29/03/19

Città con sottosuolo affascinanti: (1) - " Osimo (Ancona) "

Su un vecchio numero di Sale&Pepe (mi sembra settembre 2018) avevo trovato un articolo interessante, che ho conservato in merito alle Città nelle Città ma sotterranee vale a dire sottosuoli nei borghi e non solo, misteriose grotte, labirinti etruschi, pozzi da scoprire. L'articolo indicava solo i omi dei sottosuoli, grotte, ecc. in zone specifiche con qualche indicazione delle città i cui sottosuoli ecc. erano interessanti da scoprire e vedere. 
Mi affascinano questi luoghi poco conosciuti al di fuori della zone solite ma forse i turisti ne sanno più di noi (chi vi abita alle volte non l'ha vista) e quindi sono andata come al solito a fare ricerche ed ho deciso di iniziare un nuovo piccolo filone con il sottosuolo di Osimo (Ancona).
Proseguirò poi con il più conosciuto Pozzo di San Patrizio di Orvieto (Terni) per proseguire nel Labirinto di Porsenna a Chiusi (Siena) nella Val Chianina, entroterra del Conero con un aerea protetta di 5800 ettari sulla costa marchigiana. Un'altra chicca che ho trovato e non centra nulla con la rivista citata ma da ricerche nel web parla della Certosa di Bologna che sembra sia uno dei piu antichi cimiteri: molto interessante e curioso.
Personalmente conosco il Pozzo di San Patrizio (che non ha nulla a che vedere con il Santo...) ci sono stata diverse volte ma non ho mai visitato le altre bellissime, quasi città, nel  sottosuolo dei  suindicati luoghi.

 (1) OSIMO ( Ancona)

La città che nei suoi sottoranei rivivono i Templari.
Nei 9 km di gallerie dai percorsi di luce e forte suggestione troviamo simboli esoterici il tutto condito con fascino e mistero. Parliamo prima della citta di Osimo sulle colline marchigiane, una terra di mistero e bellezza metà prediletta dei turisti che amano enigmi e arcani segreti,.
Osimo in provincia di Ancora - "Auximum" era un avamposto romano in territorio piceno e ancora oggi gli antichi edifici guardandoli attentamente si nota l'influenza romana. Esiste una collezione di statue prive della testa che spiega il nomignolo dato agli abitanti "Osimani i senzatesta".
Il vero tesoro però è nel sottosuolo, un dedalo fascinoso che trasuda esoterismo in un intricato labirinto a pochi metri di profondità e unisce i palazzi più famosi quali le residenze signorili di un tempo dimore delle nobili famiglie quali i Campana, i Riccioni ed i Simonetti appunto collegate da un filo rosso sotteraneo.
I primi cunicoli furono scavati 2500 anni dalle popolazioni autoctone. Negli anni fu ampliato e utilizzato dai Templari e dai Cavalieri di Malta per i propri riti. La sacralità e l'soterismo del sottosuolo è dato dalla presenza di divinità pagane quali Bacco o l'antico dio Mitra.
Su 9000 metri di superficie si estendono 88 grotte e numerosi sono i simbroli che richiamano appunto i cavalieri e ci sono anche disegni uadrangolari rappresentanti una triplice cinta che qualcuno assirisce appartengono come simboli alla perduta Atlantide o al Tempio di Salomone. "Melusina" una sirena disegnata a due code è un chiaro simbolo dei templari.


Mi fermo qui con la descrizione parziale e  riassuntata di quanto si legge sul sito "In Italia" che vi invito a continuare la lettura perchè ci sono ancora tante informazioni e curiosità da apprendere. da dove ho anche preso l'immagine qui sotto





Queste due immagini sono dal web ma appartengono al sito "Grotte di Osimo"




Queste due immagini sono dal web ma appartengono a "Turismo Marche" 


Io vorrei tanto volentieri andarle a vedere ma sarà difficile passare per Ancona perchè quest'anno faccio le vacanze sul versante tirrenico e quindi tutt'altra strada.

Auguri buona giornata alla prossima.

NOTA Affluente

Sono pezzi presenti nella nostra Italia di cui conosciamo poco o quasi niente. E' bello però fare un giro anche se solo di foto e informazioni almeno per me.  Ho traovato anche un video di TV2000, è un pò noioso perchè descrittivo come tutti i servizi TV però anche gli esperti chiariscono sulla sstoria di queste grotte che in fondo il video diventa interessante. E' il migliore che ho trovato. Questo è il link a YouTube nel caso che il filmato sparisca da qui : https://www.youtube.com/watch?v=eOVNQESAX2w



26/03/19

Pie (rettangolare) salato di verdure miste al gorgonzola

Mio marito adora le torte salate di verdure miste e formaggio, io un pò meno ma lo accontento volentieri e nella mia porzione la completo con del bacon croccante.
Avevo un pò di verdure in frigo e della pasta sfoglia pronta non tonda questa volta ma rettangolare : avevo sbagliato di acquistare :(
Utilizzando le verdure a mia disposizione, non vi potrò così dare la quantità ed il peso ma solo l'indicazione di quali usate ma,  voi potrete se gli accostamenti proposti  vi piacciono decidere le proporzioni delle varie verdure che la compongono.

Pie salato...........

Ingredienti per 4-5 persone

pak choi, carote, cipollotto fresco di Tropea, cavolo romano (mezzo), 
sedano, aglio, spinacine fresche, topinambour (1 grande), 
piselli surgelati (50 g circa), zucchette (1 grande)
1 etto di gorgonzola piccante
1 etto di gorgonzola dolce
1/2 bicchiere di vino bianco
2 uova
50 ml di panna fresca
2 patate medie lessate
1 confezione di pasta sfoglia rettangolare





Procedimento

Preparate tutte le verdure salvo le patate  e l'aglio (2-3 spicchi), il pac choi lo taglieete a strisce. In una padella bordi alti scaldate un pò d'olio, fate sofriggere l'aglio tritato aggiungete tutte le verdure e fate andare per 5 minuti a fuoco alto mescolando spesso. Sfumate con il vino e bagnate con un pò d'acqua tiepida. Cuocete a fuoco medio per circa 10 minuti e poi aggiungete il gorgonzola piccante spezzettato e fatelo sciogliere mescolando poi chiudete il fuoco.
In una terrina tagliate a cubetti piccoli le patate, aggiungete le uova e la panna fresca, salate leggermente ed amalgamate bene.

Aprite la confezione della pasta sfoglia e passateci il mattarello per renderla piu sottile ma anche più grande perchè vi servono esattamente due meta: una da mettere sul fondo e l'altra per coprire il tutto.

Io ho deciso per una teglia di alluminio rettangolare di grandezza media ed ho foderato il fondo con carta da forno sulla quale ho appoggiato una metà della pasta sfoglia cercando di sollevare i bordi della stessa.
Ho farcito con le verdure ed ho completato versando sopra l'insieme di patate - uova e panna fresca. Ho completato con il gorgonzola dolce e coperto con l'altra metà della pasta sfoglia cercando di chiudere bene  i lati sormontandoli con il bordi della sottostante sfoglia.
Ho bucherellato leggermente la pasta sfoglia e fatto un foro nel centro per il vapore che si sarebbe formato all'interno.
Passato in forno preriscaldato a 180° forno ventilato, a 190° se forno statico per 40 minuti.
Verificate che abbia preso un bel colore e che la sfoglia sia croccante.
Prima di servire attendete una decina di minuti perchè si faranno le porzioni più facilmente.


Ho tagliato la porzione troppo presto e quindi 
la farcitura  è uscita essendo molto morbida


Buon appetito e buona giornata, a presto.


NOTA Affluente

L'insieme di verdure può essere cambiato facilmente a secondo dei vostri gusti come pure la scelta del formaggio. Secondo me stanno molto bene e che si sciolga assieme alle verdure,  il cheddar e poi il provolone dolce o piccante grattato. La pasta sfoglia rotonda darà proprio l'impressione del vero pie con un cannello apposito messo nel centro per espellere il vapore. Ovviamente in questo caso sarà senz'altro più alto perchè forma una cupula.
Al posto della panna fresca potete sostituire con panna acida oppure con yougurt miscelato magari con qualche spezia tipo curcuma, zenzero se vi piace piccantino oltre che pepe e paprica magari quella affumicata che da un sapore particolare: a voi la scelta.
Siccome noi siamo in due e questo pie che più che abbondante l'ho surgelato porzionato in contenitori di alluminio che potrà poi essere scaldato direttamente in forno oppure anche nel microonde sia ancora congelato che scongelato. Io consiglio ancora congelato perchè l'umidità durante la scongelazione si asciuga tramite il calore del forno o del microonde.


22/03/19

Vino - erbe & spezie : parliamo di "conciati" o vini liquorosi" - (2)


Sapevate che .... seconda parte


... parliamo sempre ancora dei vini "conciati" che per diventare bevande medicinali creati per stimolare l'appetito e/o favorire la digestione. Andiamo a curiosare nelle altre ricette rimaste segrete ma che hanno dato vita a prodotti diventati celebri. Non tutti però possono essere usati in cucina anche se, dicono gli esperti, questo "conciato" si abbina bene al cioccolato.
Continuo quindi a condividere con voi questi famosi "vini conciati".


" BAROLO CHINATO "

.... già come nome si capisce che parliamo del vino "Barolo" e della "china" che è una pianta medicinale dalle tante virtù.
Prima di parlare del "conciato" soffermiamoci sull'erba medicinale "china".
In realtà questa piante si chiama "cinchona" - è una pianta arborea delle Ande che comprende anche la specie conosciuta con il nome di "china" e che le sue proprietà sono attribuite agli alcaloidi presenti nella sua corteccia.
Sembra che il nome venne dato da Ana de Osorio Cinchon, moglie del vicerè del Perù  Luis Jeronimo de Cabrera, perchè che venne curata  dalla febbre intermittente della quale era affetta grazie al suo ricordo in questi rimedi che risalivano alla tradizione indigena. La contessa per ringraziare della guarigione dispose che la cura fosse data anche ai poveri di Lima facendo pubblicità del suo caso anche in Spagna e e conseguì che nel 1639 fu decisa l'importazione in Europa.
Queste informazioni sono state scritte da un certo Sebastiano Bado ma, nel 1930 fu ritrovato un diario ufficiale del vicerè de Cabrera e sembra che invece quanto asserito prima non corrisponda ad alcuna verità. Se andate a leggere su Wiki  "Chinino ... leggenda " e vi assicuro una piacevole lettura, scoprirete che come tutte le piante che crescono in natura anche loro sono valide si per curare ma hanno anche effetti collaterali molto pesanti come il "chinino" anche se serve per debellare a malaria,  è altamente tossico se preso in grandi quantità.
Da Wiki leggete anche "Cinchon" dalla quale ho tratto l'immagine della china.




La storia del Barolo chinato nasce sulla scia dei tanti vini medicinali della fine Ottocento, prodotti in più parti d'Europa. Emerse però il prodotto proprio nelle Langhe ad opera di due farmacisti che trovarono la giusta combinazione puntando sulla speziatura l'uno e sulla morbidezza l'altro. Viene tutt'ora prodotto secondo queste due scuole di pensiero.
Al Barolo strettamente DOCG viene aggiunto lo zucchero ed alcool etilico precedentemente macerato con spezie quali : la China calisaia, il rabarbaro e genziana, semi di cardamone, cannella, chiodi di garofano fino il macis. Sono presenti anche una trentina di altre erbe ma tutto è molto segreto. Da ricordare che una volta le "spezie" erano chiamate "droghe".
Dopo l'aromatizzazione segue l'affinamento in botte per circa un anno.
Nasce ovviamente nella zona del Barolo a Serralunga D'Alba - Piemonte alla fine 800 per opera di questi farmacisti ma poi sviluppato da altri produttori a partire dal 1891 da un certo Giulio Cocchi di Asti. Veniva una volta utilizzato come antidoto per piccoli problemi di raffreddamento bevuto come un "vin brulé " e come digestivo. La gradazione alcoolica è tra i 16 e 17 gradi con un gusto aromatico dolce-amaro.

Oggi è un vino da meditazione o da fine pasto e viene consigliato dagli appassionato con il formaggio rigorosamente stravecchio. E' una valida alternativa al Porto, Marsala vergine e come detto si sposa divinamente con il cioccolato amaro.


Esiste la casa di Cocchi da Asti che produce il Barolo chinato e che trovate QUI erede di quel Giulio Cocchi di Asti del 1891.


Buona giornata ed alla prossima storia dei "conciati"

Trovate a questo link  tutti i post su questa rubrica dei "conciati o vini liquorosi"




NOTA Affluente
Questo è il secondo noto vino liquoroso - conciato e ce ne sono ancora altri, non molti in quanto ho trovato traccia solo dei più noti. Ad ogni modo qualsiasi vino con l'aggiunta di erbe o simili fatti in casa secondo vostro gusto potrà essere considerato un vino "conciato".



19/03/19

FESTA dei Papà Vs ricorrenza a San Giuseppe

Anche questa Festa - Riccorenza o come la volete chiamare non cambia nel corso degli anni da quando è nata come Festa del Papà.
Quindi vi ripropongo il post condiviso 4 anni fa che forse qualcuno dei nuovi amici non ha avuto l'occasione di sbirciare. Spero non me ne vorrete.

 


Oggi è la Festa del Papà che per i cattolici viene festeggiato il giorno dedicato a San Giuseppe.
Vi siete mai chiesti quale sia l'origine di questa Festa dedicata ai Papà???  Ecco un pò di storia racimolata qui e là...
Questa festa sembra si sia svolta per la prima volta nel 1908, il 5 luglio a Fairmont nel West Virginia presso la chiesa metodista locale.
Nel 1909 la signora Smart Dodd ascoltando un sermone nel giorno dedicato alla mamma ed ignorando che a Fairmont  si festeggiava già il Papà, organizzò anche lei questa festa per la prima volta a Spokane, Washington il 19 giugno 1910 e, scelse questo giorno perchè era il compleanno di suo padre.

La Festa del Papà viene celebrata in date diverse e varia da Paese a Paese mentre invece al di fuori della religione, secondo la tradizione statunitense si tiene sempre la terza domenica di giugno.
In molti paesi di tradizione cattolica, viene scelto il 19 marzo come Festa del Papà perchè San Giuseppe festeggiato quel giorno viene considerato "il padre putativo di Gesù".
Nel 1030 i Monaci Benedettini seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani poi nel 1399 celebravano gia  questa ricorrenza. Gli interventi dei papi Sisto IV e Pio V fu poi resa obbligatoria da papa Gregorio VI nel 1621.  I papi Pio IX e Pio XI consacrarono il giorno della ricorrenza il 19 marzo che era dedicato a San Giuseppe.

San Giuseppe e il bambino Gesù in un dipinto di Guido Reni

San Giuseppe,
la festa dedicata a lui ha origini molto antiche che risalgono addirittura alla tradizione pagana. Il 19 marzo infatti corrisponde alla vigilia dell'equinozio di primavera, periodo in cui si svolgevano i baccanali, i riti donisianici per la fertilità, come pure si svolgono i riti della purificazione agraria.
Il santo oltre ad essere il patrono dei falegnami e degli artigiani, lo è anche dei poveri perchè  a San Giuseppe e Maria fu negato il riparo per la notte e quindi è legato anche il pane spesso deposto sugli altari.
Altre notizie più dettagliate le trovate QUI da cui ho tratto queste informazioni ma anche da altre fonti raccolte nel tempo.
Curiosità, in Corea si festeggia l'8 maggio, in Danimarca ma come Festa dei Genitori il 5 giugno, ma altre date diverse tra loro sono sparse tra Europa, Asia e America.
In Italia l'alimento tradizionale di questa festa sono le "fritelle" a Firenze e a Roma, le "zeppole" a Napoli e in Puglia e le "sfincie" a Palermo mente nel Canton Ticino sono i "tortelli". Che poi siano dolci o trattasi di pasta ripiena questa lo dovete scroprire voi.

Una mia considerazione personale.
Anche la Festa del Papà, come quella passata dell'8 Marzo, la Festa della Mamma che sarà la seconda domenica di maggio, ecc. sono tutte ricorrenze che ormai, scusatemi se lo dico, sono diventatemolto consumistiche. Forse però questa volta con la crisi ormai in corso da tanto tempo il commercio spera di riuscire a vendere qualcosa di più ma, i soldi in tasca sono pochi e non credo che ci sarà un boom negli acquisti. 



Tanti AUGURI a tutti i PAPA', 
passate una bellissima giornata assieme alla vostra Famiglia 
ed ai vostri Bimbi.
  

Risultati immagini per festa del papà

dal web



15/03/19

"STRUDEL SALATO " - verdure - formaggio - funghi - salame e..

Avevo una confezione di pasta sfoglia pronta a casa che dovevo assolutamente utilizzare. Non intendevo fare l'ennesima torta salata o simile ma uno strudel.
La pasta sfoglia era troppo piccola per un bel ripieno ma l'ho fatta diventare grande e sottile quasi come una fillo. Farcita a fantasia acquistando gli ingredienti freschi per utilizzarli nella stessa giornata. Come al solito le porzioni sono ampiamente per 4-5 persone e noi siamo come al solito solo in 2 ma ...:) parte porzionato e surgelato, parte mangiato e parte in frigo per fare il bis la sera dopo a cena.


Ingredienti per 4-5 persone
1 confezione di pasta sfoglia rotonda
300 g di spinacine
300 g di funghi pioppini (1 confezione)
1 cavolo romanesco mini *
1 cavolfiore bianco mini  *
120 g di salame ungherese
150 g di formaggio affumicato (tipo treccia)
100 ml di panna fresca
20 g di zenzero fresco
2 bicchierino di vino binaco secco
2 spicchi di aglio
sale - pepe
1 tuorlo d'uovo
pane grattugiato q.b.
20 g di burro 
2 cucchiai di grana
olio q.b.





Procedimento

Tutte le verdure devono venire cotte separatamente.
Lavate gli spinaci e lasciateli affogare nella loro stessa acqua a pentola coperta. Quando cotti lasciateli asciugare e salateli leggermente e fateli raffreddare.

Pulite i funghi tagliando il fondo terroso e duro e date una veloce passata sotto l'acqua correte. In una padella leggermente unta d'olio versate i funghi, aggiungete 1 bicchiere di vino e fate evaporare. Coprite con dell'acqua tiepida, salate e cuocete coperto fino a quando saranno abbastanza teneri. I Pioppini non si spappolano mai. Cotti fateli asciugare scoperti e fateli raffreddare.

Tagliate la parte finale dei due cavoli ed affettateli molto sottili sciacquate velocemente. In una padella leggermente unta, fate dorare i due spicchi di aglio schiacciandoli dopo averli pelati che alla fine saranno tolti. Aggiungete i cavoli, bagnate con acqua tiepida, coprite e cuocete fino a quando saranno teneri e con una forchetta cercate di ridurli devono essere a piccolissimi pezzetti ma non schiacciati. Fate asciugare e poi raffreddare.

Tagliate con una mandolina il formaggio a fettine molto sottili.

Aprite su un ripiano la pasta sfoglia con sotto un foglio di carta da forno e spargete un pò di farina sia sotto che sopra e con un matterello mantenete la forma ma cercate di assotigliarla molto che sia quasi somigliante alla fillo, ma attenzione che non si rompa.

Iniziamo la farcitura...
Spargete prima un pò di pane grattugiato sulla sfoglia e poi coprite tutto con il cavolo romano ed il bianco che avevate cotto assieme.
Poi coprite con i funghi cercando di coprire abbastanza bene il primo strato.
Aggiungete gli spinaci che avrete un pò tagliuzzato sempre cercando di coprire bene il precedente.
In ordine sparso aggiungete il formaggio tagliato sottile circa 100 g
Finite con l'ultimo strato con il salame.

Avvolgete a modo di strudel aiutandovi con la carta da forno e cercate che tutto sia bene racchiuso e le punte ben chiuse che non fueriesca nulla.

Battete il tuorlo con un pò d'olio e con un pennello spenellate lo strudel completamente in modo che poi rimanga chiuso ad assuma un bel colore dorato.

Infornate se forno statico 180° per 40 minuti, se ventilato 170° per 30 minuti. Verificate con uno stecchino se la sfoglia è asciutta.


Nel frattempo che si cuoce preparate la salsina
- in un pentolino mettete il burro, aggiungete la panna fresca e sciogliete a fuoco basso. Grattate lo zenzero e lo aggiungerete assieme ai 50 g di formaggio rimasti e due cucchiaiate di grana. Completate con il bicchiere di vino rimasto e curate che tutto diventi una creama.  Assaggiate al caso aggiungete sale e se vi sembra poco piccante e non avete altro zenzero, completate con il pepe oppure del peperoncino, se il piccante vi piace.
Quando pronta tenetele al caldo.

NOTA
Questa salsina è una versione ridotta della mia era salsa allo zenzero che trovate QUI ed è buonissima sia con il pesce che la carne o salati di verdura sia fredda che calda.  Io la ritengo una passpartout perchè veloce da fare e sempre molto gradita.



Prima di tagliare lo strudel una volta fuori dal forno attendete una decina di minuti. Poi affettate e impiattate portando in tavola la salsa preparata che ognuno potrà provare se piace ed aggiugere.
Vi assicuro che anche senza è squisito e saporito.

Buon appetito.

Auguri buona giornata, alla prossima.



NOTA Affluente

*)
esistono delle confezione di cavolfiore e cavolo romanesco mini assieme che sono perfetti come quantità per questa farcitura. Se non li trovate cercate i più piccoli che trovate ed al caso non usatelo tutto ma calcolate complessivamente a prodotto senza il torsolo centrale di circa 300 g.

Al posto del salame potete usare qualsiasi insaccato oppure anche della salsiccia fresca prima passata in padella sbriciolata. Potete anche usare una farcitura diversa a vostro piacere questa è solo un idea che come "assieme" per me era a nostro gusto il migliore.
Non vi consiglio verdure che rilascino molta acqua come le zucchette ad esempio. Potete anche aggiungere delle patate bollite ma lasciate ancora croccanti e le grattugiate e mescolate assieme a mozzarella quella che si usa per la pizza meno lattiginosa.

A voi la scelta.

12/03/19

Vino - erbe & spezie : parliamo di "conciati" o vini liquorosi" (1)

Sapevate che ....

... un tempo i vini erano "conciati" per diventare bevande medicinali atti a  stimolare l'appetito e/o favorire la digestione. Le migliori ricette di quel periodo sono rimaste segrete e sono anche conservate gelosamente ma hanno dato vita a prodotti che sono diventati celebri, si possono tutt'ora gustare ed utilizzarli anche per abbinamenti in cucina.
Approfondendo l'argomento ho scoperto quali sono questi "conciati" diventati celebri con una loro precisa storia e quindi passiamoli assieme alla loro scoperta... anche se poi scopriamo che li conosciamo molto bene ma, almeno io, non sapevo che in passato erano definiti "vini conciati".
Apriamo con ....

" VERMOUTH "  
alias vermut  alias vermuth alias vermutte alias vèrmot (piemontese) 

... il nome di questo vino liquoroso aromatizzato notissimo deriva dalla parola tedesca "wermut" che è il nome della radice dell'artemisia.
Questa radice ha la sua storia che risale ancora al periodo della Grecia nel 350 a.C. alla regina Artemisia. Vi metto il link di Wiki dove potrete leggerla con comodo.
La pianta si divide in base alle analisi filogenetiche ed in base agli ultimi studi  in 12 sottofamiglie monofiletiche. Le informazioni sono talmente dettagliate e difficili da riportare qui per cui vi invito, se vi sarà gradito, leggere la pagina con link diretto suindicata di Wiki
Tra le sottofamiglie l' Artemisia absinthium è uno degli ingredienti vegetali che serve per la creazione del liquore di Assenzio che nel passato ne era stato proibito il consumo per l'alta concentrazione alcoolica. ( E un liquore di cui ho intenzione di riparlarne in un altro post in quanto mi devo prima documentare).

Questo vino liquoroso aromatizzato fu messo a punto da Antonio Benedetto Carpano nel 1786 questo mix di vino e spezie allora garzone di una liquoreria situata nei pressi della centralissima piazza Castello a Torino. Il successo fu immediato e la liquoreria divenne cosi un locale alla moda e più in voga della città e poi nel mondo. E' definito un prodotto agroalimentare tradizionale italiano e come ingrediente primario di numerosi cocktail. Nel 2017 è stata riconosciuta l'Indicazione Geografica al Vermouth di Torino.
La ricetta varia a secondo dei produttori ma sempre presente l'artemisia. Il Vermouth esiste ora bianco, rosso, rosè, dry ed extra dry distinta anche in base al tenore zuccherino e colore. Il contenuto di vino dolcificato deve essere pari ad 1/3 del volume e si aggiunge un infusione alcoolica che include diverse erbe e spezie.
Gli aperitivi più celebri che hanno come ingrediente primario il Vermouth è l'Americano, il Mahattan, il Martini Cocktaile ed il Negroni.  Gli abbinamenti vanno dal formaggio quali il taleggio e alcuni stracchini che sono molto grassi e si sposano con l'amaro dell'artemisia oppure a quelli di lunga stagionatura come il Padano o il Reggiano. Viene usato in cucina per marinare la carne ed il mpesce come sfumare i risotti o anche per la bagna dei dolci.
Se bevuto cosi al naturale deve essere fresco.

Se volete saperne di più sulla composizione di questo vino "conciato" con le erbe e spezie, questo è il link per curiosare di Wiki.



Artemisia semplice





 Artemisia dalla quale si trae l'Assenzio

Diversi tipi di Vermouth


Buona giornata ed alla prossima storia dei "conciati".


NOTA Affluente

Di vini liquorosi conciati con erbe e spezie questo non è l'unico. Avevo pensato di raggruppare in un unico post ma questo sarebbe troppo lungo quindi suddivido e credo che ci saranno altri due post.
Spero che l'argomento possa interessare a me moltissimo, non sapevo la definizione di "conciati" anche se vini liquorosi con macerazione di erbe e spezie mi era nota. C'è sempre da imparare qualcosa ed io come al solito sono molto curiosa.
Personalmente il "Vermouth" non mi piace per niente ne da solo ne in cocktail lo trovo troppo amaro anche se l'amaro in fondo mi piace molto. 
A voi piace il Vermouth ??? Avete assaggiato anche il rosso, ecc. e penso anche di produttori diversi come Gancia, Martini giusto per fare il nome di alcuni.

08/03/19

Nulla è cambiato e ripropongo per " 8 MARZO 2019 "

Premessa:
Non è che non ci sia forse qualcosa da scrivere su questa triste ricorrenza ma, credo di avere detto tutto quello che mi sentivo di dire e quindi, volendo ricordare sempre questa data, ripropongo il mio post dell'anno scorso che si avvale anche da quelli negli anni passati ma, amici che si sono aggiunti in quest'ultimo anno forse avranno il piacere di leggere. Grazie.


  una vecchia immagine da web


Ormai dell'8 Marzo si è tanto parlato, si parla e si parlerà ancora. L'unica cosa che sfuma nei ricordi è di come è nata perchè le tragedie si cercano sempre di dimenticare e coprire con l'oblio i ricordi pesanti, cattivi, ecc. Ripropongo quindi ancora una volta quello che ho raccolto in questi anni di blog di cui l'anno scorso ho fatto una fusion e,  rileggendolo vedo che ho ricordato tutto quello che secondo me deve essere ricordato e quindi, scusatemi, lo ricondivido perchè la storia è quella, non sono cambiate le situazioni e tutto sembra fermo nel tempo.
Riapro questa condivisione con questo soffione sempre stupendo e sempre nuovo.  Non è una mia foto ma trovata anni fa sul web e quello che vedete è un espressione fotografica fatta con la "macro" per riprendere le gocce di pioggia sul soffione ove si specchiano i colori esterni che danno all'immagine una fragilità ma anche una compatezza come dire che tutti assieme per quanto fragili uniti sono una forza" quasi come la fragilità ma anche la forza che è la stessa, di tutte le  "DONNE UNITE.



Tutti festeggiano l'8 Marzo, la Festa della Donna ed il fiore in assoluto che la rappresenta è la Mimosa. Profumo splendido e ricordo quando la regalavano abbinate ad un mazzetto di Viole..del pensiero. Le persone datate come me ricorderanno le origini tragiche di questa giornata ed è il motivo che poi è stata decretata la giornata quale Festa della Donna. Un piccolo riepilogo del succedersi degli avvenimenti partendo dal.....
Le origini risalgono al 1908, quando le operaie dell'industria tessile Cotton di New York, pochi giorni prima entrarono in scipero per le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare,
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni,  finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Venne appicato il fuoco allo stabilinento e le 129 operaie chiuse e quindi prigioniere morirono arse dalle fiamme.
La data dell'8 Marzo giorno della consumazione di questa tragedia venne riproposta da Rosa Luxemburg  "come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne" ed in ricordo della tragedia.
Negli anni immediatamente successivi, solo negli Stati Uniti avvenivano delle celebrazioni come unico scopo ricordare la terribile fine di queste 129 donne morte nel rogo all'interno della fabbrica senza possibilità di fuga.
Con il diffondersi e moltiplicarsi di iniziative, in merito alle rivendicazioni femminili nel lavoro e condizioni sociali, questa data rappresentò di conseguenza di un'importanza mondiale.
Grazie alle associazioni femministe rappresentò, oltre che un simbolo delle vessazioni subite dalla donna nei secoli,  anche un punto di partenza del loro riscatto.
Questa la storia.
Dal Portale delle Donne....Io Donna riporto l'articolo che si riferisce ai giorni nostri da dove si evince come i festeggiamenti sia ormai un "business" e quasi nessuno ricorda a seguito di quale avvenimento e nata e forse anche il vero scopo ed intendimento di questa ricorrenza.

L'articolo dice:

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.
Fine dell'articolo.

Mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione.
E' molto triste che una donna del 21.o secolo abbia ancora bisogno di attendere questa ricorrenza per un incontro con amiche od arrivare all'insegna trasgressiva citata. La donna deve avere rispetto di se stessa e sapere quanto vale nel contesto della famiglia, del lavoro e nella società. Di conseguenza se deve attendere questo giorno per avere una libertà trasgressiva o solo d'incontro con le amiche, manca di rispetto a se stessa. Continuare a vivere di come sta vivendo indifferente in quale contesto, vanifica il grande lavoro fatto per il riscatto della Donna e non è un buon esempio ne può rappresentare le Donne. Quindi, non deve accettare la continuazione di tale vita perchè la lotta iniziata nel lontano 1908 e giunta ai nostri giorni merita molto molto di più.

AUGURI DI CUORE A TUTTE LE DONNE.




NOTA Affluente "
Questo post che vi ripropongo è stato scritto il 3 marzo del 2010 e l'articolo riportato risale ovviamento allo stesso periodo. Altri ne ho fatto negli anni a seguire con qualche piccola aggiunta ma la storia è questa e nessuno la può cambiare. Ho riletto tutti i miei post nonchè l'ultimo dell'anno scorso ma, in sintesi questo va benissimo.
Anche la considerazione di 6 anni fà è sempre valida perchè purtroppo la situazione non è cambiata forse qualche miglioria perchè comunque Noi Donne cerchiamo sempre di evolverci - non sempre si riesce -  sia perchè non è permesso sia perchè le difficoltà incontrate sono alle volte insuperabili. Di cambiato in peggio è la violenza e quindi Noi Donne dobbiamo ancora una volta "armarci" per fare fronte comune a questa nuova seppur vecchia violenza gratuita.
Vorrei aggiungere ancora una nota riguardo la scelta del fiore. Furono proposti inizialmente dei fiori fra i quali il "garofano" che poi fu scartato perchè rappresentava già la festa dei Lavoratori il 1 Maggio; gli anemoni successivamente  indicati erano troppo cari e quindi si pensò ad un fiore economico da poter raccogliere e distribuire a piene mani senza dover spendere.  La scelta cadde sulla "Mimosa" pensando ai grandi alberi che proprio in questo periodo fioriscono e che dal Lazio al Sud crescevano spontaneamente nelle campagne e lungo i litorali alla portata di tutti. Purtroppo non fu cosi perchè le mimose fiorivano un pò prima della Festa e col tempo e tutt'oggi rappresenta un lauto mercato (nessuno rinuncia ad acquistare e regalare un mazzetto) e conseguente guadagno in quanto coltivate esclusivamente in serra con la fioritura forzata per questo periodo, infatti dopo spariscono.

05/03/19

Eccomi con una " Padellata di orecchiette e cime di rapa " o friarielli con tante acciughe

Ricomincio anche se in sordina, il riposo fa bene ma non è nel mio carattere stare ferma anzi, divento nervosa :D  La ripresa è stata lenta anche perchè chi l'ha presa bruttina è stato il mio amato bene e quindi dovevo stare calma io :) :) per far stare calmo lui :D :D

Apro con una ricetta semplice per un piatto super conosciuto, ma ho voluto prepararlo in modo diverso dal classico che consiste nel bollire le cime di rapa assieme alle orecchiette nella stessa acqua e poi saltate in padella.
Quando si sta poco bene non si ha voglia di mangiare e tantomeno di cucinare ma di qualcosa ci si deve pur nutrire, basta che stuzzichi le "papille gustative" : oreccchiette e cime di rapa piace da sempre ad entrambi.
Ho seguito l'idea leggendo il blog dell'amica Il Mondo di Rina con la sua ricetta "Cime di rapa - affucati" ovvero "affogati".

Le cime in questo caso non vanno precotte ma fatte "stufare - affogare " in padella direttamente con le acciughe e l'aglio. L'assemblamento poi è risultato a mio parere molto più buono perche il sapore delle cime non si è perduto nell'acqua ed erano anche più asciutte.
Al link dell'amica trovate "cime di rapa affucati" come contorno senza orecchiette.


Ingredienti per 2 persone

1 kg di cime di rapa 
(qui di solito i vari gambi sono legati assieme )
250 g di orecchiette secche  (le fresche non trovate)
1 vasetto di acciughe del Cantabrico 
2-3 spicchi di aglio
sale - pepe e/o peperoncino se gradito




Procedimento
Ho separato tutte le foglie dai gambi finali quelli più duri che però ho conservato mentre ho tagliato assieme alle foglie i gambi più sottili. lavati e lasciati a colare.
Nel frattempo in una padella dai bordi alti - io il Wok - con un pò d'olio ho fatto leggermente tostare l'aglio in parte tagliato a piccoli pezzi in parte soltanto schiacciato per poi levarlo. Ho aggiunto 3-4 acciughe ed un pò del loro olio e le ho fatte disfare.
Ho tagliato ancora a pezzetti le cime di rapa e le ho aggiunte in padella mescolando bene e a coperto fatte "affogare" per circa 10 minuti. Controllato se erano morbidi li lo lasciati ancora cuocere per asciugarli un pò aggiungendo ancora altre 3-4 acciughe - a noi piace che si senta bene il sapore.

Consiglio : 
se vi piace potete usare la Pasta di Acciughe oppure la colatura di alici per rafforzare il sapore.

Nel frattempo ho messo a bollire l'acqua leggermente salata aggiungendo tutti i gambi grossi delle cime di rapa levando le parti più dure, pelati dai filamenti e tagliate a pezzetti. Lasciati bollire circa 5 minuti ho  aggiunto poi le orecchiette - per me cottura 11 minuti. 
Li ho invece scolati a 9 minuti eliminando i gambi delle cime di rapa ed aggiunti in padella per far assorbire il condimenti e lasciati ancora cuocere per i due minuti mancanti (se vi sembrano ancora duri lasciate qualche minuto di più aggiungendo un pò di acqua della cottura della pasta) : a noi piace al dente.
Impiattato caldi è vi assicurò molto molto più buoni cosi che non cotti assieme. 
A piacere potete aggiungere nel vostro piatto o per tutti  peperincino e/o pepe per rendere il tutto piccante.
Da rifare con questo sistema che è piaciuto moltissimo.

Auguri buona giornata alla prossima.


NOTA Affluente

Sapevate che....

.... le cime di rapa sono chiamati in Puglia mentre i friarielli o anche broccoletti invece a Roma, mentre in Toscana diventano rapini ma sono sempre le infiorescenze appena sviluppate della cima di rapa.
Fanno parte della cucina napoletana ma ormai anche in altre regioni d'Itaòia ma molto nella Galizia spagnola e Portogallo chiamati grelos. Infatti il nome friarello deriva da "frio-grelos" broccoletti invernali.  Molti ritengono invece che derivi dal verbo napoletano frijere ovvero friggere. Si trovano anche nella cucina cinese.

Non bisogna confondere con i "FRIARELLI" (senza la" i"  dopo la" r " ) che sono invece i peperoni nani verdi dolci conosciuti nel Lazio anche come "friggitelli" vengono consumati fritti.
Anche i "friarielli - cime di rapa " vengono soffritti in olio d'oliva - sale e peperoncino ed in questo modo non richiedono la preventiva lessatura come ho fatto in con questa padellata aggiungendo le orecchiette.
 Info da Wiki come l'immagine. 

Friariello





Friarello - peperoncino dolce vedi  info. Wiki
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