17/05/19

Causa forza maggiore : Blog In Pausa

Carissimi amici forze maggiori,  non preoccupatevi - nulla a che vedere con la salute, mi costringono mettere il blog in pausa.  Non ho date precise per il ritorno per cui preferisco dirvi arrivederci al più presto possibile .... senza dare date a caso.

Le "confessioni" al rientro... altrimenti non saprei cosa condividere :D :D

Vi auguro un buon proseguimento per tutto e con tutto - famiglia - ecc. e quant'altro avrete intrapreso o intraprenderete.

Un abbraccio forte anche se virtuale, spero di trovarvi ancora con le vostre gradite visite e vi lascio una rosa -  immagine che mi è stata donata tanto tempo fa.

CIAOOOOOOO









PS.
Scusatemi se non risponderò subito ai vostri gentili commenti perchè lo devo fare dal cell.  non ho tanto feeling con lui....

14/05/19

Tagliatelle di SEPPIA ... gialle con pomodoro, formaggio e.....

Cinque anni fa ho preparato questo piatto che è piaciuto tantissimo a noi ed al nostro solito amico da Venezia. 
Era una ricetta proposta da uno chef alla manifestazione Identità Golose che mi è sembrata fattibile anche a casa semplificandola come procedimento in quanto non ho di sicuro gli attrezzi delle grandi cucine professionali ne l'aiuto di una brigata di cucina :) :)
Quindi un pò riveduta e corretta per le mie corde...pardon mani, e visto che era piaciuta tantissimo ho pensato di rifarla per i miei due maggiolini:  il 9 maggio a metà tra il 6  di figlia ed il 14 di marito per festeggiare il loro compleanno ed infatti OGGI è il compleanno di mio marito e quindi ho deciso di condividere oggi con voi questa ricetta ormai più che collaudata.


Questa è la chantilly per mia figlia sempre la stessa su sua richiesta da 
47 anni ....  (a marito niente torta non ama i dolci)


Ho provveduto a fare foto nuove ma ripropongo anche quelle vecchie che rendono insieme molto chiara e semplice l'esecuzione per fare le tagliatelle di seppia (ora si trovano varie esecuzioni anche nel web).
La materia prima purtroppo è surgelata anche perchè mi servivano seppie grandi e di un certo peso. D'altra parte da noi anche seppie o calamari freschi sono difficili da trovare e nelle pescherie si trovano in vendita inclusi i totani solo decongelati.
Passiamo alla ricetta.

Tagliatelle di SEPPIA .......


Ingredienti per 5-6 persone

3 seppie surgelate (Pacifico) da 500-600 g cadauna
25 pomodorini ciliegino
12-13 pomodori secchi sott'olio o 3 cucchiai se a filetti sott'olio *)
3 cucchiai di curcuma in polvere *)
4 spicchi d'aglio medi
2 burrate da 300 g circa *)
125 ml di panna fresca 
coppa pasta (io ne ho usati 5 in contemporanea)
basilico fresco
sale e pepe
olio evo 
carta alluminio



Questa immagine è di 5 anni anni- fermato l'amico prima di inforchettare....



Preparazione

Le seppie già pulite devono venire decongelate ed io vi consiglio vivamente di immergerle così confezionate in un capiente recipiente pieno di acqua fredda.. Cambiatele dopo un ora in quanto la temperatura dell'acqua si abbassa con lo scongelamento e quindi lo rallenta.
Vi sconsiglio vivamente di decongelarle tenendo in frigorifero in quanto il tempo necessaria sarà molto lungo o a temperatura ambiente sconsigliato per la proliferazione di eventuali germi che si attivano decongelando in tempi molto lunghi.
Una volta scongelato proseguite come segue:

1.
Togliete il ciuffo e pulitelo alle volte si trova ancora la sacca che deve essere eliminata e sciacquate sotto l'acqua corrente. 
In una capiente pentola portate ad ebolizzione abbondante acqua e non appena raggiunto il bollore immergete le seppie e attendete che riprenda la bollitura. Lasciate bollire per 5-7 minuti dopodichè spegnete il fuoco e lasciate le seppie nella loro acqua ben coperte e controllate che siano immerse completamente e non con qualche parte a galla. Al caso coprite con un coperchio più piccolo che le spingerà sul fondo e dopo l'altra copertura totale della pentola.
Laciate il tutto fino a quando l'acqua non sarà fredda in questo modo la seppia continua la sua cottura ed il tempo del raffreddamente può durare anche tutta la notte: meglio lasciarla che si raffreddi completamente che toglierle con acqua ancora tiepida.

2.
Una volta pronta, tagliate le cosidette ali assieme con il ciuffo e tentacoli e mettete tutto da parte.

 Ne ho acquistate 3 di questa musura forse erano anche più grandi


Lasciate scolare e poi la arrotolate stretta - meglio sarebbe dalla punta in su - ma essendo abbastanza difficile la arrotalate dal fianco stretta e l'avvolgete in carta alluminio in modo da formare un salsiciotto e metteto in congelatore : 1 per seppia.
Non deve diventare congelato ma avere la durezza necessaria per poi affettare sottile come una tagliatella con l'affettatrice oppure con la mandolina.
Consiglio:
se non avete l'affettatrice e/o la mandolina (grande) vi consiglio di tagliare sottile con un coltello molto affilato subito dopo lo scongelamento perchè essendo più compatta è facile tagliare. Al caso se la "tagliatella" è troppo larga potete dimezzarla con un forbice da cucina.

3.
Dopo averla tagliata, in una capiente ciotola che riempirete d'acqua fredda ed aggiungere la curcuma mescolando che si sciolga e immegrete le tagliatella di seppia e lasciatele per 2 ore mettendole in frigo perchè diventeranno di un bel colore giallo come se fossero  "tagliatelle all'uovo ".


Le tagliatelle in acqua e curcuma per prendere il colore giallino

4.
In una padella con un pò d'olio, sale aggiungete i pomodori ciliegino tagliati a pezzetti e cuoceteli a fuoco basso per 15 minuti. Sminuzzate i pomodori secchi dopo averli scolati dall'olio sia quelli interi che al caso già a filetti ed aggiungeteli proseguendo la cottura per altri 5 minuti.
Travasate il tutto in un bicchiere alto per frullarli con il frullatore ad immersione e poi mettete il tutto da parte. 

I pomodori ciliegino e quelli sott'olio a colare

 La salsa deve diventare cosi dopo aver frullato i pomodori


5.
Sempre in un bicchiere alto da frullatore ad immersione, mettere la burrata e condite con un pò d'olio, sale e pepe  e aggiungete metà della panna fresca e frullate. Deve diventare una crema per compatta non fluida. Testate per il sale e poi mettete a parte in frigo.

6.
In una padella con 2 cucchiai d'olio, gli spicchi d'aglio schiacciati e se preferite vestiti, fate rosolare piano piano e poi togliete. Aggiungete le tagliatelle di seppia e fate in modo che si insaporiscano non devo assolutamente tosta, testate per il sale e appena caldo spegnete.

Le tagliatelle dopo essere state scolate passate in padella a insaporire
hanno un bel colore giallino


Impiattare
In un piatto liscio, mettete come base abbondante burrata frullata e battete sotto il piatto per allargare (come si fa con il risotto).  Mettete il coppa pasta nel centro e riempitelo con le tagliatelle e compattate un poco, completate con la salsa di pomodoro ed un foglia di basilico e togliete la coppapasta prima di portare in tavola (io quasi me lo dimenticavo :) ).

Sfido i vostri commensali a capire che trattasi di pesce.....inzieranno con il dire... buone queste tagliatelle all'uovo in quanto il sapore della seppia non si sente minimamente dovuto anche alla curcuma in cui era immerso ed ai due condimenti uno freddo e l'altro caldo.



Queste sono le nuove foto come al solito non 
sono il massimo... 
(ma cosi nessuno le ruba :D :D )

Avrete sicuramente notato che sul piatto a destra un corallo verde.... infatti è un corallo al basilico che ho messo al posto della foglia. Il corallo, avendo come base l'olio e la farina,  con il calore della salsa si scioglie dando un sapore in più all'insieme.

...ecco il mio corallo al basilico

Vi passo gli ingredienti che ho usato io ... collaudata:

75 ml acqua (si può usare anche brodo)
25 g di olio (se usate brodo già grasso mettete 20 g)
10 g di farina
6 g di basilico fresco solo foglie (potete anche utilizzare quello rosso o nero se trovate)
pizzico di sale 

Bisogna unire tutti gli ingredienti e passarli nel mixer ad immersione e dopo usate il colino per avere un composto privo di pezzetti di foglie presenti in questo caso.
In una padella antiaderente -  deve essere calda, versate un pò di liquido che a secondo della quantità le cialde risulteranno più o meno spesse.
Lasciate cuocere, sfrigolerà la parte acquosa e man mano che si asciuga compariranno i buchini e le cialde saranno pronte quando non friggeranno più e si staccheranno quasi da sole, provate dal bordo con una paletta attente a non romperle. Non tenete il fuoco troppo alto per non bruciarle quando l'acqua sarà evaporata. Serviranno circa 5-8 minuti. Quando le toglierete mettele su carta cucina per assorbire l'olio in eccesso.
Nota:
potete utilizzare alcuna aggiunta farle bianche/dorate oppure usare  il nero di seppia, il succo di pomodoro, la curcuma. lo zafferano o quant'altro vi necessita per creare delle cialde corallo di vario colore e sapore.
L'importante e verificare il rapporto tra gli ingredienti tenendo presente che se i buchini vi risulteranno piccoli significa che c'è poca acqua per cui potete allungare un poco ma attenzione il troppo vi rende la cialda corallo troppo fragile.
Tenete presente che la quantità di farina +/- è sempre attorno ai 20-30 g mentre l'acqua e l'olio possono variare ma quest'ultimo sarà sempre 1/3 della quantità d'acqua.

PS. Tutte le immagini cliccandoci sopra si ingradiscono. 



10/05/19

Topinambur gratinati al gorgonzola e non solo....

Prima della ricetta parliamo un pò di questo ortaggio, molto interessante sia per la sua coltivazione che per il suo aspetto. Vengono usati i "tuberi" di questa pianta ed il loro sapore ricorda un pò il carciofo. 

Sapevate che .... 

...helianthus tuberosus è il nome scientifico del topinambur conosciuto anche come rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o girasole del Canada.
E' una pianta usata come ortaggio ed appartiene alla grande famiglia delle Asteraceae e al genere helianthus con un infiorescenza a capolino.


Il capolino....testa del fiore


Infatti il nome Helianthus deriva da parole greche quali "helios = sole e "anthos = fiore " riferendosi alla tendenza di alcune piante di questo genere (come il girasole) a girare sempre il capolino verso il sole detto anche liotropismo. Il nome tuberosus indica una pianta perenne il cui organo di sopravvivenza è un tubero da un anno al successivo.

Il tubero essendo commestibile quindi edibile è chiamato anche patata topinambur.





Questi tuberi si raccolgono in inverno, sono molto nutrienti e la cottura è simile a quella usata per le patate. Si possono però consumare anche crudi condirli con sale e pepe e nella cucina piemontese sono usati con la bagna càuda e la fonduta. Nella cucina siciliana invece hanno un uso sporadico viene aggiunto alla farcitura delle focacce.
Tutte le info. ed immagini da Wiki


Topinambur gratinati al gorgonzola....


Ingredienti per 4 persone

700 g topinambur
100 ml di panna acida *)
100 ml di latte
2 spicchi aglio
200 g di gorgonzola
2 cucchiai di succo di limone
3 rametti di timo **)





Preparazione

1.- 
In una casseruola riscaldate il latte assieme alla panna acida, i rametti di timo e l'aglio schiacciato dopo averlo privato della buccia, salate e pepate e portate ad ebollizione e subito dopo spegnete e lasciate tutto in infusione per 30 minuti.

2 -
Sbucciate i topinambur usando il pelapate che smussa anche i le pretuberanze e metteteli interi in una scodella di acqua fredda con il succo di limone.

3 -
Preriscaldate il forno a 180°gradi se statico altrimenti 10° in più.

4 -
Tagliate il gorgonzola a tocchetti o come vi viene meglio.. Scolate i topinambur e asciugateli bene e tagliateli sottili con una mandolina circa 3 mm.

5 -
In una teglia, io ho usato quella di alluminio a gettare, leggermente inburrata oppure foderata con carta da forno. Fate uno strato di topinambour, aggiungete il gorgonzola salvando qualche pezzetto, versate il latte dopo averlo filtrato su tutto. Distribuite gli ultimi pezzetti di gorgonzola, alcune foglie di timo ed infornate per 1 ora circa. Servite caldo ma non subito attendete che il tutto si rassodi un pò. Il topinambour tende a rilasciare liquido per cui  risulterà poco fermo - un poco liquido ma che cambierà  - rassondandosi - dopo una decina di minuti d'attesa fuori dal forno.

Buon appetito.




NOTA Affluente

*)

se non trovate la panna acida, potete utilizzare una confezione di panna fresca alla quale aggiungerete succo di un limone medio. Assaggiate se vi sembra abbia la giusta acidità. Potete anche utilizzare uno yougurt magro più acido con un aggiunta di panna fresca circa 50 ml piu il succo di mezzo limone

**)

se volete evitare qualsiasi rischio che le foglie di timo si perdano nel latte... potete inserirle in una sacchetto di carta quello usato per gli infusi di tè o legarlo con uno spaghetto
Io ho messo assieme al gorgonzola anche del pane grattugiato in superficie misto con dei fiocchetti di burro perchè in questo modo si avrà una crosticina croccane.

07/05/19

Cantucci(o) VS biscotti di Prato


 Cantucci toscani

Premetto che i cantucci o cantuccio toscano inzuppati come si faceva una volta nel "vin santo" mi piacciono ancora oggi  moltissimo anche se essendo dolci mi sono vietati :( :( ma ogni tanto uno strappo alla regola ;) ;) .
Mi è capitata tra le mani una ricetta per i "cantucci alle mandorle" che non potrò mai fare ma allo stesso tempo anche delle informazioni su i "biscotti di Prato" che sembra siano la stessa cosa ma allo stesso tempo sono anche diversi.
Da alcune annotazioni che ho trovato il "cantuccio toscano" è diventato IGP (Indicazione geografiche protette)  a metà del 2015 ma,  la sua storia risale a secoli prima. I primi cantucci, senza le mandorle giunte verso la metà dell'Ottocento, erano già stati prodotti al tempo dei Medici nel XVI secolo.
La famosa Accademia della Crusca ne 1691 definì questi come "biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d'uovo. I più famosi vennero prodotti a Pisa e, quando arrivarono le mandorle furono incluse come una variante chiamata "biscotelli".

I cantucci o cantuccini o biscotti di Prato sono assieme il vanto dolciario della Toscana ma, pur assomigliandosi hanno delle diversità difficile da riconoscere.
Nell'archivio di Stato di Prato è conservato la prima ricetta documentata di questi cantucci dell'erudito pratese Amadio Baldanzi nel secoolo XVII che si chiamavano allora anche alla genovese.
Antonio Mattei pasticciere di Prato nel XIX secolo mise a punto la ricetta definita classica e ricevette tanti riconoscimenti e fece anche varie esposizioni.  
Il nome popolare del biscottaio è bottega di "Mattonella" ed esiste ancora oggi a Prato ed è considerata la depositaria della tradizione dei cantucci.

L'impasto dei cantucci  che segue la disciplinare messa a punto dalla Assocantucci prevede un impasto composto da farina, uova, zucchero, mandorle, lievito e burro.  Lo zucchero può essere sostituito dal miele ed il burro con l'olio di oliva. Le mandorle sono intere, non spellate ne tostate,  anche se oggi alcune ricette casalinghe usano le mandorle spellate e poi tostate.
L'impasto è simile a quello dei biscotti di Prato - ovvero i cantucci classici.

I biscotti di Prato che seguono la disciplinare dello storico biscottificio Mattei che la mise a punto verso la metà dell'Ottocento, si discostano da quelli della Assocantucci per l'assenza del lievito  che li rende però più friabili invecchiando. I grassi sono usati per renderli meno secchi e non viene aggiunto alcun aroma.

Nel Lazio e Umbria invece sono chiamati tozzetti. La preparazione è quasi identica ai cantucci anche se alle mandorle vengono utilizzate le nocciole ma non solo. Non essendo codificati come i cantucci toscani  questi risultando più versatili e vengono preparati anche con gocce di cioccolato, pistacchi, canditi o altra frutta secca. Possono risultare uguali come consistenza o secca o più morbidi adatti ad essere degustati con bevande calde come il tè anzichè solo con il Vin Santo.
In Basilica, la loro versione è chiamata stozze.
I biscotti tipici siciliani di origine marsalese sono chiamati tagliancozzi e sono molto più dolci. 

Esiste il sito del Biscottificio Antonio Mattei per il biscotto di Prato, molto molto interessante con un video sulla lavorazione senza contare il Museo, il Negozio e anche la possibilità d'acquisto online.
Vi passo il link diretto senza mettere il video che ritengo lo si possa gustare meglio sulla loro pagina  QUI  

Tutte le info ed immagini sono da Wiki e gli altri sono appunti sparsi presi un pò ovunque.


Tozzetti preparati in casa



Buona giornata ed alla prossima.

NOTA Affluente

La ricetta per i cantucci si trova nel web sia quella originale che altre casalinghe ed anche i biscotti di Prato ma, vorrei lasciarvi la ricetta della mia amica toscana doc passatami tanissimi anni fa, è un suo ricordo.
Non rammento per quante persone od il numero di cantucci che ne risulteranno, ma conoscendola per non meno di 6-8-10 persone. La sua versione prevede le mandorle pelate e tostate perchè lei odiava sentire in bocca la pellicina e solo le pelate si possono tostare perchè quelle con pellicina avrebbero un sapore di bruciato.

- 250 g di farina 00, 100 g di mandorle pelate - 150 g di zucchero - 2 uova + 1 tuorlo - burro o olio  mi sembra 40 g o 2-3 cucchiaio di olio  - latte - 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci

Le uova (meno il tuorlo) vengono lavorate con lo zucchero rendendole spumose e poi va versato il grasso scelto a filo sulle uova e solo dopo aver sciolto il burro sescegliete di utilizzarlo.  Il composto va mescolate e reso fluido e poi va aggiunta poco alla volta la farina assieme al lievito. Le mandorle vanno tostate e incorporate intere all'impasto. Dopo va fomato un cilindro, spennellato con il tuorlo mescolato ad un  pò di latte e cotto in forno ventilato a 180° o statico a 190° per  20-25 minuti. Viene sfornato ancora tenero e a caldo e su un piano che tiene il calore deve essere tagliato a fette spesse. Va rimesso nella teglia con le fette ben separate e rimesso in forno per altri 10-15 minuti tempo per solidificare a biscotto.  Risfornato i cantucci devono essere lasciati raffreddare e poi serviti con il famoso Vin Santo nella quale come vuole la tradizione vanno intinti/inzuppati. (Ovviamente le spezzerete con le mani).


03/05/19

Acquedotto "Teresiano" a Trieste opera di Maria Teresa D'Austria - Festeggiamenti a Trieste per i 300 anni dalla sua nascita

Quest'anno Trieste festeggia Maria Teresa d'Austria - 300 anni dalla sua nascita. L'imperatrice ha fatto moltissimo per Trieste anche perchè rappresentava lo sbocco al mare che all'Austria mancava.
In quest'occasione Canale 5 ha riproposto un video del 2016 "Under Italy" che riguardava l'acquedotto teresiano mostrando il passaggio dei fiumi di cui è piena Trieste attraverso le gallerie sotteranee di Trieste. Se pensate che queste risalgono al 1751 fatto tutto a forza mani ed ai pochi macchinari a disposizione all'epoca diventano ancor più interessanti e unici. Da ricordare anche la bonifica delle paludi ed alle case esistenti ancora oggi di cui moltissime sono su palafitte come quelle di Venezia ed il luogo è ancora oggi chiamato "Borgo Teresiano".

Nel 2018 le gallerie dell'acquedotto sono state in parte aperte e visitabili.
Raccontare qui tutto l'operato sarebbe troppo lungo e necesiterebbe di molte condivisioni se si vuole fare un lavoro ben fatto e quindi preferisco farvi vedere il video, darvi alcune indicazioni dell'avvenimento con articoli ed immagini che non mancherò ad indicare da dove tratti.




Vi metto qui di seguito il link a YouTube nel caso che il video qui scompaia.

Per decidere che monumento dare a ricordo è stata proposta alla cittadinanza di scegliere tra una statua dell'imperatrice oppure un gigantesco "tallero" la moneta dell'epoca: ed è stato scelto proprio quest'ultimo vale a dire il "Tallero".
Su questo sito TriesteAll potete leggere sulla grande presenza della cittadinanza nella scelta del "Tallero" e vi metto anche l'immnagine. Il monumeto è stato proposto dal team di trentenni Nicola Facchini, Eric Gerini ed Elena Pockay che hanno vinto la gara.



Questa seguente è l'immagine del ballo organizzato in Piazza Unità D'Italia - il Valzer con tantissimi concorrenti e presenze. Vi metto QUI  IlGazzettino il link e l'immagine che è stata tratta dallo stesso sito.





Qui di seguito l'articolo sull'apertura delle gallerie dell'acquedotto Teresiano. Il link è diretto di TriestePrima e l'immagine che segue sono sempre da questo sito e anche della discesa nella galleria che è di  Andrea Valenti mentre l'altra sempre dallo stesso sito non è indicato l'autore.





Qui vi metto il LINK a WIKI sulla storia di Maria Teresa D'Austria molto interessante non soltanto per Trieste ma per tutte le sue innovazioni dell'epoca portate e decise sia nella medicina, scuola, ecc. Molti potranno essere in disaccordo ma siamo in periodo democratico per cui ognuno ha le sue idee.
Anche le immagini sono da Wiki. 
La prima immagine di quand'era giovane è quelle che avrebbe dovuto diventare il monumeto a Trieste se non fosse stato scelto il tallero. L'altra ormai era anziana tenendo conto che di figli in quell'epoca ne ha avuti 10 e la femmina più nota era Maria Antonietta che morì nella rivoluzione francese.  Anche gli altri figli sono stati famosi  e li trovate tutti da Wiki.



Spero che la condivisione sia stata interessante è uno spicchio di Storia che forse è andato anche in dimenticanza. Al di là di qualsiasi considerazione Maria Teresa d'Austria è stata nel suo una grande donna considerando il periodo nella quale era vissuta e che le donne erano meno di niente ma con la sua intelligenza e lungimiranza nonchè furbizia ha sopperito per riuscire a fare quello che ha fatto senza essere condizionata da nessuno, ne dalla corte e ne dai maschi dell'epoca.

Auguri di una buona giornata alla prossima.


NOTA Affluente

Ho parlato di Trieste in questi quasi 9 anni più volte. Ho  pensato di mettere qualche link di miei post su Trieste per luoghi della mia città turisticamente molto conosciuti e visitati.  I link riguardano una piccola parte di Trieste quelle secondo me più importanti e più vedute ma allo stesso tempo forse anche poco conosciute come i/il nostri/nostro.......

Se avrete piacere di leggere, Grazie di Cuore.


30/04/19

Crema di cavolfiore con croutons (crostini) al sapore di tartufo

Questa è una ricetta di Gordon Ramsay di cui ho preso appunti. Non ricordo il quando ne il dove forse su YouTube.... Mi sono ricordata di questa ricetta perchè mia figlia mi portò un  enorme cavolfiore regalatole da un amico che coltiva un orto.
Come al solito gli appunti non erano ...perfetti e sicuramente ho fatto delle aggiunte personali.
Ho ovviato a friggere i crostini e troverete nelle note le mie modifiche.



Ingredienti per 4 persone

1 cavolfiore medio grande il mio pesava 750 g
20 g di burro
15 g di olio d'oliva
200 g di patate già pelate ed a tocchetti
1 cipolla media
1 lt circa di brodo di pollo o vegetale
300 ml di latte
150 ml di panna fresca

Crostini
30 g di olio o grasso d'oca (vedere note)
150 g di pane raffermo tagliato a cubetti

olio tartufato






Preparazione

1 -
Pulire il cavolfiore privandolo dei gambi più grossi, tagliare tutte le cime assieme al gambetto e assottigliare la rimamente parte.
Tagliare le patate a cubetti dopo averle pelate e tritare finemente la cipolla.

2 -
In una casseruola capiente con un pò d'olio misto ad un pò di burro e aggiungete il cavolfiore, le patate e la cipolla, coprite e fate cuocere a fiamma alta per 10 minuti mescolando e verificando che non si attacchi o diventi tutto troppo colorito ma che sia tutto morbido.

3-
Aggiungete il brodo e portate il tutto a bollore e poi completate con il latte, il restante burro e olio, abbassate la fiamma e fate cuocere per 20 minuti.
A questo punto aggiungete la panna fresca e togliete tutto dal fuoco.


4 -
Nel frattempo tagliate a cubetti il pane raffermo e fatelo friggere leggermente nel grasso d'oca o nell'olio facendoli dorare per bene da tutte le parti. Asciugateli su carta assorbente, conditeli con un pò di sale e metteteli a parte.

5 -
La cottura per la crema sarà pronta e frullate il tutto con il frullino ad immersione o frullatore vero e proprio per ottenere una consistenza vellutata.

6 -
Servite la zuppa è ben calda o in questo periodo anche tiepida in un piatto fondo e vicino mettete i crostini di pane oppure li cospargete direttamente nel piatto con una leggera spruzzata di olio tartufato.


Buon appetito e buona giornata a presto.






NOTA Affluente
Brodo 

Ho utlizzato il brodo vegetale ma presumo conoscendo le ricette di Gordon il brodo sarà stato di pollo e quindi a voi la scelta.
Cipolla  

Ho utilizzato i cipollotti freschi di Tropea che sono più dolci , li acquisto quando li trovo e li surgelo porzionati  pronti per l'uso. 
Olio o grasso d'oca per i crostini 
Non ho utilizzato grassi per renderli croccanti ma mi sono limitata a tagliarli a cubetti e li ho messi in una padella antiaderente a fuoco bassissimo perchè si asciughino e diventino croccanti. Per questo motivo non ho avuto problemi per spruzzare l'olio tartufato sugli stessi quando già sparsi nel piatto hanno dato così un odore e sapore particolare. Non ho salato i crostini perchè il pane usato era gia salato non "sciocco" senza sale. 
Crema

Se le quantità indicate vi sembrano poche per  4 commensali, essendo molto densa potete aggiungere un pò di latte tiepido oppure della panna fresca. Se avete ancora del brodo aggiungete questo al posto del latte ma mettete ancora un pò di panna fresca lo stesso per rendere l'insieme più vellutato e rifrullate il tutto.
Se avete più commensali aumentate in proporzione o moltiplicate per 2 se ne avete 8. Abbondate con il cavolfiore che è l'unico ingrediente ad avere un pò di scarto.


26/04/19

Città con sottosuolo affascinanti: (3) - " Certosa di Bologna ed il suo Cimitero Monumentale "

Continuo a parlare di sottosuoli e grotte ma, in questo caso non è proprio il classico sottosuolo o grotta di cui ho parlato finora. ma è  sempre un sottosuolo diventato nel tempo un cimitero monumentale.
Mio marito ed io (lui ha fatto il militaren a Bologna) la conosciamo molto bene, abbiamo continuato ad andarci sia in estate ma anche a Natale e/o Capodanni per ben 50 anni e più ma, non abbiamo mai saputo di questo Cimitero ne dell'esistenza di questa Certosa. La più famose quali quella di Pavia, di Firenze, di Padula (SA), ecc. le abbiamo anche visitate ma questa ci era sconosciuta.
Andare a curiosare è il minimo che potessi fare ma, mi devo basare su quanto trovo nel web questa volta perchè non ho alcuna conoscenza diretta. Usualmente le info. che trovo sono sempre state corrette e spero lo siano anche questa volta.

Sapevate che .....

..... nel 1801 il cimitero comunale si servì di una preesistente struttura la Certosa di San Gerolamao di Casata,  fondata a metà del 300 ma soppressa nel 1797 da Napoleone. ma non la Chiesa di San Gerolamo che sopravvisse. In seguito per la passione della nobiltà e della borghesia alta, questi vollero creare dei sepolcri familiari che trasformò la Certosa che diventò come un "museo all'aria aperta". Molti grandi e noti dell'epoca l visitarono personaggi come Chateaubriand, Lord Byron, Dickens, Stendahl e Mommsen per citarne alcuni.
La Cappella o Chiostro Terzo di ispirazione neoclassica e illuministica, le tombe  uniche nel suo genere ma forse anche nel mondo presenti, sono dipinte con la tempera e realizzate in stucco e scagliola.
 La Cappella o Ciostro Terzo tratto dal sito Storia e Memoria di Bologna
Negli anni cinquanta e avanti subì un forte ampliamento e nel 2007 la sala del Pantheon degli anni novanta chiamata del Novecento e destinata ai riti laici,  diventa una sala del Commiato (ovvero ultimo saluto i defunti) aperto a chiunque intenda usufruire di un periodo di raccoglimento prima del rito funebre stesso. L'opera è dell'artista Flavio Favelli e la chiesa è gestita da diversi anni dalla comunità dei passionisti di Casalecchio di Reno.


(2) Cimitero Monumentale Certosa di Bologna

Il cimitero monumentale della Certosa di Bolona si trova appena fuori delle mura della città vicino allo stadio Dall'Ara ai piedi del colle della Guardia dove si trova il santuario della Madonna di San Luca.

Le info. come la foto qui sotto sono state prese da WIKI che vi invito a leggere perchè non tutto è sempre possibile riassumere e ci sono anche un sacco di immagini degli interni oltre a queste. (Tutte le foto qui si ingrandiscono con un clic)

L'entrata alla Certosa

 Un ricordo di una famosa famiglia


Un'interno della Certosa


Secondo le immagini che ho visto su vari siti non sembra di entrare in un Cimitero bensi,  come anche viene definito, un Museo dove le sculture e quant'altro di artistico ne fanno da padroni rendendo la vista ( guardare l'insieme) estremamente piacevole.: da vedere almeno per me.

Spero che la condivisione sia interessante anche per voi.

Auguri di una buona giornata alla prossima.



NOTA Affluente

Nel web si trova di tutto e quindi anche un video di questo Cimitero Monumentale. Forse non è perfetto ma la musica è bellissima..Vi lascio anche il link a YouTube per il solito motivo.https://www.youtube.com/watch?v=be_3DDVxvww



Qui a questo LINK   trovate un altro video molto descrittivo sia sulla storia che anche vedere con foto d'epoca la costruzione della stessa - molto interessante -  a voi la scelta se vederlo.

23/04/19

QUICHE VS SFORMATO Italiano ma alla francese ... vosgienne, alsacienne e lorraine diciamo composita

La quiche che equivale ad uno sformato italiano quale una torta salata proveniente dalla cucina francese.
La classica si prepara con uova e  crème fraîche  avvolti  all'interno di un impasto di base fatto con la farina - è la versione base - e cotto nel forno.

L'includere di altri ingredienti/alimenti come la carne e/o vegetali come sedano, peperoncino, cipolle, porri, scalogni ecc. e vari tipi di formaggi porta ad innumerevoli varianti che assumono poi  un sapore diverso secondo l'aggiunta dei vari alimenti che la cuoca, la casalinga o lo chef stellato decidono di includere.

La più famosa e conosciuta è la quiche lorraine originaria della regione francese della Lorena.

La sua base è la pasta brisé con un ripieno di uova, crème fraiche e pancetta. Si aggiunge anche il formaggio generalmente quello svizzero o anche il gruyere perchè fondono bene ma non presente nella ricetta originale/base che ne è priva. Infatti nel caso dell'aggiunta di formaggio si parla di quiche vosgienne o con cipolla quiche alsacienne.

La mia versione ragruppa tutte e tre quindi è una quiche multicomposita ma vi assicuro buonissima con ancora delle aggiunte personali.


Ingredienti per 4 persone

1 confezione di pasta brisé rotonda
75 g di mozzarella fresca
100 g di pecorino grattugiato
300 ml di panna fresca
70 g di pancetta
2 salsicette piccole fresche
100 g di grana grattugiato
1 cipolla media dorata oppure 3 cipolotti medi freschi di Tropea
70 g di formaggio gruyere
150 crème fraîche (vedi note)
3 uova
20 g di formaggio caprino tenero - facoltativo
sale - pepe  



a casa mia nessuno ha pazienza di attendere che riprendo...mangiano subito



Procedimento
In una terrina versate la panna fresca, il formaggio grana, sale e pepe e sbattete con la frusta per amalgamare e anche si addensi un pò e poi la fate riposare in frigo.

Tagliate molto sottile la cipolla o i cipolotti ed in una padella leggermente unta d'olio fatela diventare morbida coprendola con acqua tiepida e cuocete per 10 muniti con coperchio.
Poi lasciatela asciugare senza farla diventare scura ed aggiungete la pancetta e la salsiccia sgranata e amalgamate con la cipolla e cuocete ancora per altri 10 minuti a fuoco medio. All'occorrenza se troppo secco aggiungete un pò di acqua tiepida, non salate.


NOTA
crème fraîche  è una panna acida. Si può trovare gia pronta della Meggeler una ditta austriaca in quando loro la usano moltissimo. Come sapore assomiglia un pò al latticello ma è molto più densa. 
Questa crema non puo essere fatta a casa perchè necessita che nella panna fresca si formino i  Lactobacillus in modo natura (batteri) ma questa perchè si formino spontaneamente non deve essere pastorizzata a differenza dello yougurt che parte a una panna pastorizzata.
Si può creare in casa utilizzando lo yougurt magro e la panna fresca in partu uguali più il succo di un limone, mescolato e lasciato fermo in frigo per una 30ina di minuti.
Si può utilizzare anche soltanto la panna fresca ma in questo caso i limone devono essere almeno due o anche di piu secondo il gradi di acidità che volete ottenere. Deve essere cremoso non liquido.

da Wiki

Prendete la tortiera meglio se a cerniera e aprire la confezione inserendo la pasta brisé con la sua carta da forno e tenete alti i bordi che poi vi servono per bordare.
Sul fondo mettete la salsiccia, pancetta e cipolla ben distribuita..
Poi spezzettate la mozzarella, il gruyere e spargete una parte del pecorino.
Versate su tutto la crème fraîche che deve essere abbastanza densa.
Completate con il restante pecorino.
Versate su tutto la crema che avete tenuto in frigo e che si sarà leggermente addensata e testate sale e pepe. Battete un pò la tortiera per assestare il composto, tirate i bordi appoggiandoli delicatamente sulla farcitura,  mettete in forno preriscaldato a 180° se ventilato o 190° se statico per 35-40 minuti.

Sfornate, lasciate in riposo per una decina di minuti, aprite la cerniera e portate la torta su un piatto largo. Tagliate come una pizza in croce per poter impiattare meglio.

Come vedete dagli ingredienti posso dire di avere fatto una trilogia di quiches ma il risultato è stato molto buono - tanti sapori senza eccedere nessuno - da rifare e, meno male che l'ho condivisa altrimenti chi si ricorda più....

Buon appetito.

Auguri buona giornata alla prossima.



NOTA Affluente

Dopo tantissime torte salate con le verdure finalmente qualcosa che adoro e che posso mangiare senza problemi. Se vi ricordate io con le verdure non ho feeling sopra tutto se sono miste: per me una alla volta.
Questa volta la fettona me la sono gustata anch'io e c'è ancora una bella per me per  questa sera.
:k :k :k

20/04/19

" Buona Pasqua "





A TUTTI GLI AMICI E FAMIGLIE OVUNQUE VOI SIATE 


 


Domani e Pasqua e tutti sarete indaffarati ocn gli ultimi preparativi e poco tempo a disposizione per andare a leggere blog e quant'altro e quindi eccomi ggi che forse un pò di tempo lo troverete.
Nulla di nuovo da dire su questa Festività ormai il mio blog ha parlato delle uova, di cosa vuol dire Pasqua, come è nata ecc. per cui in 9 anni ripetere di nuovo sarebbe assurdo.
Marito..zzo mio come al solito preparerà le sue uova ripiene che tutti aspettano ed io farò qualcosa di particolare ma,  al momento che scrivo questo post programmato,  non ho ancora deciso e vi saprò dire.

Vi auguro ancora una Buona Pasqua a voi tutti , un abbraccio virtuale ma di cuore e mi raccomando non mangiate troppo l'estate è vicina.... :) :)
Alla prossima dopo le Feste.


 



PS.
Il widget in apertura è dell'amica Iole  dell'anno scorso e penso che ormai la conoscete tutti ad ogni modo questo è il suo link

16/04/19

CONSERVAZIONE ALIMENTI

Sapevate che ....

Utilizzare per la conservazione alimenti la carta da forno
La carta da forno come sappiamo tutte noi casalinghe è indispensabile per fare in modo che nulla si attacchi alla teglia sia essa una torta che altre preparazioni. Oggi si trova anche il tipo antiaderente per cui il massimo dell'utilità.
Ma credo che pochi sanno -  io sono una di queste, che la carta da forno grazie alla sua struttura che non aderisce agli alimenti è ottimo usarla proprio per la conservazione degli stessi nel nostro frigo.
Mentre la pellicola si attacca all'alimento e quella di alluminio è poco consigliata per l'ossidazione e quindi s'impregna di "alluminio" poco salutare, la carta da forno permettere all'alimento, non aderendo, la giusta quantità d'aria per la preservazione del cibo e lo preserva anche da pericolosi ristagni di unidità.
Imbattibile con i formaggi perchè non lo fa sudare e, come detto, la pellicola non fa traspirare e l'alluminio non è consigliato sopra tutto per cibi grassi quali appunto il formaggio. 
E' praticissimo nonchè utile per la conservazione della carne e del pesce. Nel caso di quest'ultimo è perfetto avvolgerlo nella carta da forno e poi metterlo in sottovuoto.

Maggiori informazioni le trovate a questo link diretto con l'immagine che si riferisce ad un tipo di carta da forno riutilizzabile.




Questa è la mia  carta da forno antiaderente che uso quasi sempre.



LATTICELLO
In questo caso penso sia di dominio pubblico ma lo stesso qualcuno forse alle prime armi o non sa di cosa trattasi oppure è in difficoltà su come farlo o sostituirlo.
Questo prodotto acidulo è quello che resta dopo aver fatto il "burro".
In America è molto usato ed io aggiungo anche in Austria che lo chiamano "Buttermilch" o in inglese "Buttermilk"  e viene venduto quasi agli stessi livelli di uno yougurt, sia completo che parzialmente scremato e scremato del tutto e lo si beve sia cosi fresco o lo si utilizza per la cucina. Personalmente mi piace tantissimo e quando sono fuori in campeggio ne faccio scorpacciate.
Viene anche addizionato con la frutta e quindi lo si trova al gusto di fragola, albicocca, ecc.
Nella nostra tradizione compare raramente e, non essendoci una richiesta per mancata conoscenza e uso, è difficile trovarlo.
Si può però farlo in casa in due modi:

1.
100 ml di yougurt magro naturale + 100 ml di latte scremato 3-4 gocce di succo di limone e lo lasciate riposare per almeno 15 minuti quanto basta che si addensi ed il sapore sia diventato acido.

2.
Acquistate una confezione di panna fresca e lo fate andare con il frullatore fino a quando il grasso si sarà scisso dall'acqua e si formerà un panetto solido che è il burro. Il liquido che vi rimane è il laticello che potrete usare cosi come si presenta oppure se vi sembra poco acido aggiungete un pò di yougurt naturale magro per addensarlo e alcune gocce di limone.
Per la quantità provate a vedere quanto liquido vi rimane e poi vi regolate su quanta panna fresca vi possa servire. Il burro che ne otterete vi consiglio di porzionarlo e di metterlo nel congelatore in quanto è facile che diventi "rancido" non avendo i conservanti che sono presenti nei burri industriali.
Infatti i famosi burri freschi acquistati dal contadino avevano una durata molto limitata  - si ingialliva presto con un non più buon sapore - rispetto a quelli di oggi confezionati che durano a lungo. Uno volta in mancanza di frigo si conservava il burro nell'acqua fredda che veniva cambiata spesso e chi l'aveva metteva la ciotola all'interno di due finestre.

Se volete maggiori informazioni questo è il link diretto da dove ho estratto anche l'immagine seguente

Bicchiere di latticello


Beh è un post corto ma mica sempre voglio che le mie amiche siano esauste per leggermi.. :D :D :D

Auguri buon giornata alla prossima


NOTA Affluente
Ormai in queste due settimane che precedento la Pasqua di ricette ce ne sono state a iosa, sopra tutto dolci e quindi mettere anche le mie riverdite o rimischiate mi sembrava pochezza. Qualcosa di nuovo.... difficile ma non impossibile perchè mischiando gli ingredienti qualcosa di diverso se non nuovo nasce sempre. Le mie di Pasqua le scriverò dopo le Feste con calma e tranquillità.


12/04/19

Vino - erbe & spezie : parliamo di "conciati" o vini liquorosi" - (3)


Sapevate che .... terza parte


... parliamo ancora dei vini "conciati" che diventano bevande medicinali atti a  stimolare l'appetito e/o favorire la digestione. Andiamo ancora a curiosare su quelli più conosciuti e venduti, non molti ancora. Come annotato nella seconda parte, anche modificare in modo casalingo il vino che teniamo a casa macerandolo frutta, erbe, ecc. creiamo un "conciato" che sarà molto buono anche se rimarrà personale e sconosciuto alla massa.
Questo "conciato" di cui parlo ora,  in realtà non è tale come i precedenti in quanto trattasi di un vino "bruciato", speziato e non un "vino infuso" bensì servito solo dopo averlo preparato sulla fiamma.
Stiamo parlando del


" VIN BRULÉ "


è un adattamento dialettale di "vino bruciato" e la differenza principale rispetto agli altri vini conciati o speziati consiste nel riscaldamento e nella mancanza di infusione e di affinamento. Infatti si prepara sulla fiamma e si serve caldo.

E' noto anche in altri Stati d'Europa come Glühwein, dal tedesco, Vin chaud in francese, Mulled wine in inglese, Glögg in Svezia.. Viene usato principalmente come bevanda calda a base di vino rosso con l'aggiunta di zucchero, spezie aromatiche quali la cannella ed i chiodi di garofano ed è semplice da preparare.

Si usa consumarlo principalmente nel periodo dell'Avvento nell'Europa Centrale, mentre in Italia e sopra tutto nel settentrione lo si prepara per Natale e nei luoghi più freddi viene portato anche in thermos o preparato in grandi pentole e poi distribuito al pubblico specialmente in occasione dei mercatini di Natale o feste popolari in tali periodi invernali.

Si può trovare anche già pronto imbottigliato basta riscaldarlo poi a casa ma, secondo me, nulla equivale alla preparazione casalinga usando un ottimo vino rosso e le spezie che più ci aggradano. Usualmente vanno per la maggiore i chiodi di garofano ma anche l'uso della cannella non è secondaria.

Si racconta che è un  "vino" europeo ma di origine incerta seppur diffuso con nomi diversi in tutte le latitudini. Forse deriva da un'antica usanza Romana citata da Apicio quella di preparare un vino speziato e riscaldarlo sul fuoco.

Una ricetta ufficiale non esiste e viene usato oltre al vino rosso, la cannella e chiodi di garofano ma anche la scorza di limone, foglie di alloro e rosmarino. Qualche volta vengono usati tutti questi ingredienti assieme ma principalmente si parla di cannella e chiodi di garofano. L'odore che emana con le spezie rimaranno a lungo nel vostro ambiente casalingo ma non sarà mai spiacevole.

L'abbinamento prediletto sopra tutto in Italia è con le caldarroste mentre in altri paesi si accompagnano con biscottini aromatizzati. In aerea tedesca non si disdegna sorseggiarlo anche con pane e salsicce (wurstel) e la temperatura è quella da "scottarsi labbra e lingua".


Info da Wiki come l'immagine che segue.



Un Glögg nella quale sono presenti tutte le spezie 
 incluse le bucce di agrumi e non solo.


Buona giornata ed alla prossima con lìippocrasso.


Trovate a questo link tutti i post su questa rubrica dei vini "conciati o liquorosi"




NOTA Affluente
Questo vino caldo ritenuto come formula moderna risdpetto ad una più antica risalente al medioevo è il famoso "ippocrasso". La storia di questo ippocrasso è molto interessante e sarà il post di chiusura dei "vini conciato o liquorosi".

09/04/19

Zuppa autunno e/o primavera persiana : " ASH " un pò modificata per mancanza coriandolo fresco

Partendo da un link su FB sono andata alla pagina del blog dell'amica Shoreh "La mia cucina persiana" per questa meravigliosa "ASH" a base di pollo, curcuma, spinaci e erbe aromatiche". Su FB lei parla di una zuppa primaverile ma sul blog la cita come autunnale per cui penso vada bene per entrambi i periodi.
Purtroppo il "coriandolo fresco" uno degli ingredienti come erba aromatica è introvabile, per cui mi sono dovuta arrangiare con i semi e la polvere di coriandolo secchi. Non credo che il sapore sia stato lo stesso però la zuppa era veramente favolosa. 
Il coriandolo fresco, sembra potrebbe essere sostituito con uno o due assieme di queste erbe aromatiche : alloro, origano e timo oppure dragoncello e aneto, cumino, finocchio e semi di carvi, prezzemolo.
Io conosco i sapori di tutte queste erbe aromatiche sia fresche che secche incluso il coriandolo fresco che, secondo me, non ha sostituto e quindi ho preferito optare per il coriandolo secco.
Vi passo la ricetta ma comunque potrete andare direttamente alla sua ricetta al link suindicato.

Ingredienti per 3-4 persone
3 coscie di pollo
200 g di spinaci
2 porri
100 g di prezzemolo
100 g di coriandolo fresco (io secco) vedi NOTA
50 g di riso basmati - vedi NOTA
 1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe nero 




Procedimento

Laviamo bene gli spinaci, togliamo al prezzemolo i gambi duri e prediligiamo le foglie o gambetti piccoli ed il coriandolo se lo troviamo fresco.
Tritare il tutto grossolanamente.


Pulire il porro dalle foglie esterne dure e tagliarlo a rondelle.
In una campiente pentola con 2 litri d'acqua mettiamo a cuocere il porro, le cosce di pollo lavate, aggiungiamo il curcuma ed il pepe nero ed i 50 g di riso basmati dopo averlo sciacquato con acqua tiepida e lasciate cuocere coperto per 45 minuti.



NOTA
-  lasciate la pelle se non vi disturba la togliete poi a cotto ma il grasso che rilascia e perfetto senza doverne aggiungere altro,

Togliamo le cosce di pollo e dissossatele ed eliminate la pelle.
Rimettete il pollo assieme agli spinaci, prezzemolo e coriandolo fresco se l'ho trovate o il sacchetino come quello della mia foto per il secco e continuamo la cottura per ulteriori 30 minuti.
Il riso serve per dare con l'amido la giusta consistenza alla zuppa ed evitare che sia brodosa ma diventi giustamente densa e profumata.

Vi assicuro che sarà una sorpresa inoltre è un piatto completo con presenti carboidrati con il riso, proteine con il pollo e le vitamine con la verdura.

Buon appetito alla prossima e grazie all'amica Shoreh.

Auguri buona giornata

Queste sono ciotole bianche dette le "triestine" particolari si trovano solo da noi



NOTA Affluente

Io non ho trovato il coriandolo fresco ma l'ho sostituito con un cucchiaino di semi di coriandolo ed un cucchiaino raso di coriandolo il polvere. I semi li ho messi in una bustina di cotone (serve per i tè) chiusa ed ho leggermente pestato i semi per fare in modo che il sapore sia un pò piu intenso.


La curcuma è una spezia che adoro molto e se la trovate usate la radice fresca mettendola nello stesso sacchetto se lo avete con l'aggiunta di 1 cucchiaino di quello in polvere.

Mi raccomando, quando pelate la radice di curcuma mette i guanti altrimenti avrete le dita GIALLE per moltissimo tempo è come una tintura.

Memento SolonicodiEdvigeDesign byIole
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