Una libera versione grafica dell'amica Greis - click immagine per la sua pagina

Una libera versione grafica dell'amica Greis - click immagine per la sua pagina
Immagine rielaborata da http://www.xenascreations.org/TRADUZIONI/CREALINEGRAPHIC/Penelope/Penelope.htm

Dove trovarmi

mercoledì 7 marzo 2012

"JOTA"

La "Jota" è una minestra molto particolare e la vera è la "jota triestina".
Nella Regione Friuli Venezia Giulia le varianti a questo piatto sono parecchie. La jota friulana in prevalenza della zona di Udine, la bisiaca della zona Monfalcone e Gorizia e la slovena - Slovenia regione confinante a noi ad Est .
Uno degli ingredienti principali sono i fagioli rossi (li conoscerete come qualità "borlotti"). L'altro ingrediente indispensabile sono i "crauti acidi" ovvero il cavolo capuccio tagliato a listarelle e cotto nel vino e la produzione più conosciuta è quella della Zuccato che la vende in confezioni da 500/1000 gr. oppure in grandi secchi di plastica per la grande distribuzione e viene venduta nel reparto ortofrutticolo sciolta ovvero a peso a secondo necessità
Trieste, per i non adetti ai lavori è capoluogo della Regione Friuli Venezia Giulia mentre della regione Friuli il capoluogo e Udine, della Venezia Giulia rimane sempre Trieste.
I "crauti" sono conosciutissimi ed usati in Friuli ma per la jota viene usata in prevalenza  la "brovada" che sono le "rape acide" preparate da ditte con lo stesso sistema dei crauti acidi: cucinate nel vino e si trovano anche nella grande distribuzioni in pacchi plasticati da 500 -1000 gr. E' un prodotto locale della Regione difficile da trovare nel resto d'Italia.
Le minestre slovene invece venivano fatte con orzo, patate, rape e/o crauti,  talvolta con fagioli ma bianchi mai con quelli rossi.
Questa "jota" veniva considerata in Friuli come una brodaglia, piatto da poveri mentre invece a Trieste, che usava ingredienti oltre a quelli di base, gli insaccati (salsicce, costine ecc.affumicate e non) non venne mai considerata cibo da poveri ma esattamente il contrario. A parte questi gli unici che sanno fare una Jota rimangono appunto i friulani e sloveni, ma l'unica originale è la "jota triestina".
La storia dettagliata di questo piatto antico la trovate a questo link diretto Jota triestina  Jota Triestina
Se la preparate, raccontare ai vostri commensali l'origine è senz'altro un "sapore" in più che darete alla pietanza.

A Trieste c'è un ristorante "Antica Trattoria Suban" che è anche uno dei locali storici della città. Presenta nel Menu la "Jota Carsolina", altro variante proveniente dalla  zona dell'altopiano di Trieste il Carso appunto con un influenza della vicina Slovenia dalla cui zona nel passato gli abitanti dell'altopiano appunto, provengono. Vi passo anche il link diretto dove potrete trovare oltre questa versione della minestra anche altre ricette della tradizione che si possono appunto gustare in questo ristorante  Antica Trattoria Suban   ci sono cose da leccarsi le dita e non sono difficili a fare.
 
 L'immagine tratta dal web google è firmata ed assomiglia alla mia di cui non ho fatto foto

Pur mantenendo tutti gli ingredienti, ogni cuoca ha la propria ricetta e questa è la mia "Jota"


Ingredienti per 6 persone
- 500 gr fagioli rossi  qualità "borlotti" secchi
- 750 gr di crauti acidi
- 3-4 costine di maiale affumicate (le più magre che trovate) *
- 2 spicchi di aglio
- olio oppure strutto o entrambi metà e metà
- 1 dado o 1 confezione di quelli in gelatina pronti  (x ogni litro d'acqua)
- pepe e sale (attenzione i dadi sono già salati)
Svolgimento

Mettere a bagno i fagioli in una grande ciotola d'acqua per tutta la notte. Sciacquateli ed in un capiente pentola con circa 2 lt. d'acqua assieme alle costine affumicate  fateli cuocere per 40-45 minuti, senza salare altrimenti i fagioli rimangono duri. Se usate la pentola a pressione bastano 20-25 minuti dal fischio.
In una casseruola a parte fate inbiondire gli spicchi di aglio interi in un po' d'olio ( o strutto o un po' di entrambi) poi li togliete ed aggiungete i crauti e li fate stufare coperti girandoli spesso in modo che si asciughino un pò per circa 20 minuti.

Togliere la metà dei fagioli e le costine cotte e frullate i restanti con un frullino ad immersione o altro attrezzo a vostra disposizione

Aggiungete i crauti stufati, il dado o quello che avete scelto ** completate con sale, pepe e fate cuocere a fuoco lento per ancora 3/4 d'ora in modo che la minestra si addensi e mescolate spesso che non si attacchi al fondo ***. Alla fine aggiungete i fagioli interi tenuti a parte, un pò di pepe e lasciatela riposare. Questa minestra è molto più buona gustata il giorno seguente e se ne fate in abbondanza di presta anche ad essere surgelata.

Le costine private dell'osso o altro che avete aggiunto usualmente si mangiano separatamente con un po' di senape oppure una grattata di rafano fresco conosciuto anche come kren.


Spiegazione dei richiami:
  * Oltre alle costine veniva cucinato un tempo anche l'osso del prosciutto oppure vengono aggiunti oggi salsicce sia wurstel che quelle fresche che si acquistano dal macellaio usualmente per altre minestre
  ** potete sciogliere il dado separatamente in un pentolino con dell'acqua calda e poi aggiungerlo alla minestra
  *** Nel caso che la minestra non risultasse densa ma molto acquosa si usano due diversi metodi - o si cuoce una patata che poi viene passata come si usa fare per i gnocchi - o si soffrigge in un padellino 1 cucchiaio di farina con un po' d'olio tostando leggermente che non diventi nero e facendo attenzione a non formare dei grumi se lo aggiunge alla minestra





Quest'immagine invece tratta anche dal web appartiene alle Guide SuperEva erroneamente indicata come cucina friulana e tutti dimenticano che Trieste non è nel Friuli ma nella Venezia Giulia. Ad ogni modo vi metto il link diretto perchè potete leggere in modo diverso è forse più esatto della storia di questa "minestra" e trovate anche altre varianti a questa ricetta in modo da potervi sbizzarire nell'esecuzione di quella che più vi attira.
Nella mia non faccio il sofritto perchè troppo pesante e cerco di usare al minimo la farina. Alcune aggiunte di parti del maiale non ci piacciono come la cotenna, piedino ecc. e quindi si può anche ovviare in quanto sono solo varianti. L'originale al massimo ha l'osso del prosciutto indicato come "osso del persuto".


Ciaooo a tutti e buona giornata.

NOTE
- "bisiaco" è una parola che indica un dialetto veneto parlato nel territorio di Monfalcone provincia di Gorizia - detto Bisiacaria. In queste zone e con la loro storia complessa la lingua bisiaca ha l'influenza friulana, slovena, tedesca e altre lingue localmente parlate che derivano da antichi termini di origine freca e francese


- la jota per la maggioranza dei triestini deve avere il sapore "acido". Quando non sufficiente, si aggiunge nel piatto un po' di aceto secondo il gusto del commensale

Spero che vi piaccia e quando la gusterete mi pensate un pò....quando avrete 1 kg in più..... 

Stampa il post

16 commenti:

  1. 8 marzo...quanta strada è stata fatta in questi ultimi decenni nella direzione della emancipazione e liberazione della donna, ma ne rimane ancora tanta da fare, che 8 marzo sia festa della donna tutto l'anno!!...ciao

    RispondiElimina
  2. Giancarlo grazie. Sono fortunata sono smepre stata considerata in famiglia ed anche sul lavoro ho avuto si momenti antipatici ma non mi posso lamentare anzi... e le mie battaglie nel lontano 70-75 per avere il giusto stipendio sono state tante manon rinuncerei a nulla.
    Per principio le mie mimose le ho sempre acquista da me mi piace il fiore ed il suo profumo e sono felicissima di regalarmele...sono atipica infatti marito mi offre la cena che fa lui a casa troppo caos nei ristoranti...ci andiamo un altro giorno,
    Ciaoooo e buona giornata.

    RispondiElimina
  3. Ciao Edvige...ti auguro una bella giornata dell'8 marzo, son d'accordo anch'io, sia l'8 marzo tutto l'anno....

    RispondiElimina
  4. Franco, grazie degli auguri mi fa piacere riceverli da amici anche se virtuali ma non per questo meno reali.
    Buona giornata
    Edvige

    RispondiElimina
  5. Ciao, grazie della visita al mio blog! Per collage delle foto uso la Picasa 2...lo cerchi con Google e poi scaricarlo ... è gratis!

    RispondiElimina
  6. Emily grazie dell'informazione speravo in qualcosa di più semplice :o(( Sono stramba, le cose difficili mi riescono e viceversa quello che dicono facile non ho feeling. Si vede che sono contraria facile = difficile per me :o)) penso che dovrò provare altrimenti non saprei cosa usare. Io uso FastStone ma è molto limitato o messo anche un post qui su questo programma.
    Ciao e grazie.

    RispondiElimina
  7. ciao Edvige, lietissima di conoscerti! grazie per essere passata sul mio blog e di esserti aggiunta ai miei follower, ho contraccambiato con vero piacere. Bellissimo il tuo blog, davvero ricco di ottime informazioni e ricette, come questa zuppa che non conosco ma mi piacerebbe molto assaggiare :-) a presto!

    RispondiElimina
  8. Grazie a te della cortesia è stato un piacere. Non so da dove digiti e quindi non so dirti se trovi i famosi "crauti acidi" indispensabili per questa zuppa.
    Un abbraccio a presto.

    RispondiElimina
  9. Edvige, va benissimo! anzi di piu'. Scusa se sono in ritardo nel risponderti ma purtroppo ( o per fortuna) in questo periodo sono molto impegnata con il lavoro. Grazie mille. Appena riesco aggiorno tutto! Un abbraccio e buon fine settimana. ciao
    Ale

    RispondiElimina
  10. Ciao Ale no era preoccupata per il pasticcio sul tuo blog ma anche volevo essere certa di avere fatto le cose per benino.
    Grazie delle due risposte
    Buona fine settimana
    ciaoooo

    RispondiElimina
  11. ma dai...non conoscevo questo piatto. L'acidità credo che renda ancor di più particolare il tutto. ciao

    RispondiElimina
  12. Cara Edvige,ecco un'altra ricetta a me del tutto ignota, mi fa veramente piacere averla conosciuta (così come gli involtini a base di cavolo cappuccio inacidito). L'unica cosa che mi dispiace è che, per quanto riguarda l'ingrediente base (i crauti
    fatti inacidire che da voi si trovano già pronti in quanto immagino
    realizzarli a casa sia difficilissimo) trattandosi di un prodotto tipico delle vostre zone...dove mi trovo io..all'estremità opposta..essendo la cucina diversissima è impossibile trovarli.
    Proverò comunque a guardare ma non credo di trovarli:((
    La ricetta, con tutte le interessantissime informazioni da te fornite è sicuramente particolare e molto gustosa, mi incuriosisce parecchio:).
    Interessante anche la segnalazione relativa all'antica trattoria Suban, è incredibile che mettano on line le loro ricette (non sono difficilissime da replicare, concordo con te:))qualora un giorno dovessi capitare in zona..non mancherò di andarci:)
    un bacione:)
    Rosy

    RispondiElimina
  13. Quando ho visto il tuo commento al mio post sulla jota ho pensato che sicuramente avevi fatto un post anche tu su questo meraviglioso piatto della cucina triestina e mi è venuta la curiosità di vedere la tua versione. E' abbastanza simile alla mia, proverò ad usare un po' più di fagioli come fai tu e a non mettere le patate. Interessanti le notizie sulla cucina regionale e la comparazione tra le varie versioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutte le varianti sono buone è solo questione di proporzioni tra le basi fagioli crauti. Per assurdo e buonissima anche quella pronta di Potocco. Ciao

      Elimina
    2. Tutte le varianti sono buone è solo questione di proporzioni tra le basi fagioli crauti. Per assurdo e buonissima anche quella pronta di Potocco. Ciao

      Elimina