18/07/10

Campeggio sul lungomare di Vieste ..uno di tanti

Nel mio post sulla riscoperta di Vieste (post qui  Vieste ), avevo detto che avrei raccontato del  campeggio ove avevo soggiornato e della ristorazione all'interno della struttura.
Dopo 35 anni di assenza ho ritrovato anche il campeggio del..passato: Camping del Turco assieme al Village del Sole. Inizialmente erano due terreni coltivati a pomodori, melanzane, cipolle ecc. e poi considerando la possibilità di migliorare una situazione contadina visto l'avvento del turismo sono stati trasformati in campeggio. Il Capeggio del Turco deve il suo nome al vecchio proprietario che fumava proprio come  "un turco" e l'altro terreno si è aggiunto più tardi aggiungendo alle piazzole per caravan, camper e tende anche i bungalow e/o villette in muratura.
La struttura attuale conta di oltre 300 piazzole e tantissimi bungalow per 2-4-6 e/o più persone a prezzi veramente alla portata.
Moltissime piazzole hanno i caravn fissi per famiglie che ormai da anni trascorrono li le loro vcanze e si conoscono tutti provenendo dalle stesse regioni, dal Veneto il gruppo maggiore.
Per quelli che vogliono passare delle vacanze anche brevi possono contare sui bungalow perfettamente attrezzati.
I servizi sono nuovi e veramente strutturati molto bene forse anche troppo eleganti per un campeggio: certo il proprietario non ha lesinato sul costo degli stessi.
L'accoglienza è gentile e discreta. Il prezzo è come detto veramente alla portata i tutte le tasche .Il lungomare è pieno di campeggi alcuni possono offrire anche la piscina ma a mio parere, con un mare cosi  bello, una spiaggia grande attrezzata anche per i divertimenti serali (indipendenti dai campeggi), con ritrovi per passare la serata quasi come la riviera romagnola, diventa una cosa superflua.

Ovviamente la spiaggia è di fronte al campeggio bisogna attraversare la strada, ma tutti i campeggi sono lungomare hanno la struttura al di là della strada, non è possibile fare diversamente come pure gli alberghi quale il più conosciuto "Pizzomunno". Per rendere l'idea alcune mie foto...

Bungalow-casetta da noi occupato

il bagno

le altre villette/bungalow per 6-8 persone notate l'ampio spazio che divide dai camperisti

bungalow-casetta per 2 persone

i servizi /ci sono tre + le docce

l'interno di una di esse

le docce che sono separate dai servizi igienici/lavandini ecc.


la spiaggia di fronte al campeggio

Una nota a parte per la ristorazione il Ristorante-Pizzeria gestito dalla Famiglia di Maiorano Maria Michela - Marilina composta da marito e da tre splendidi figli.
La cucina è casalinga, i primi piatti quasi tutti sono opera di Marilina, i secondi del marito ed i figli aiutano pure in cucina, gestiscono il Market e servono in sala. Da molti anni il pizzaiolo è di origine marocchina ma fa una pizza ......favolosaaaaaaaa.
La sua "paposcia" vedi il mio post Paposcia è una cosa sublime come accostamento di sapori e sopra tutto la pasta di pizza che non si "ammoscia" mai ovvero non tira rimane fino in fondo croccante al punto giusto. Le cozze ripiene, la pasta e fagioli con cozze e vongole, le linguine fresche al nero di seppia con tanti pezzi di seppia non solo il loro nero..., sono alcuni dei piatti gustati ed indimenticabili.
Il Ristorante è ampio con una patio per mangiare alla sera all'aperto con l'orchestrina che Marilina ingaggia di persona perchè devono "suonare" e non fare "solo fracasso".
Da come si viene accolti sembra di essere in famiglia e di conoscerci da tantissimo tempo non vederci per la prima volta: una cosa che con l'andare del tempo è andato un pò perduto.

Per maggiori informazioni sul campeggio vi rimando al sito qui   Camping del Turco e..


l'esterno del ristorante con patio davanti


l'interno

l'interno da altra angolazione

 l'interno vicino al market

Cosa dirvi altro, solo che se ne avete l'occasione passate qui magari anche per gustare un piatto favoloso al Ristorante-Pizzeria del campeggio che è aperto anche per i turisti che non usufruiscono della sua struttura.
Il mio post non vuole essere propagandistico ma solo raccontare il mio soggiorno. Ci saranno altri migliori o peggiori non lo so, ma come prezzo nella zona e per quello che offre è il più alla portata delle tasche...non proprio piene.

Ciaooo

Il Ghiacciolo

In questi giorni di caldo chi non si è gustato anche più di un ghiacciolo del suo gusto preferito. In estate confesso ne mangio tantissimi di tutti i gusti. La sensazione appagante che danno li rendono insostituibili. Come al solito la mia curiosità mi ha portato a chiedermi come e chi l'avesse inventato.
Detto e fatto il grande web viene in mio aiuto e traggo le informazioni riportate da wikipedia come la foto




Il ghiacciolo fu inventato da un ragazzo allora undicenne Frank Epperson del tutto casualmente.
Mescolando in un bicchiere con un bastoncino dell'acqua con la soda, lo lasciò sul davanzale della finestra (casualmente, dimenticanza ?). La notte fu gelata ed il contenuto del bicchiere gelò. Il mattino Frank riusci a liberare il blocco gelato nel bicchiere facendo scorrere dell'acqua calda sullo stesso. Liberato, lo prese a mangiare usando il bastoncino come manico e gustando così il primo "ghiacciolo".
Nel 1923 Epperson ottenne il brevetto per l'idea del "ghiaccio sul bastoncino" e battezzo l'invenzione popsicle. In italia i ghiaccioli giunsero nel secondo dopoguerra portati dagli americani. Il ghiacciolo ha più nomi: popsicle in America, ice lolly in Inghilterra, ice block o icy pole in Australia.
Molti anni sono trascorsi ma dall'invenzione di allora molte cose sono cambiate ma non il bastoncino di legno che è rimasto insostituibile.

Evviva i ghiaccioli ed evviva a Frank Epperson !!!!!!!

12/07/10

Malacologia (conchiglie e non solo.....)

Durante i miei viaggi in Italia, avevo trovato a Padula all'interno della sua Certosa artigiani che lavorano la madreperla creando degli oggetti particolari e bellissimi: cammei grandi e piccoli stupendi dal colore rosato a quello grigio a secondo della materia prima.
Ignoravo però che questa arte vecchia di secoli la cui materia prima è chiamata " conchiglia",  ha un nome specifico ed appartiene alla zoologia e si chiama "Malacologia". Inoltre in Italia esiste il più grande Museo Malacologico e si trova a Cupra Marittima (Ascoli Piceno).
E, pensare che ero proprio a Cupra Marittima per un  pernottamento in campeggio come scritto nel mio post qui San Benedetto e Cupra Marittima ed ho appreso della sua esistenza proprio il giorno della partenza ..troppo tardi !!!!

il museo

Il significato di Malacologia deriva dal greco: malakòs = molle e da  logos = discorso ed è la branca della zoologia che studia i molluschi, mediante l'osservazione dei carapaci (i gusci) e, soprattutto, delle parti molli. La branca della malacologia che si occupa delle sole conchiglie si definisce concologia.
Da un opuscolo datomi proprio il giorno della partenza al campeggio, parla dettagliatamente di questo Museo che deve essere interessantissimo e ritengo possa essere interessante apprendere della sua esistenza. Alle volte proprio le persone che vivono vicino possono ignorare la sua esistenza o non sapere quanto interessante sia e cercare di trovare un momento per visitarlo.

Il Museo Malacologico Piceno è il più grande museo al mondo dedicato al fantastico mondo delle conchiglie e fondato nel 1977 dai Fratelli Tiziano e Vincenzo Cossignani.
Su 3000 metri quadri di superficie, sono esposti 900.000 esemplari ed una biblioteca di oltre 5000 pubblicazioni malacologiche.
Lo completa una sala didattica, sala convegni e sala proiezione, shop e laboratorio di ricerca oltre agli esemplari conservati nelle collezioni di studio che sono oltre 9 milioni.
Le sezioni presenti sono numerose: malacopaleontologia, fossili, filatelia temativa, pastrelloteca malacologica, coralli e madrepore, cammei, madreperle, bottoni, etnografia, squali e granchi.

L'esposizione delle conchiglie avviene in modo sistematico; una sezione è dedicata alle conchiglie del Medio Adriatico ed una agli strumenti di raccolta dei molluschi con l'esposizione di una vecchia "vongolara" cuprense.
Sono presenti anche 500 oggetti in madreperla realizzati in tutto il mondo nel corso degli ultimi tre secoli che testimoniamo la straordinazia creatività dell'uomo ed il fascino di una materia preziosa ed affascinante.
Le conchiglie madreperlifere svelano a Cupra Marittima tutti i loro segreti in una mostra assolutamente eccezionale.
Il Museo è aperto da aprile a dicembre con orari diversi, esiste un sito che lo riguarda esclusivamente dalla quale potrete vedere conchiglie, libri, shop, eventi ecc. e questo è il link La storia del Museo ed eventi
e vi invito caldamente a darci un occhiata: è tutto un mondo particolare ed a parte che per un paese di mare come lo è l'Italia è un peccato non conoscerlo.
Da parte mia alcune foto tratte sempre da questo opuscolo da due sezioni:

da Conchiglie, Maschere e Misteri, una delle più importanti sezioni dedicata alle collezioni etnografiche. Gli oggetti rituali e d'uso provengono da tutto il mondo. La collezione delle maschere realizzate dagli indigeni del "Bacino dl Sepik" in Papua Nuova Guinea ed i manufatti delle etnie Naga e Kuba...è una sezione tutta da scoprire.....ruolo creativo dell'uomo nel corso dei secoli...

etnico

Lo shop "malacologia" è rappresentato da conchiglie, cammei, madreperle, minerali, fossili, libri e tutto ciò che ruota attorno alla malacologia sono disponibili presso il fornito shop ed in parte anche offerti sul sito cliccando sul link suindicato... La storia del Museo....

alcuni oggetti dello shop

uno splendido cammeo dalla shop

una conchiglia da cui l'artigiano trae il manufatto

un altro splendido esempio di cammeo con centro dipinto

Vi assicuro che merita andare a curiosare sul link indicato. Tutte le sezioni sono presenti e si possono vedere incluse la storia e quant'altro susciti la vostra curiosità nonchè i vari link per ulteriori curiosità da soddisfare.
Sarà un viaggio virtuale ma vi assicuro che merita.

Ciao a tutti e buona visione.



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