BUON CARNEVALE

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sabato 21 gennaio 2017

Ricetta del "VOV" .....liquore di crema all'uovo o zabajone liquoroso

La ricetta che vi passo tengo a precisare che "NON" l'ho fatta ne mai potrò farla ne assaggiare le confezioni pronte perchè contengono troppe uova e troppo zucchero per me ma, vorrei condividere con voi questa ricetta che ho trovato annotata da mia nonna e raccontarvi qualcosa su come questo meraviglioso liquore è nato.
Il liquore di crema all'uovo e liquori poi denominato VOV -  nome commerciale del ben conosciuto liquore,  fu ideato da Gian Battista Pezziol  che era un pasticcere di Padova. Era specializzato nella sua "drogheria" nella produzione di torroni che richiedevano l'impiego solamente di albumi. Tutti i tuorli che non veniva utilizzat, il signor Pezziol decise di usarli assieme ad il vino marsala, alcool e zucchero avviando cosi un tipo di zabajone liquoroso, molto energetica ed usata anche come ricostituente. Il nome "VOV" deriva dalla parola "vovi"  che in veneto significa "uova" che contratto nel celebre palindromo monosillabo "VOV" impiegato tutt'ora per designare il prodotto. La gradazione alcoolica si aggira sul 17,8%.

 "zabajon" da Wiki

Di ricette casalinghe o altre se ne trovano tantissime nel WEB probabilmente anche simile a questa ma spero possa interessare qualcuno anche a farla.



Antica pubblicità del Vov Pezziol (opus: Mazza) facente leva su avicoli antropizzati per alludere al grande contenuto in tuorlo d'uovo del prodotto e quindi al suo potere nutritivo. 
Foto presa da Wiki


Ingredienti per 750ml di liquore

10 tuorli
400 g di zucchero a velo
25 ml di Cognac *)
25 ml di Marsala **)
300 ml di latte
75 ml di alcool puro (usualmente 90°)
1 baccello di vaniglia



Procedimento
In una capiente ciotolo mettete i tuorli d'uovo, lo zucchero ed il baccello di vaniglia e con uno sbattitore rendete a crema il composto. Aggiungere un pò alla volta l'alcool ed i due liquori cognac e marsala continuando a mescolare e per ultimo aggiungete un pò alla volta il latte.
Dovete cuocere il composto a bagnomaria a fuoco basso mescolando continuamente senza farlo bollire ma addensare, ci vorranno circa 10-15 minuti fino a che non sentirete alcuna granolosità o consistenza dello zucchero ma deve essere tutto sciolto perfettamente.
Fatelo poi raffreddare e poi versatelo in una bottiglia e mettetelo in frigo lasciatelo almeno due giorni prima di consumarlo. Prima di servire agitate la bottiglia.

immagine dal web


* )
**)
Quando il "VoV" o zabajone lo preparava mia nonna, non sempre il cognac ed il marsala era alla portata sia come prezzo che anche come reperimento. A Trieste c'era la fabbrica Stock un azienda per la produzione di liquori e distillati sin dal 1884 fondata da Lionello Stock.
Questa fabbrica produceva tutti i distillati come rum, vodka, brandy, ecc. e quindi era di facile reperimento e anche non eccessivamente cari perchè si trovavano anche i distillati sfusi anche se non tutti. Per cui non posso dire esattamente quale distillato avesse usato ma siceramente ricordo che da bambina con il "ditino" assaggiavo e mi piaceva molto :D :D
Io ho messo l'indicazione dei due distillati/liquori che vennero usati dal creatore di questo liquore.

NOTA Affluente

A Trieste lo "zabaion oppure ovo sbatudo"  è sempre stato solamente un uovo - il tuorlo - sbattuto con tanto zucchero fino a renderlo cremoso - una seta ovvero con lo zucchero sciolto completamente.
Era un aggiunta - una merenda -  per i bambini e le nonne dicevano molto leggero e nutriente ed alle volte veniva allungato con del latte caldo. Per gli anziani - come ricostituente - veniva allungato con del brandy oppure anche con del vino e veniva "centellinato". Con le chiare e l'aggiunta di farina e latte venivano fatte delle frittatine che assomigliavano alle crepes solo che erano bianche.
Ancora oggi se parliamo di "zabaion o zabaione" a qualche anziana Triestina pensa all'uovo sbattuto con lo zucchero e mai penserebbe che lo "zabaione" viene reso spumoso con la cottura a bagnomaria e può essere dolce come anche salato. :D :D 



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giovedì 19 gennaio 2017

Come cercare trovare GIF animate pronte da inviare con WhatsApp

Chi non usa le faccine GIF utilizzando i social network più usati quali FaceBook, WhatsApp, Messaggi, ecc. alzi la mano ... :D ed ora un altra chicca per chi vuole avere sempre queste GIF pronte per inviare.
Il mio amico Vinnie informa che appunto su WhatsApp è stata messa a disposizione una funzione di ricerca di GIF vale a dire le brevi immagini animate che diventano incisive per il messaggio che si invia.
La ricerca delle GIF è diventato uno strumento integrato in queste chat testuali attraverso il quale sarà possibile, sfogliando la galleria oppure digitando una parola chiave, selezionando quella desiderata per  inviarla assieme al messaggio.
Siamo abituati a vedere - la seguente immagine - che ho preso dal post di Vinnie ma forse non tutti avranno notato il pulsantino "GIF" che dovrete cliccare per scegliere quella che vorrete inviare.





Ci sono ancora altre istruzioni ed immagini che però è meglio andiate a vedere di persona al post di
GUIDAMI.Info - Link diretto QUI

Su questa stessa pagina troverete anche un link che vi informa sul come convertire un Video in una GIF su WhatsApp e le due funzioni sono separate ma allo stesso tempo collegate.

Mi rendo conto che è un post corto ma tutto quello che concerne l'informatica e le sue applicazioni per cell. ecc. è meglio leggerli direttamente in quanto il riporto o è sul tipo copia/incolla per cui inutile meglio andare alla fonte, oppure interpretato in un modo forse troppo personale senza volutamente fare un errore.
Si impara meglio con un unica lezione - originale che con un riporto della stessa.

Spero che la chicca vi possa divertire in quanto per una vera utiltà sono molto scettica.

Buona giornata.
 



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martedì 17 gennaio 2017

Piccoli sformati di mais (polenta) al latte e fonduta di formaggio

Stò sperimentando alcune ricette che mi ero salvata in cartaceo ed appunti vari che ..sono diventati poco leggibili :D  A noi la polenta o farina di mais piace molto sopra tutto in inverno accompagnata con dei saporitissimi brasati, selvaggina (quando si trova) e/o anche semplicemente pasticciata ai formaggi oppure fritta quando del giorno dopo.
Andando indietro nel tempo della mia infanzia e parliamo degli anni 47-52 quando ancora non c'erano grandi possibilità di acquisti alimentari mancando il vil denaro - allora LIRA ancora con le pezzature da 1-2-3-10 e le famose monetine. 
La polenta o farina di mais era un alimento che si trovava a buon mercato ma non cosi raffinato come quello di oggi ma macinato grosso e scuretto altro che giallo paglierino..... però, saziava moltissimo. Chi poteva mescolava l'acqua con un pò di latte e come condimento si acquistava dei pezzi di sugna o grasso a pezzi che si faceva sciogliere e le cosidette "frizze" i pezzi che restavano dopo che era tutto sciolto faceva da condimento alla ...polenta. Infatti in quelli anni esisteva una malattia che si chiamava "pellagra".
Potete leggere QUI di cosa trattasi io vi do un indicazione....
" La pellagra è una malattia causata dalla carenza - in quel periodo solo carenza e non mancato assorbimento, delle vitamine del gruppo B e le altre necessarie per la sua sintesi.  La vitamina si trova presente nei prodotti freschi quali latte, verdure, cereali che in quel periodo nessuno o quasi aveva i soldi per acquistare costavano troppo e quindi, la patologia si presentava tra quelle popolazioni e/o individui che si nutrivano esclusivamente come loro alimento base della polenta che poteva essere di sorgo (saggina) o di mais che era la migliore come prodotto" ........
....... continua sul link e l'info. tratto dallo stesso.

Infatti in quel periodo moltissimi bambini ma anche adulti soffrivano di pellagra proprio per la mancanza delle vitamine e magari non sempre per eccessivo consumo della polenta.

A parte questo ricordo, andiamo alla ricetta che dalla composizione degli alimenti "la pellagra" non l'avrebbe avuta nessuno :D :D

Ingredienti per 4 persone

150 g di farina di mais precotta bianca o gialla
100 g di farina 00 + altra per infarinare gli stampini
3 uova
750 ml di latte
100 g di burro
200 g di formaggio io ho scelto il taleggio
75 ml di panna fresca
1 rametto di timo facoltativo
sale - pepe 


Procedimento

Partiamo dalle formine ovvero quelle che avevo a casa io molto adatte da usare velocemente e sufficientemente


grandi per una singola porzione.
Mescolate assieme le due farine, mi raccomando usate la farina precotta quella che cuoce poi in 5 o 10 minuti a secondo della marca e confezione. In una casseruola dai bordi alti mettete a scaldare il latte assieme a 80 g di burro. Versate a pioggia le farine mescolando velocemente per non fare grumi.

Consiglio: 
per mescolare meglio spostate la casseruola dal fuoco incorporate e poi rimettete sul fuoco subito non rischiate di scottarvi.

Fate cuocere a fuoco dolce per una 20ina di minuti circa. Se l'insieme vi sembra troppo compatto aggiungete ancora dell'acqua circa 200-250 ml di acqua calda che è più facile avere a disposizione. La polentina deve essere morbidissima perchè la dovrete far raffreddare prima di aggiungere gli altri ingredienti e quindi tende a solidificarsi.
Dividete i tuorli dagli albumi. 
I tuorli li aggiungerete uno alla vola alla polentina, mentre monterete gli albumi a neve dura con un pò di sale e l'aggiungerete delicatamente alla polentina.
Spolverizzate le formine con un pò di farina che aderirà perfettamene essendo le stesse scanellate e versate la polentina non proprio fino all'orlo.

 Prima..... e dopo vedete che i sformati sono leggermente cresciuti


Infornate a 180° per 15-20 minuti .

Nel frattempo fate fondere in una piccola caseruola il formaggio taleggio o quello che avrete scelto assieme alla panna e se vi sembra molto denso aggiungete un pò di latte.


Sfornate questi sformati capovolgendoli e nappateli con la salsa al formaggio. Guarnite con un pò di timo se l'avete e servite caldissimo.




Buon appetito.

NOTA Affluente


Ho usato come dicevo il taleggio che è perfetto per la facilità di fondere e per il sapore tenace ma non aggressivo. Avevo a casa ancora un pò di gorgonzola e l'ho aggiunto ed il risultato è stato perfetto. Se lo preferite potete fondere anche due tipi diversi di formaggio che sono di vostro gradimento.


Siccome come che vedete dalla immagini le formine erano 4, le due che sono avanzate le ho usate il giorno dopo tagliandoli a fette e facendole dorare in padella senza alcun aggiunta di grassi. Il formaggio e la panna incorporata erano sufficienti.
Ho preparato una salsina con dei pomodori datterini quasi un confit come vedete dall'immagine mettendo pomodorini tagliati a metà conditi con un pò d'olio, origano, sale e un velo di zucchero. Quando appasiti schiacciarli e condire gli sformatini.



Nulla vi vieta di riproporli con altra salsina al formaggio con ingredienti primari diversi. Ottimi spazzolati. Contorno... una fresca insalata mista.



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