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05/07/16

Triglie come un carpaccio ma passate al forno

Come saprete dal 24 giugno ad oggi e ancora fino all'8 di luglio i miei giorni sono pesantini. Maritozzo col gesso per calcificare il tendine d'Achille prosegue ed io non ho quasi più tempo per me. Inoltre in questi giorni è venuto il suo amico d'infanzia che vive a Venezia per fargli compagnia .... molto gentile... però io devo cucinare qualcosa di sfizioso non il "semplice" per due  :(  ma meno male solo per la cena.
La prima cena sono state un bel piatto di alici fritte e panate e come antipasto delle bruschette ai pomodori le classiche (darvi la ricetta mi sembra assurdo tutti conoscono alici e bruschette).
La seconda cena sono state queste triglie che ho trovato freschissime accompagnate da delle patate ovviamente surgelate prefritte che io ho poi passato al crisp del microonde che mi risolve tanti problemi evitandomi di accendere il forno considerate le giornate calde :) :) 
Un bellissima nota positiva per me che è stato possibile cenare sulla mia terrazza alla quale arriva dopo le 21:00 una bella arietta cosidetta "discesionale" dall'altopiano fresca  e rinfresca e ci ha rinvigoriti.
Questa è la ricetta...

Ingredienti per 3 persone

6 triglie grandi  ( o 9 piccole)
3 code di gamberoni grandi (o 6 piccoli)
3 spicchi  d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
olio evo - sale . pepe
2 piccoli lime



Procedimento

Ho fatto sfilettare  in pescheria le triglie ed ho acquistato 3 code di gambero grandi.
Tritate il prezzemolo e finemente 1 spicchio d'aglio. Emusionate 4-5 cucchiaio di olio evo ed il succo dei due lime, sale e pepe. Aggiungete il trito e mescolate bene.
Sulla leccarda coperta da carta forno stendete i filetti con la pelle sulla carta da forno, due a due come se le triglie fosseso a libro aperto un pochino distanziate. Con le mani o con un pennello copritele con l'emulsione e lasciate marinare per 15 minuti.
Accendete il forno a 140° e passate il tutto per circa 10-15 minuti.
Nel frattempo, pulite la coda del gambero dal carapace, togliete il filetto nero con uno stuzzicadente e tagliatelo a metà senza dividerlo.
In una padella sciogliete un pò di burro e aggiungete i 2 spicchi di aglio ben tritati o se non vi piace lasciateli interi con la buccia solo leggermente schiacciati.
Togliete i filetti dal forno e una paletta impiattate 4 filetti per ciascun commensale completando con il sughetto e su tutto mettete la coda di gambero con il suo sughetto.
Aggiungete le patate che nel frattempo avrete cotto dopo averle scongelate nel crisp oppure nel forno a meno che non abbiate deciso di fare patate fritte fresche.
Un bottiglia di Sauvignon freddissimo come piace a me (non ai sommelier :) ) a completato la nostra cena.
L'amico ha portato il dolce una piccola tortina "dobos" ed una "crema carsolina" che a Trieste è molto particolare. 

Un abbraccio e buona settimana.


  • NOTA Affluente

"la crema carsolina" a Trieste è anche chiamata la "zavata" per la sua grandezze e vi rimando al mio post che trovate QUI

"dobos" è la famosa torta ungherese e le trovate sul web anche le ricette originali. A Trieste è uno dei dolci must reminiscenze del periodo austro-ungarico.

PS.
Perdonatemi ma questa settimana ancora una ricettina per giovedi poi venerdi sarò in ospedale perchè leveranno il gesso e non so se in questi giorni arriverò a condividere con voi ancora qualcosa. Un abbraccio a tutti.

02/05/13

Millefoglie ovvero la "Zavata"..carsolina

Le millefoglie o pasta crema qui "crema carsolina" si chiama "Zavata" ovvero una "ciabatta" per la grandezza della "fetta" che vi arriva in piatto....12 x 6 con tre strati... base, mezzo e copertura!!!! Qualche ristoratore le fa ancora più grandi o un pochino più piccole ma di solito sono enormi.





Giusto per rendere le ....proprozioni ...porzioni

Queste foto prese dal web a sinistra la classica delle pasticcerie, l'altra quella dei ristoranti carsolini **)


Le foto sono state tratte da Scelte di vino perchè è la pià fedele che ho trovato e l'articolo è veramente interessante e trovate anche una splendida ricetta di come si fa il liquore dal "terrano" un vino proprio locale comunque carsolino.

La crema una "pasticcera" riveduta come base utilizza latte fresco, tuorlo d'uovo, farina, vaniglia, grassi vegetali ma aggiunge anche il vino bianco oppure marsala o altro liquore sia secco che dolce. Viene utilizzata anche la panna montata che conferisce una morbidezza ed allegerisce la crema.
La crema che si gusta in prevalenza nei ristoranti sull'altopiano ovvero la "Zavata" si differenzia dall'una all'altra e moltissime volte il ristorante viene ricordato per la sua crema mentre il resto delle portate diventano secondarie. L'aspetto quando arriva nel piatto ti lascia a bocca aperta per le dimensioni...dopo un lauto pasto...ma affondare la forchetta nella pasta sfoglia anche se la farcitura scappa e gustarla è una cosa sublime i triestini e non solo ne vanno matti.
Si trova anche nelle pasticcerie di città, non sono proprio "Zavata" ma sono anche grandi anzi ti vengono offerte in due misure: grande o mignon ma credetemi mangiarla sul posto sull'altopiano è tutt'altra cosa.

Premetto che io non l'ho mai fatta, vista fare si e vi passo la ricetta di famiglia ovvero quella di mia zia che usava farla una volta al mese alla domenica..... diceva altrimenti ci si abituava troppo...ma la realtà era il costo a quei tempi !!!!

Ingredienti per 4 persone (considerando la dimenzione della "Zavata")
3 paste sfoglie rettangolari quelle che si comprano pronte reparto frigo (o le fate voi)
600 ml latte
4 tuorli d'uovo
100 gr di farina
35 gr di burro o margarine vegetali
2 cucchiai di vino bianco oppure marsala secco o altro liquore di vostro gusto
18o gr di zucchero
200 gr di panna fresca
sale q.b.
zucchero a velo q.b.

Procedimento
Stendete la pasta sfoglia un pò più sottile di quella confezionata e infornate i 3 fogli in forno preriscaldato a 170°. Controllate la cottura, non deve scurirsi e poi fatela raffreddare. Mi raccomando bucherellatela affinchè non si gonfi.

In una casseruola che possa andare sul fuoco, sbattete i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno spumosi e bianchi e aggiungete la farina incorporandola per benino. Poi aggiungete il latte poco alla volta per non fare grumi e mettete sul fuoco mescolando continuamente fino ad bollore leggero. Aggiungete il burro o altro a vostra scelta ed il vino o marsala e fate cuoce ancora fino a che la crema non raggiunge la densità giusta.  Montate la panna e aggiungentela alla crema tiepida delicatamente e lasciate raffreddare il tutto.

Stendete la crema su una sfoglia abbondantemente e poi sovrapponete la secondo e completate con un altro strato di crema. Cercate di dividere alla pari la crema nei due strati. Segnate l'ultima pasta sfoglia di copertura in rettangoli diciamo 12 x 6 in modo che poi tagliarla sia più semplice. 
Servitela ancora tiepida cospargendola di abbondante zucchero a velo.
Se la volete conservare in frigo non completatela con lo zucchero a velo altrimenti diventa umido e si attacca alla sfoglia.
Potete anche tagliare prima i rettangoli di pasta sfoglia e poi formare i strati.


NOTA
Mi ricordo che mia suocera preparava prima (con 2 uova) uno zabaione ovvero sbattute con lo zucchero fino a quando diventavano spumose, aggiungeva il marsala ed un pezzetto di burro e faceva addensare a bagnomaria. Poi con il latte e le restanti uova e farina preparava la crema e fuori dal fuoco ma calda aggiungeva lo zabaione.  Quando il tutto era tiepido aggiungeva la panna montata.
Poi la metteva in frigo a raffreddare e quando era bella fresca e compatta la assemblava con la pasta sfoglia.

Mi raccomando chi la prova a fare che mi racconti se le è paciuta.

Buona giornata ciaoooo.

PS.
Vi voglio dare alcuni link interessanti dal punto di vista culinario e informaculinario locale che sono questi






**)
Le amiche che mi hanno letta ad anni di distanza non hanno trovato più le foto. E' una cosa che succedeva ma succede ancora ed ora ovvio mettendo anche il link da dove sono state prese. Ho cercato altre immagini perchè il sito citato pewr la loro ricetta non sono più presenti sul loro sito. Ne ho messo delle altre prese dal web ma non sono indicazioni precise nemmeno su Pintares. 
Un tanto per dovere nel caso che qualcuno abbia da dirmi qualcosa pronta a citare quello che io non ho trovato.

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