13/10/15

Bavarese alle uova e gamberetti

Ecco la ricetta promessa :) :) 
Quest'anno mio nipote ha festeggiato il 7 ottobre i suoi ...primi 17 anni :D
Il festeggiato ha avuto la sua cena con le cose che piacciono a lui che naturalmente ha cucinato mia figlia. Io mi sono limitata a questa bavarese perchè nipote a chiesto... nonna dai un qualcosa di strano :) e si lui ama le cose particolari - al di fuori della cucina usuale.
Gnocchi di patate e zucchette al forno ripieni di formaggio, crostata di ricotta salata e per finire i nostri "chifeleti di patate fritti" un must della cucina triestina che vengono mangiati prevalentemente immergendoli mentre si gustano nello zucchero. Personalmente li preferisco solo salati.
Nonostante a maritozzo piacciano da matti io non li faccio,  dopo l'ultima volta anni fa che mi hanno schizzato l'olio in faccia e per fortuna era andata bene, ho giurato che non li farò più :(  Infatti maritozzo qualche volta li fa lui ed è anche bravo.
Nota divertente: la tora di compleanno fatta dalla mia consuecera è stata imbiancata con lo zucchero a velo e, spegnendo le candeline ne ha volute 17 potete immaginare la nube bianca...di zucchero che si è levata su di noi. :D :D :D 

Per i chifeleti triestini vi metto qui due link delle mie amiche concittadine che li hanno fatti in tempi e modi diversi:

- Stefania di Nuvole di Farina
  • che vi dà esattamente la ricetta ed il procedimento. Lei cita lo zucchero ma li ha fatiin versione salata. Ad ogni modo l'impasto è sempre quello, non si usa mai mettere tanto sale proprio per dare la possibilità al commensale di gustarli cosi o con lo zucchero.
 - Tatiana di Cucinacontroluce
  • lei parte da un ricordo d'infazia, non da la composizione della ricetta ma ovviamente non è difficile anche con le poche indicazioni ma come vedrete dalle foto sono immerse nello zucchero lei le ricorda così.

Ora passiamo alla  mia "Bavarese alle uova e gamberetti" , una ricetta trovata tempo fa su Sale & Pepe ma mai fatta perchè sono un pò intollerante alle uova in particolare al tuorlo sopra tutto se è cotto. Ma una tantum si può fare e la stessa cosa per maritozzo ma per i crostacei che non deve :) piccolo pezzettino ...piccolo sacrificio ma era buona assaie....e l'hanno spazzolata nipote, genero, figlia e consuocera :) :)

Ingredienti per 8 persone

8 uova ( io ne ho usate 10 ma erano medie)
250 ml di panna fresca
160 g di gamberetti sgusciati e lessati
1 cucchiaio abbondante dei seguenti aromi tritati : erba cipollina, basilico e timo 
(se il timo è secco in polvere usate un cucchiaino)
60 g di maionese
2 cucchiai di senape
2 bicchierini di brandy
4 fogli di gelatina circa 8-10 g
 sale - pepe
1 stampo a cerniera da 18 cm


Procedimento
Per prima cosa mettete a cuocere le uova che avrete lasciato a temperatura ambiente e portate ad ebollizione cuocetele per 8 minuti e poi fatele raffreddare.
  • Consiglio : incrinate i gusci delle uova e mettetele sotto l'acqua corrente. Questa si infiltrerà all'interno favorendo poi quando lo dovrete sgusciare. Provare per credere :)

Nel frattempo che le uova cuociono, insaporite i gamberetti. Io ho acquistato delle mazzancolle piccole pronte cotte perchè i gamberetti erano troppo piccoli e si trovano solo in salamoia, vedete voi cosa vi sembra meglio. Aromatizzate i gamberetti con i trito degli aromi ed una abbondante spruzzata di brandy parte dei due bicchierini previsti e lasciate marinare per una 20 di minuti al fresco.

Fate ammorbidere la gelatina in acqua tiepida e non appena morbida strizzatela bene e fatela sciogliere in un tegamino con il brandy rimasto. Lasciate intiepidire ma non troppo altrimenti la dovrete risciogliere.


Montate la panna ed aggiungete prima la maionese e poi la senape e completate con la gelatina sciolta. Unite poi i gamberetti e 5 delle uova sode tagliuzzate ed un pò pressate con la punta della forchetta.



Mescolate delicatamente e traferite il composto in nello stampo a CERNIERA . Se non avete quello del diametro indicato potete usare anche uno più grande ed la bavarese sarà più bassa ma non per quello meno buona.


  • Consiglio: per evitare di mettere della carta forno affinchè sia più facile sformarlo, potete usare il prodotto che si chiama  "Staccante a spruzzo" serve per torte dolci e salate e quant'altro per evitare che si attacchi. E' inodore, insapore, di origine vegetale e basta poco e vi assicuro che è una bomba :)

Trasferite lo stampo in frigo e lasciatelo anche per diverse ore prima di consumarlo non diventerà mai troppo solido per la presenza del brandy.

Sformate poi delicatamente la bavarese aprendo la cerniera su un piatto e decoratela con le restandi uova a fettine.



Le foto come al solito fanno desiderare ma continuo a farle con la vecchia Canon senza ricordarmi che il nuovo smart le fa più belle...:(  pazienza l'importante è che sia chiara.

Vi assicuro che il risultato di bontà, piacevolezza nel gustarla è stato contro ogni aspettativo veramente favoloso. Può essere come antipasto oppure anche come un buffet freddo magari presentata in piccoli contenitori di vetro o altro monoporzione e tutti rigorosamente messi nel frigo.
Non richiede pane (non almeno per me) e mangiabile sia al cucchiaio che a forchetta per la presenza dei gamberetti e delle uova a pezzetti.

Buon appetito, alla prossima.
Buona giornata.

Nota affluente
  • - non perdete ma di vista le uova rischiereste di trovarle placidamente con il guscio messe in frigo con la conseguenza che sgusciarle diventare di una difficoltà unica. Maritozzo a pensato che le avevo dimenticate fuori :( :(  e questo è il risultato sembrano rosicchiate


  • - potete benissimo anche improvvisare e creare una vostra baverese modificando gli ingredienti purchè siano sempre a pezzetti ovvero che serva la masticazione 

  • Sono riuscita a trovare la foto col tavolo a neve dello zucchero a velo nmagari in ritardo ma forse qualcuno lo vedrà ancora





11/10/15

Intermezzo Domenicale !!! - ....International Horse Show......finiamo con questo show il mio trittico sui cavalli e cavalieri


 Foto estrapolata dal video ove i cavalli vengono allenati all'aperto nella natura

Direte che amo i cavalli ... ed avete ragione mi hanno sempre affascinato.
Se pensiamo al cavallo, pensiamo alle sconfinate praterie dove i pellerossa cavalcavano senza sella dei magnifici stalloni.Certo venivano scelti i più belli ma i cavalli lo sono tutti.
Usati da sempre e sempre presenti nel lontano passato ma forse un pò meno oggi. Li abbiamo trovati validi alleati silenziosi nelle guerre assieme ai loro parenti non meno nobili come il mulo e l'asino.
Ancora oggi quest'ultimi nel paesi definiti rurali rappresentano un mezzo di trasporto di ritorno dai pascoli sugli altopiani. Ricordo anche che quand'ero piccolo mia madre come altre facevano sacrifici per comperare la fettina di cavallo che come si credeva allora "faceva sangue" ai banbini un pò macilenti che crescevano nell'immediato dopoguerra. Erano cavalli allevati a quello scopo come i bovini e altri animali da cortile e come i polli di cui oggi si fa largo uso: la carne di cavallo è un pò scomparsa.

Ho deciso di fare ancora questo post sui cavalli affascinata da come li addestra questo "Lorenzo" nella natura e non costretto in recinti o luoghi piccoli ma liberi per dimostrare la loro favolosa cavalcata al vento e vengono allenati da Lorenzo in Camargue , Sud della Francia.
Ovviamente poi il tutto si conclude in un International Horse Show ma, questi cavalli lo fanno con gioia perchè sanno che poi ritorneranno nella natura...almeno io lo spero :D



Ultimamente ho avuto delle brutte sorprese con i codici che danno su YouTube per i video per postarli qui e quindi a scanso problemi  vi metto anche lin link diretto non si sa mai




Io spero che questo video vi piacerà perchè a me ha intusiasmato.
Un abbraccio a tutti e buona domenica.


Nota affluente
  • Io sono datata e quindi ricordo, una volta le macellerie erano divise sul tipo di vendita della carne, la bovina e ovina nonchè pollameria in unama, la carne di cavallo doveva obbigatoriamente essere venduta in un altra e quindi poteva vendere solo carne equina che comprendeva ovviamente il mulo e anche l'asino.
  • Oggi non esiste più questa divisione come non esistono più macellerie di carne equina che continua a non poter essere venduta nella altre però, nella grande distribuzione si trovano oggi confezioni di tutte le carni inclusa quella equina.
 

09/10/15

Nuova Rubrica: Cucina e Pasticceria: Piccolo glossario tecnico e non solo: "D" - "E" .prima parte




Proseguiamo il Piccolo Glossario ed entriamo nella lettera "D" ed  "E" prima parte



D


Dadolata: La parola stessa da il significato e penso che tutti conoscano la definizione ma, essendo poche le parole con questa lettera che risulta dalle mie scartoffie, ho pensato di scriverla lo stesso.
Tutto quello che viene tagliato a piccoli dadini vale a dire frutta, verdura, carne, prosciutto, formaggio, ecc. e serve per farcire o meglio come ripieno di vario genere è la dadolata.
Metto un immagine di un attrezzo che possiedo da tanti anni che che a secondo dell'altezza del taglio dato ad una zucchetta, una patata, una mela si può fare la "dadolata" a quadrattino ma anche in formato allungato E' molto utile sopra tutto per fare la bruschetta di pomodoro.

(ci sono poche parole con questa lettera e le altre sono super conosciute)


E


Edibile:  s'intendono prodotti che non sono di grande consumo o d'uso ma che ora si conoscono e si prestano ad essere consumati. Quelli più conosciuti sono i funghi ritenuti edibili e non perchè esistono anche i velenosi. Il gruppo più grande sono i "fiori" che ora fanno parte da tempo nella cucina e vengono proposti dai chef . Il fiore che ho sempre mangiato da piccola fritto dopo averlo messo in pastella sono quelli del sambuco dalla quale si fa anche uno sciroppo, bibite ecc.
Le bacche mia nonna le usava per fare una confettura di un sapore buonissimo ma molto particolare.
A questo proposito vi lascio un link che porta al sito dell'amica Marina che ha gentilmente pubblicato tanto tempo fa  e tenuta nel suo archivio la ricetta dei "Fiori di Sambuco fritti" di mia nonna e fate clic QUI.    
Vi lascio anche l'immagine del piatto preso dal sito di Marina


A questo LINK trovate un interessante articolo dell'Accademia della Crusca sul significato e origine della parola "edibile"
Invece a quest'altro LINK troverete un elenco dei fiori edibili ovvero che si possono mangiare ed a questo  LINK   un elenco di una decina di fiori che non avreste mai pensato si potessero usare in cucina.



Entremet: è una definizione esclusivamente francese il cui significato è diventato internazionale. Il suo significato è molto semplice e significa letteralmente "tra porzioni". Nella moderna cucina francese era un piccolo piatto servito tra una portata e l'altra nell'attesa ma anche come un piccolo intervallo per gustare il piatto sucessivo. Dice Wiki che in origine era anche una forma elaborata del piatto che diventava un  divertimento molto comune tra la nobiltà e borghesia.
Usualmente era raprresentato da un dessert quindi un dolce, ma ora da quello che ho potuto constatare di persona, in un pranzo importante di moltre portate tra antipasti, primi, secondo carne e pesce, si usa portare un sorbetto ad esempio di limone oppure qualcosa d'altro che spezzi il susseguirsi e permetta di gustare al meglio il nuovo "round" di portate.
Ho trovato la definizione e l'uso nonchè la storia molto interessante e vi metto il link di WIKI originale inglese e QUI la stessa pagina ma tradotta direttamente con google e mi sembra anche abbastanza bene.



Esame organolettico: questo esame per come la vedo io è una delle cose più importanti nella gastronomia. E' una valutazione sensoriale tramite la degustazione o assaggio che permette di capire se quanto stiamo gustando è gradevole o sgradevole pur essendo molto soggettivo. Dico "soggettivo" perchè il gustare un alimento o più alimenti che compono il piatto/ricetta vengono recepiti in modo diverso da persona a persona. Sussiste quindi il rischio per lo chef od il pasticcere che l'insieme a lui gradito venga invece recepito in un modo diverso rischiando anche la sgradevolezza per piatto proposto A meno che di non possedere un palato sopraffino e sentire l'insieme in più sensi che il semplice palato, necessita studiare molto bene la chimica degli elementi che nella loro varietà devono far arrivare prima come odore e poi come sensazione di degustazione quanto l'artefice del piatto intendeva proporre. Improvvisarsi ed improvvisare piatti con ingredienti molto diversi cercando la sua unicità che deve essere perfettamente amalgamata e non deve mai sovrapporti agli altri componenti è solo con lo studio a meno che ripeto non si nasca con un "palato" come nascono "i naso" preposti alla composizione dei profumi più noti nel mondo.

Purtroppo vado piano man mano che proseguo trovo tantissime informazioni che a mio parere rendono il glossario abbastanza completo ma per non appesantire in una lettura lunga preferisco dividere. Se pensate che debba presentare in modo diverso fatemolo sapere attraverso i vostri commenti.

Grazie di leggermi ed alla prossima.




Il link che ragruppa tutto il glossario dalla A alla Z
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