piccolo blog multitema senza grandi pretese e scrivo su quanto di più carino, corretto e interessante secondo il mio modo di vedere io possa  trovare e vi assicuro che rispecchia il mio carattere sempre curioso anche alla mia età vintage (74 per poco).
Ho avuto l'opportunita di conoscere delle splendide persone per la maggior parte virtualmente ma alcune di loro è stata una sopresa conoscerle personalmente. Virtuali o non ci sentiamo spesso senza invadenza magari per un semplice saluto e visita al loro blog senza alcun obbligo per avere un rientro di commento.
Fino a quando potrò dire qualcosa indifferente in quale tema . viaggi, ricamo, cucito, curiosità e senza tralasciare la CUCINA non avrò motivo di chiuderlo e spero che se sarà,  sia il più tardi possibile.

Per farmi perdonare questo peccato di modestia.... :D :D vi lascio con una ricetta scritta tempo fa che con il tempo "freschino" che avanza una zuppa non necessariamente calda ma leggera potrebbe andare.

Vi saluto caramente, un abbraccio virtuale a tutti e ci risentiamo prima possibile.


Zuppa - Minestra o Vellutata con Indivia o scarola, fagioli cannellini e acciughe

Ingredienti per 4-5 persone
500-700 g di scarola o indivia (anche la riccia va bene)
2 lattine di fagioli cannellini 
1 lt circa di brodo vegetale 
3 spicchi aglio
10-12 filetti di acciughe sott'olio
1 peperoncino secco - facoltativo 
olio evo
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
100 g di ricotta stagionata salata (si trova anche in buste già grattugiata)
1 cucchiaino di amido di riso o di agar agar per addensare
se necessario fette o quadrucci tagliati di pane tostato q.b.






Procedimento

Mondate il cespo di scarola o indivia lasciando anche le foglie esterne salvo quelle che vi sembrano sfatte e dopo averle lavate le tagliate a striscioline.
Preparate il brodo vegetale come preferite - io ho usato due dadi vegetali senza glutammato e quando bolle tuffate la scarola e lasciatele cuocere per circa 10 minuti deve diventare morbida.
Poi togliete una parte, aggiungete il contenuto di una lattina di fagioli cannellini senza il loro liquido e frullate tutto con il frullatore ad immersione.
In una padella scaldate un pochino di olio e fate tostare l'aglio tagliato sottile e sbriciolate il peperoncino se usato e le acciughe che devono sciogliersi. Mettete il rametto di rosmarino intero e fate andare fino a quando le acciughe si sono sciolte e tutto è amalgamato.
Aggiungete i restanti fagioli cannellini senza il loro liquido interi fate insaporire e versato  tutto nella minestra. Assaggiate se manca sale e completate con il prezzemolo e fate cuocere ancora per 5 minuti. Se la minestra vi sembra troppo liquida aggiungete l'amido o l'agar agar entrambi non hanno sapore, ma prima di aggiungerlo lo scioglierete con un pò di brodo per evitare grumi.

 



Nel frattempo tostate il pane.
Sul fondo del piatto mettete un pò di ricotta grattugiata, aggiungete la minestra e completate con un altra grattatina di ricotta. Un filo di olio evo e le fette di pane a fianco nei bordi oppure in un piatto a parte servite il pane sempre tostato a quadrucci ed ognuno si servirà da solo.

Ha un sapore particolare l'amarotico della scarola, il leggero sapore delle acciughe e si completa con la grattatina di ricotta.
Buon appetito e buona giornata.



Note affluenti
Il peperoncino l'ho usato solo nel mio piatto perchè maritozzo non deve mangiare piccante mentre io adoro il pizzichino :) .
Vanno benissimo altri tipi di cespi di verdure a foglia grande purchè siamo di sapore amarognolo e diventi morbida ma non si spappoli durante la cottura. 

  

07/09/18

Comunicazione agli amici : non sono desaparicida .....

Avevo scritto che sarei ritornata in settembre ma purtroppo non mi è possibile in quanto per una improvvisa infiammazione del nervo sciatico, chi forse l'ha provato sa quanto sia doloroso, ho difficoltà a muovermi per salire alla mia postazione ma anche a stare seduta davani al PC.
In aggiunto mi sono "beccata" un infreddatura coi fiocchi ..gola - raffreddore e "abbaio come un cane " :) :) e quindi sono costretta a rinviare il mio ritorno.
Inoltre non ho avuto modo di preparare i miei post di ricette e altri argomenti che sono già iniziati e che devono essere completati oltre che altri nuovi, dovuto all'estate che è stata molto tosta e lavorare con oltre 40 gradi sottottetto non è una passeggiata : ho bisogno di Tempo !!!!!
Non appena mi riprenderò soprattutto dalla "sciatalgia" che mi impedisce di fare le scale, mi darò da fare per preparare qualcosa di carino e spero interessante quanto prima.
Non fisso alcuna data e/o periodo per scaramanzia e mi auguro che mi leggerete anche se la pausa è stata lunga.
Non sono una foodblogger o chef come le mia amiche ma mi difendo in cucina :D :D e anche  con lo spaziare in  argomenti dal e del mondo che magari non tutti hanno tempo di curiosare.
Vi auguro un bellissimo settembre e arrivederci a presto e vi lascio con un simpaticcimo pennuta che vi offre il caffè nviatomi da un amico.




26/06/18

Da una "Pausa Forzata" ad una MESSA in PAUSA volontaria : Arrivederci a Settembre

Carissimi, come preventivato nel mio ultimo post i lavori che hanno causato la mia messa in pausa sono stati sospesi anche se non accantonati in quanto il problema non è stato risolto: lo spandimento è rimasto misterioso su dove - quando e perchè !!!! Presumo che con le prime pioggie forse riusciranno a trovare il problema ma personalmente dubito su una terrazza (lastricato solare) rifatta a nuovo 4 anni. Il lavoro concordato dai condomini (100 famiglie) con l'amministrazione per la ditta scelta, sembra che non abbia effettuato il mandato come concordato. Personalmente ho solo il disagio non essendo una condomina ma affittuaria.

Sono riuscita a seguito della sospensione a  fare una decina di giorni di vacanza al mio solito campeggio in Austria - Carinzia sul lago Woerther: meglio poco che niente.  L'estate si preannuncia calda ma anche con grandi sorprese di pioggie e temperature che possono variare e datochè altre vacanze non sono possibili ho deciso di prolungare la pausa del blog. Mi sento stanca anche per tutti  disagi ed ho deciso di farmi un pò di vacanza - visto il mare presente nella mia città - di fare quanti più bagni di mare possibili se il tempo tiene.
D'altra parte molte di voi andranno in vacanza e spero che mettere il mio in pausa fino a settembre non corra il rischio di perdere le amiche nel senso di essere dimenticata perchè sarebbe molto triste per me.
Sinceramente quest'anno con tutte le spese improvvise consistenti (poteva farmi una crociera) tipo dover cambiare tutto il tubo di scappamento perchè la valvolta motore rotta fa corpo unico e quindi sostituire tutto....il parabrezza trovato incrinato a causa di qualche pietra di schizzo  e quindi da sostituire e non copre assicurazione.... solo altri soldoni per me penso capirete come mi sento.
Unica soluzione, godermi l'estate al mio mare che per fortuna è presente tutto l'anno :D :D

Spero nella vostra comprensione e di ritrovari a settembre fresche, riposate e con tanto cose nuove e da parte mia, cercherò lo stesso ogni tanto di fare visita alle amiche che stoicamente o stacanoviste continueranno a sfornare favolosi piatti anche con il caldo.

Vi lascio con qualche foto personale del lago fatti nei pochi giorni di vacanza.
Un abbraccio a tutte, buona vacanze e ci ritroviamo a Settembre
:k :k :k

 Un piccolo di cornacchia vicino alle docce dello stabilimento sul lago

 Una regata sul lago

Questo è il "Mandl" l'omino che dice la leggenda sia stato lui a creare il lago con una botte magica  QUI la storia

Ancora un abbracccio a tutti e buona vacanze da 

Edvige

24/05/18

Comunicazione agli amici e un " Sautè di vongole con pane grattugiato (alla Montalbano ....) " come congedo temporaneo

Carissimi amici, con questo meraviglioso "sautè" voglio congedarmi per un periodo di PAUSA obbligatorio.
Avrete sicuramente letto.. almeno spero, il mio post  QUI  con la quale vi avvisavo la causa della mia rallentata presenza qui e sui vostri blog. I lavori su ordine dell'amministrazione sulla mia  terrazza dovuti a nuove infiltrazioni negli appartamenti sottostanti nonostante il completo rifacimento dello stesso avvenuto 4 anni. Questa terrazza è definita lastricato solare di cui il mio appartamento ha l'usufrutto (non gratuito - 1/3 delle spese sono a mio carico il resto del condominio) in quanto è ed anche viene considerato "facente parte della facciata della casa" e quindi 2/3 di spese vengono divise fra tutti i condomini (100 famiglie).
Purtroppo, causa  pioggie, bora, ecc. essendo questa al 7°piano e scoperta,  non si può lavorare se il tempo non è perfetto che nel caso della bora,  diventa ancor più problematico:  porta via tutto !! 
A questo punto sono costretta a mettere in PAUSA il mio blog e non posso nemmeno dirvi per quanto tempo perchè tutto è soggetto al tempo climatico ed ai tempi previsti negli accordi tra l'impresa e l'amministrazione nonchè a trovare in modo definitivo - si spera - la causa di queste infiltrazioni a tutt'ora non ancora definite : si va a tentoni....
Non mi è più possibile lavorare in santa pace considerando anche la polvere e gli odori che entrano dalle finestre e dai lucernai sottotetto che per via del caldo sono costretta a tenere aperte (quando non piove...).
Spero nella vostra comprensione e che al mio ritorno/ripresa avrò il piacere di ritrovarvi ma, se possibile passerò almeno dai vostri blog per un saluto magari con lo smartphone -  facile per un saluto ma impossibile per me scrivere post :( :(ci vorrebbe almeno un tablet...se me lo regala l'amministrazione .... :) :)
Buona continuazione per tutto. Un abbraccio a presto o almeno a  quanto prima....si spera ed ora ecco l'ultima ricetta prima della pausa ..... :) :)


Sautè di vongole con pane grattugiato

Ingredienti per 2 persone

1 kg di vongole veraci  **)
peperoncino a piacere
2-3 spicchi di aglio
olio evo q.b.
1 bicchiere di vino bianco secco


Io uso per i molluschi la comoda pentola wok (clic e l'iimagine si ingrandisce)


Preparazione

**)
Vi passo la ricetta così come l'ha descritta la mia amica  Simonetta del blog "La cuoca galante" clic per andare alla sua pagina FB ha proposto un piatto che il commissario Montalbano..... 
fermandosi in un ristorante che era già stato si sbafò un sautè di vongole e panegrattugiato.....

Le vongole le adoro ma io avevo solo le COZZE che non potevo gratinare al forno in quanto a causa dei lavori la corrente era saltata : potevo usare solo il gas :( :( 
Quindi ho deciso di trasformare il piatto dell'amica anzichè vongole con l'uso delle COZZE. 
Non posso dire che non era buono ma le cozze non sono adatte a questo insieme hanno bisogno di una gratinatura mentre le VONGOLE diciamo è quasi la loro ...morte !!!


Far aprire le vongole (io le cozze) aggiungendo il vino e lasciar aprire a fuoco vivace coperto. Farle saltare in modo che si aprano al meglio e togliere quelle già aperte in modo che si cuociano troppo rispetto alle altre non tutte si aprono nello stesso momento.  Poi filtrare l'acqua.
Fare un piccolo soffritto con olio, aglio e peperoncino. Aggiungere l'acqua delle vongole filtrata, le vongole stesse (io le cozze)  e abbonadante pane grattugiato, mescolare bene e servire subito.
Se vi piace potete mettere anche una manciata di prezzemolo fresco.
Sale usualmente non serve perchè l'acqua dei molluschi è già salata ma se vi manca aggiungetelo prima di aggiungere le vongole al soffritto+liquido in modo che si sciolga.

  


Se avessi avuto la possibilità di gratinare avrei fatto la semplice ricetta dell'amica "La cuoca galante  clic per passare al suo blog/ricetta" .

Quindi amici miei vi saluto sperando che la pausa non sia troppo lunga e ci sentiamo come detto almeno sui vostri blog.

Buon proseguimento un abbraccio.


NOTA Affluente

A prescindere se decidete di fare questo piatto con le vongole oppure le cozze oppure una gratinatura in forno, io vi suggerisco di utilizzare il pane grattugiato grosso non quello sottile e vi spiego il perchè.

Avevo in casa pane grattugiato finissimo che ha assorbito subito il sughetto diventando come una "papetta". Dovete usare quello grosso (che io uso di solito) che non assorbirà immediatamente il sughetto in maniera totale ma rimarra bello croccante e gustoso quando mangerete la vongola direttamente dal guscio: tutt'altra cosa !!!

20/05/18

Intermezzo Domenicale !!! ... Parliamo di Caffè la 2° e 3° ricetta di "40 Ricette Caffè del Brasile" il "Cafezinho" alla Brasiliana e "Brigadeiros" al Caffè


 

Le 40 Ricette di questo libretto non sono solo dei dolci ma anche vari modi di preparare un caffè, un cocktail, caramelle, un piatto di carne alla brasiliana, soufflè, mousse, ecc. io le condividerò tutte perchè secondo me alcune sono proprio interessanti e possono essere preparate anche con caffè di provenienza diversa.  Ci sono anche piatti salati come la carne alla brasiliana, il prosciutto alla salsa di caffè, flan, mousse, ecc. una bella raccolta.

Questa non è proprio una ricetta ma sono due modi di preparare il caffè alla moda "brasiliana" e parliamo del " Cafezinho". Anche qui ho preferito scanarizzare questi due modi perchè riportarle secondo me perdono il loro ...fascino.
Vi ricordo che basta un clic sull'immagine e questa s'ingrandisce per poterla leggerla bene - mi sono assicurata ...è leggibile e anche bene.
Ad ogni modo ricordate che qualsiasi pagina internet voi guardiate è possibile ingrandirla tenendo premuto il tasto Ctrl + la rotella del mouse in contemporanea per ingrandire o rimpicciolire a secondo di come la rotella sarà girata : in su o in giu!!  




L'altra ricetta è proprio una ricetta anche se molto semplice e parliamo del " Brigadeiros" al caffè che sono palline che vengono poi rifinite passandole nel cocco, molto facile ed il caffè esclusivamente brasiliano oggi potrà essere sostituito dalla misce che preferite.


Ingredienti

1 lattina di latte condensato
1 cucchiaio di cioccolata in polvere
1/3 di tazza di caffè forte
1 cucchiaio di burro
1 noce di cocco grattugiata *)




 Immagine sempre dal libriccino


Procedimento
In una casseruola (consiglio antiaderente) mettete tutti gli ingredienti salvo il cocco e portate sul fuoco medio mescolando continuamente fino a quando il composto non si staccherà dalle pareti e dal fondo della casseruola. 
Versate il tutto su un piatto o un piano di marmo o altro, ungete con un pò d'olio in modo che non si attacchi e lasciatelo  raffreddare.
Con le mani umide prendete un pò del composto formando delle piccole palline che passerere nel cocco grattugiato.


La prossima volta altre ricette 


*)
Una noce di cocco è intesa che in loco il cocco viene grattugiato fresco. Ovviamente da noi è impossibile e quindi usiamo le buste che si possono acquistare con il cocco già grattugiato.




NOTA Affluente
Questo libriccino più lo guardo e più mi rendo conto che sarà lunga riportare tutte le ricette. Come detto i dolci non li posso fare ma i piatti salati proposti con l'aggiunta di caffè possono essere interessanti e quindi vedrò di riuscire a provarli . Non sono molti ma m'intrigano.



Clic su "Storia di Caffè  e 40 Ricette Caffè del Brasile " tutti i post della rubrica.




PS.

Scusatemi ma con i lavori di due domeniche fa sono a nemmeno metà strada, causa pioggia e la famosa bora di Trieste su un terrazzo aperto senza copertura al 7° piano non è possibile lavorare vola tutto..... Quindi sono sempre a rilento sia qui che per passare da voi. Grazie della comprensione.


17/05/18

Sformatini vs souffle di finocchi uova formaggio su specchio crema di stracchino

Sformatini e/o soufflè non mi piacciono tanto ma ogni tanto li faccio perchè sono molto graditi a mio marit...ino. I soufflè in particolare li faceva molto spesso mia suocera e si raccomandava che il figlio e amici invitati fossero puntuali per vederlo uscire dal forno bello alto prima dell'afflosciamento che per quanto poco mia suocera si disperava sempre. 
Avendo dei finocchi a casa ingrediente principale e 2 belle confezioni di stracchino, ho optato per uno sformatino che con l'apporto di panna e uova sarebbe montato come un soufflè però senza un grande affossamento :D :D 
Ho preferito suddividere il tutto in 4 formine perchè sarebbe stato più facile impiattare e lo sformatino sarebbe rimasto integro come in realtà è accaduto.
Passiamo quindi alla ricetta.


Ingredienti per 4 persone

100 g di stracchino
120 g di parmigiano grattugiato
2 finocchi grandi
2 uova 
3 cucchiai di pane grattugiato
1 cucchiaino di burro
basilico 4-5 foglie 
50 ml di panna fresca
latte q.b.
sale - pepe






Procedimento

Pulire i finocchi dalle parti scure e con il pelucchino togliere i filamenti alle parti esterne se ritenete che non sono troppo dure altrimenti eliminatele. Tagliate a piccoli pezzi e lessateli in acqua bollente salata fino a quando saranno morbidissimi: io 20 minuti.
Scolateli e lasciate che perdano tutta l'acqua poi li trasferite in una ciotola. Aggiungete circa la metà del grana grattugiato e mescolate. Se i pezzi di finocchio vi sembrano ancora troppo grossi riduceteli. A parte mescolate in una terrina un uovo, il basilico tagliuzzato, sale e pepe, sbattete bene e versate il tutto sui finocchi e mescolate.
Imburrate una formina come la mia nell'immagine oppure anche altre di porcellana o di cotto che vanno in forno e vi consiglio di fare la monoporzione per la facilità dell'impiattamento.
Imburrate le formine scelte e spolveratele con il pane grattugiato elimando l'eccesso e versate il composto di finocchi. 
A parte, sbattete l'uovo rimanente con la panna, sale e versate il tutto sui finocchi dividendolo per quante sono le porzioni preparate per il forno ( io 4). Cospargete ancora un pò di pane grattugiato e mettete in forno a 170° se ventilato o 180° se statico per circa 15-20 minuti. Ad ogni modo verificate che non si scuriscano troppo, i finocchi sono cotti basta che il tutto monti come un soufflè.

In un pentolino a parte fate sciogliere lo stracchino con il rimanente grana grattugiato e la quantità di latte richiesta affinche il tutto diventi una salsina / crema morbida non liquida e non fissa: come una fonduta.

Dopo aver tolto le formine dal forno, lasciatele per 5 minuti  prima di impiattare in modo che si compattino e non si disfino nel passaggio. Potete mettere a scelta sul fondo delle cucchiaiate della crema prima dello sformatino ed aggiungere ancora un pò oppure versare la cremina solo sullo sformatino: a voi la scelta.

Se avete piacere completate ancora con un pò di formaggio grattugiato.

Buon appetito.



NOTA Affluente

Questo piccolo sformatino si gonfia come un soufflè però la consistenza è diversa e non si affloscia :) anzi rimane molto compatto anche alla prova ...forchetta!!
Si possono utilizzare anche altre verdure come il sedano rapa che va prima bollito e poi fatto saltare in padella ovviamente a chi piace il sapore. Oppure anche i topinambour oppure anche i carciofi però è meglio che utilizzate soltanto i fondi. Cambia solo l'ingrediente principale il resto rimane invariato altrimenti passiamo al soufflè :) :) vero e proprio e quindi non rimarebbe così compatto e morbido allo stesso tempo.





13/05/18

Intermezzo Domenica !!! ... Nuova Rubrica : Parliamo di Caffè " 40 Ricette Caffè del Brasile " - (1) " Charlotte di Caffè "




Come scritto nel primo post che trovate QUI, vi avevo preannunciato che dopo la Storia del Caffè avrei iniziato a condividere queste ricette che purtroppo non posso farle perchè i dolci mi sono proibiti e quindi, spero che qualcuno che mi leggerà li provi a meno che non li conosca magari rivisitati.  Apriamo le danze... con questa "Charlotte":



Ingredienti

8 tuorli, 
3 chiare,
 200 g di zucchero,
 12 cucchiai di caffè forte,
1 tazza  +  6 cucchia di liquore al caffè o cioccolata
 6 fogli di colla di pesce, 
 300 g di savoiardi 



Procedimento

I tuorli, le chiare e lo zucchero devono essere montate energicamente fino al radoppio del volume.
(non si parla di frullino elettrico..presumo lo facessero a mano con una semplice frusta)

Cuocetelo poi a bagnomaria e sempre sbattendo aggiungete il caffè ed  i 6 cucchia del  liquore scelto. Quando inizia ad addensarsi e diventa schiumoso levatelo dal fuoco. Aggiungete la colla di pesce , naturalmente prima ammollata in acqua fredda e poi spremuta, e continuare a mescolare fino a raffreddamento. 
Bagnate con il liquore uno stampo da budino - parte del liquore in tazza , foderate lo stanmpo lungo i bordi ed il fondo con i savoiardi imbevuti con parte del liquore scelto e coprite il fondo con metà della crema. 
Spezzetate i restanti savoiardi dopo averli bagnati con i liquore fate a stratu con la restane crema fino a riempire lo stampo.  
Mettete poi lo stampo in frigo per un minimo di 4 ore ma se tutta la notta ancora meglio.
Toglietelo dallo stanpo quando è ancora freddo è molto più facile, guarnite a piacere.

(La foto fa vedere che sull'alzatina è stata messa una guarnizione sul giallino come nel centro. Non c'è indicazione di cosa trattasi)



la foto come la vedete è proprio cosi con questo colore di patina..vecchio...

Ciaoooo


NOTA Affluente

Le ricette all'interno di questo libriccino all'origine erano in lingua portoghese. Per fare l'edizione italiana è stato tradotto ma non perfettamente per cui ho dovuto arrangiarmi per rendere più chiaro il procedimento e spero di esserci riuscita.
Sono convinta che la " charlotte" oggi sia un dolce molto conosciuto e quindi lo svolgimento sarà sempre lo stesso salvo gli ingredienti di questa charlotte che da campanilisti è il solo caffè brasiliano ad essere usato.

Click su " Storia di Caffè e 40 Ricette Caffè del Brasile " tutti i post della rubrica.

10/05/18

" PIE " con radicchio funghi mozzarella... tutto fuorchè GB o USA

Avevo a casa due confezioni di pasta sfoglia e nessuna voglia di fare la solita torta salata ed ho pensato ad un "pie" salato alla mia maniera.
Come detto altre volte mi piace pasticciare in cucina, sopra tutto se ho amici a tavola che come dice un mio amico proprio "chef" si cucina per gli amici ma per se stessi è solo fare da mangiare.
Inoltre, le mie torte salate nascono sempre da improvvisazioni ed in base a quello che trovo ne frigo e quindi sempre diverse - non prendo appunti.
Ho questa volta a cucinare perchè la mia "padrona" si è appropriata della mia sedia per dormire....povera è come se non avesse altri luoghi dove fare la dormita.... due cucce foderate morbide - due sedie con tanto di cuscino - un poggiapiedi che ha eletto come il preferito e quindi, essendo troppo buona... :D :D sono andata in cucina :D :D 



Ingredienti per 4 persone (io sempre abbondante)

6  "teste" di radicchio - metto l'immagine sulla qualità non ho pesato :( quello
Verona o simile come da immagine  a destra da Wiki   o   l'altra dal web più allungato


100 g di funghi surgelati misti
100 g o 2-3 salsicce di pollo
150 g di mozzarella  
100 g di parmigiano grattugiato
50 g di gorgonzola classico
50 ml di panna
2 spicchi di aglio 
2 cipolotti di Tropea
2 confezioni di pasta sfoglia
1/2 bicchierino di vino bianco
1 uovo
latte q.b.

 




Procedimento
Tagliate a metà il radicchio per levare completamente il torsolo e tagliate a listarelle e lavarlo è più facile cosi tagliato.
In una capiente padella (io ho usato il wok), fate appassire il cipollotto e l'aglio tagliati sottile con un pò d'olio ma se preferite lasciate l'aglio vestito ma schiacciato che poi eliminerete.
Aggiungete i funghi surgelati e quando saranno diventati morbidi mescolate con il radicchio, salate, bagnate con il vino e cuocete fino a quando il quantitativo si sarà ridotto, aggiungete le salsicce e continuate la cottura per complessivi 30 minuti coperto o scoperto, decidete voi l'insieme dere risultare abbastanza asciutto.Quando pronto fatelo raffreddare su un piatto liscio e grande.

Preparate l'uovo sbattendolo leggermente, salate,  aggiungete la panna, il parmigiano e la mozzarella,  amalgamate e incorporate la verdura raffreddata.
In una tortiera tonda lasciando la carta forno, distendete la pasta sfoglia facendola aderire ai bordi e versate il ripieno livendalo leggermente magari sbattendo un pò la tortiera.
Spargete su tutto il gorgonzola a fiocchetti e chiudete con l'altra pasta sfoglia, riducendola un pò tagliano i bordi per poterla appoggiare sull'altra i cui ordi saranno ripiegati trattenendo cosi la parte di sopra formando una specie di cordone.
Nel centro fate un piccolo foro per inserire un pezzetto di carta stagnola o quello che trovate per formare il camino in modo che il vapore fuoriesca.
Con un pennello bagnate tutta la pasta sfoglia con il latte e infornate a 180° gradi per 30-35 minuti se avete forno ventilato, a 190° per 35-40 minuti con forno statico.



Come si vede per 4 porzioni basta e per noi che siamo in soli due ne è avanzata parecchio. Direi che il giorno dopo lasciata a temperatura ambiente era ancora più buona.




Buon appetito e buona giornata.


NOTA Affluente

Esistono i "camini" appositi fatti per i pie come il pork pie, il pie di mele, ecc. ma secondo me non serve spendere soldi basta confezionarsi uno quando necessario fatto con la carta stagnola magari coprendo un cartoncino tagliato in modo da essere più o meno rotondo.
Vi metto l'immagine presa dal sito della Le Creuset 
giusto per darvi un idea ma penso che senz'altro conoscete questi camini.

Come potete notare dalla fetta, mozzarella e gorgonzola "sgorgano"ed il sapore è unico anche perchè nessun sapore sovrasta l'altro ma ne crea uno nuovo. 
Un grande della cucina del passato, non ricordo il nome ma la sua massima che diceva che in una preparazione composita cioè con molti ingredienti il relativo dosaggio deve essere fatto in modo molto attendo per creare un nuovo sapore in quanto, come detto, quelli usati non devono sovrapporsi in alcun modo. Io non sono chef ma una semplice cuoca casalinga e autodidatta ma, ho dovuto affinare le mie papille gustative per ragioni di lavoro... ma questo è un altro discorso che troverete nella mia nuova ribrica che riguarda il Caffè.

06/05/18

Intermezzo Domenicale !!!..... Nuova Rubrica: Parliamo di Caffè e iniziamo con la " Storia del Caffè " proseguendo con " 40 Ricette CAFFE del Brasile " il perchè nel post ....


Premessa:
Ogni tanto bisogna riordinare e questo include oltre ai cambiamenti di stagione anche il ripasso delle "carte" che nel tempo si sono accumulate.  Riordinando uno scatolone il cui contenuto usavo per il mio job e quindi pieno di libri, dispense, programmi informatici fatti da me, cartoline, ecc. ho deciso finalmente di fare "piazza pulita". Le dispense per regolamenti CEE, USL, Bancari, ormai non mi servono più come quelle per i programmi che ormai con i nuovi sistemi operativi non potrebbero mai essere usati.
Ma ........

.......tra questi ho trovato un libriccino che pensavo perduto che parla de "Caffè" in particolare quello brasiliano dal titolo accattivante di  "40 Ricette Caffè del Brasile". Era stata pubblicato da una ditta privata in Italia ma statale in Brasile " I.B.C. (Istituto Brasileiro Do Cafè)" : il libretto ha circa 40 anni però non so la data della pubblicazione perchè è stata fatta fatta stampare dalla stessa quale omaggio ai loro clienti. Io ne ho una copia essendo stata il loro perito (lo sono nel caffè, semi oleosi e alcuni prodotti agro-alimentari).
Trieste con i suoi magazzini portuali  e nella qualità di Porto Franco aveva preso in stoccaggio per conto di questa ditta grandi quantitativi di caffè proveniente dal Brasile. Dal grande lavoro e dai grossi quantitativi di caffè brasiliano immagazzinati a Trieste hanno visto la necessità di aprire qui una filiale per curare sul luogo gli interessi promossi dalla allora quotazione del caffè alla Borsa di Londra, ove venivano piazzate le loro partite di caffè per poi essere fatte proseguire ai vari compratori risiedenti in Europa.
Praticamente "l'istituto" rappresentava gran parte dei coltivatori brasiliani di caffè i quali consegnavano  il loro raccolto (come una cooperativa) per poi essere venduto al miglior prezzo come detto nel resto dell'Europa. Trieste, come porto franco poteva provvedere a ricevere per poi caricare e spedire ecc. le partite vendute destino via camion, ferrovia o anche nave senza che questo caffè perdesse la loro origine che restava sempre "Brasile". Questa Filiale ormai è chiusa da moltissimi anni e non so se esiste ancora in Brasile.  Oggi in Brasile come coltivatori esistono nomi molto noti nel caffè che hanno acquistato terreni in Brasile per la coltivazione del caffè e, l'importano direttamente non avendo bisogno di intermediari.  Uno di questi è il Caffè Segafredo.
Nella sua qualità di porto franco Trieste poteva accettare merci da tutto il mondo che, per la sua legge che è  (risalente ancora al periodo absurgico ma fatta sua dall'Italia) al di fuori del "territorio italiano" questa poteva anche essere manipolata senza perdere la provenienza ovvero la sua origine. Infatti negli altri depositi italiano questi sono "depositi costieri" sul suolo italiano e quindi i ricevitori delle merci devono all'arrivo devono versare immediatamente le tasse previste per l'importazione. Avevamo ed abbiamo ancora i due porti Vecchio e Nuovo e se volete curiosare su cosa rappresentava e rappresenta il porto di Trieste questo è il link -Porto di Trieste....
(attualmente il Porto Vecchio è stato dichiarato non più "porto franco" e quindi l'immenso spazione prospiciente al mare e tutti i suoi magazzini da lungo tempo in disuso, sono in attesa che venga definita sul cosa fare e trasformare e come ed ad favore di chi..... quando?? non si sa !!!!!)
Su questo libriccino c'è anche la "Storia del Caffè" molto interessante che però copiarla è quasi impossibile invece di un post ne verrebbe un romanzo. Ho pensato allora di scanarizzare l'immagine che si trova sul retro del libriccino e di metterla qui ed ho anche verificato che se fate clic sull'immagine questa si ingrandisce in modo tale che potete leggere la storia tranquillamente. 




L'immagine qui sotto è la testata del libriccino che dice... " 40 Ricette caffè del Brasile "



Ho pensato che il tutto sarebbe stato molto interessante e quindi ho deciso di condividerlo solo che non farò le ricette perchè non posso assolutamente mangiare dolci. Quindi vi riporterò la ricetta con relativa immagine esattamente come qui proposta.

Con il prossimo post inizierò con la ricetta che a mio parere è la più golosa. Tenete presente che queste ricette sono molto datate, io l'ho da circa 40 anni ma penso siano più vecchie all'origine ma sempre valide e forse qualcuna la conoscete sicuramente magari anche già rivisitata.

Grazie di avermi seguita, buona giornata.


NOTA Affluente

Trovando questo libriccino ho pensato di creare una nuova rubrica che ha come tema principale il "CAFFE". Trattasi prevalentemente di dolci oltre che di bevande particolari ma qualcuna salata all'aroma di caffè che vedrò di fare. Personalmente adoro il caffè ma lo bevo da sempre soltanto amaro. Sono, data la mia specializzazione di perito, molto selettiva nel caffè e purtroppo quelli che sono  i più noti non sono proprio di mio gradimento.
A favore di queste miscele le csidette "miscele BAR"  a quelle in vendita all'etto da macinare non sono le stesse perchè il modo di fare poi il caffè a casa è completamente diverso.
Dicevo che, a favore delle miscele da Bar bisogna tenere conto della macchina da caffè se è troppo fredda ancora all'inizio giornata, troppo calda per i molti caffè fatti, se viene tenuta pulita come filtro ecc., quanti grammi effettivamente vengono usati per una caffè (previsti 7 g), la pressione data al caffè quando il filtro viene riempito ed agganciato alla macchina, la pressione dell'acqua che deve essere forte ma espulsa lenta per poter diciamo prendere tutti gli aromi del caffè stesso e, molto importante, la qualità dell'acqua senza contare anche la temperatura esterna tra il freddo e caldo.
Se l'acqua è troppo calcarea purtroppo il caffè avrà un sapore diverso alle volte molto pesante e, non ultima ma molto importante come il caffè è stato torrefatto. Può risultare amare se tostato troppo, leggermente acido o grasso se tostato poco e anche dal tipo di miscela che usualmente viene diviso non equamente - decide il torreffatore dopo le cosidette prove "di tazza" sulla quantità  e la qualità/provenienza del  "robusta" che darà il sapore forte e quella "arabica" che darà il sapore vellutato.  Ultimo ma non meno importante è chi farà il caffè al bar. Penso che tante volte avrete richiesto che il vostro caffè venga fatto da ..... anzichè da.... perchè vi sembrava più buono nostante sia tutto uguale. Ma non è vero "la mano" ha la sua importanza.
Ultima cosa, il caffè crudo viene lavato - asciugato e poi passato ad un nastro trasportatore pieno di buchi che "calibrano" il chicco. I più piccoli cadranno sotto un altro vassoio e saranno tostati a parte perchè essendo piccolo la tostatura avviene in un tempo minore dei chicchi grossi. Il caffè torrefatto di grammatura grande sarà poi venduto più caro da quelli piccoli ma, alle volte, nelle miscele vengono aggiunte anche queste per rendere il caffè più forte e saporito ma, con il rischio che alle volte un sapore troppo di "bruciato" e quindi amaro anche se la quantità aggiunta non sarà dosata perfettamente.


PS. 
Amici sono sempre a rilento ancora ed a causa della pioggia ho timore che i previsti lavori sliteranno ulteriormente.
Memento SolonicodiEdvigeDesign byIole