Castello di Miramare a Trieste

Castello di Miramare a Trieste
Uno scatto bellissimo del Castello delll'amica Raffaela in visita a Trieste

29/04/18

Intermezzo domenicale !!! ....La CIOCIA alias calzatura cosa hanno a che fare con CIOCIARI ... ???

In realtà il termine usato non è corretto nell'identificazione geografica i figli di questa terra "Ciociaria" perchè la radice di questa parola deriva da "CIOCIA" il nome di un antica calzatura indossata dai contadini e pastori del luogo, uomini e donne ma non solo nel Lazio ma anche   Abruzzo e Molise, Basilicata, Calabria e nei Balcani. Era chiamata anche zampitto, chiochiera ed in napoletano sciosciò.
Queste calzature erano composte da ampie suole di cuoio trattato molto flessibili ma ancorate bene al piede da queste corregge e si adattavano a tutti i terreni lasciando una grande libertà nel movimento durante i lavori nei campi. L'uso si è andato  progressisivamente perdendo ma si possono ancora vedere ai piedi di quei pochi zampognari in occasione di eventi folkloristici, itineranti nella Ciociaria ma anche in altre città in occasione della Pasqua. Alle volte vengono indossate assieme alle cosidette "pezze" che sono delle fascie di tessuto bianco in unica striscia che avvogono completamente il piede da sotto i pantaloni fino al ginocchio stretti inferiormente dai lacci: le donne invece sotto le gonne.
I zampognari suonano la zampogna ma sono anche accompagnati da suonatori di oboe detto anche ciaramella.
Le cioce appunto diedero il nome di Ciociaria secondo un uso iniziato a Roma a buona parte degli abitanti della Campagna e Marittima di "ciociari".
Tra le montagne, colline e sconfinate distese verdi nel sud-est di Roma la storia di questo popolo antico con un agricoltura ancora fiorente e...saporita.
I territori del Lazio comprendono 91 comuni appartenenti a Frosinone oltre ai monti, ecc. ecc. e, esiste anche il dialetto ciociaro noto anche come campanino ragruppamento di dialetti italiani mediano parlati nel nord della provincia di Frosinone. Il ciociaro viene ancora parlato in Canada dagli anziani appartenenti alla comunita Ciociara particolamente vasta nella provincia dell'Ontario e a Montreal.
Vi metto ora una serie di immagini e sotto i link diretti alla pagina da cui sono tratti tutte di Wikipedia .















mentre l'oboe moderno è leggermente diverso 
come potrete vedere a questo link 
mentre l'antico assomiglia alla ciaramella lunga qui in immagine



Molto sarebbe ancora da parlare della Ciociaria ma troppo lungo e quindi vi invito ad andare a leggere sulla pagina di Wiki e l'immagine della ciociara di Enrique Simonet
 

Interessante leggere sul dialetto e sulle zone definite vocalismo arcaico di allora che trovate QUI 

Spero che l'articolo possa interessare ed alle amiche della zona se mi leggono e trovino delle incongruenze o inesatezze me le facciano sapere che vedrò di correggere perchè le info le ho tratte da pagine pubbliche sperando che siano il più possibile esatte.

Buona giornata.

NOTA Affluente
Io ho avuto modo di assaggiare la cucina ed i prodotti specialmente quelli ovini di cui la zona è molto nota. Il famoso cannellino di Atina è favoloso ed è anche stato dichiarato DOP. Non amo tanto la ricotta ma devo dire che quella romana ha un marcia in più. Ricordi ......



Comunicazione
Colgo l'occasione per dirvi che purtroppo devo rallentare moltissimo il mio blog come avrete forse già notato da questa settimana. 
Ci sono lavori urgenti da fare sulla mia terrazza, ordine dell'amministratore manuntenzione straordinaria, essendo questo un lastricato solare di cui ha l'usufrutto chi occupa l'appartamento. Causa - infiltrazioni ai due appartamenti sotto la stessa e sarà una cosa lunga perchè gli stessi esperti non sanno cosa fare essendo la terrazza stata rifatta completamente 4 anni fa proprio per gli stessi problemi ma quella volta era molto vecchia - da quando la casa è stata costruita - mai rifatta (io non ci vivevo ancora). Sarà dura dovremmo alternarci nelle uscite ma vi prometto che un post alla settimana e quello dell'intermezzo domenicale fino che posso lavorare alla sera non mancherà. Non so se potrò essere molto presente nei vostri blog e che mi perdonerete. Un abbraccio a tutti.

26/04/18

Frittatine di albume farcite con salmone affumicato, erba cipollina su vellutata/crema avocado e zucchine

A me piacciono molto le uova ma pur non essendo allergica ho notato che il "tuorlo" non lo tollero bene a differenza dell'albume.
Casualmente, non me ne sono mai interessata, ho visto sugli scaffali confezioni di albume pastorizzato ed ho pensato che avevo la soluzione a portata di mano per fare queste frittatine. Anche perchè in questo modo non avrei sprecato i tuorli non sapendo come usarli... non faccio dolci :(
E' stata una soluzione fantastica e le frittatine sono riuscite benissimo.
Ho mescolato l'albume con un pò di latte ed un pizzico di farina, sbattuto leggermente e lasciato li per il tempo necessario (circa 10 minuti)  a riscaldare la padella con un vel di olio di semi meno forte come sapore dell'olio evo.

Ingredienti per circa una ventina di crepes della misura che vedete dall'immagine

per le frittatine/crepes
500 ml di albume pastorizzato *)
1 cucchiaino di farina
2-3 cucchiaio di latte
sale 
olio di semi

per la farcitura
200 g di salmone affumicato
100 g di ricotta  (capra, mucca ecc.)
1 cucchiaio di erba cipollina tritata

per accompagnare
1 avocado maturo
2 piccole zucchine
2 lime 
sale e pepe



le frittatine/crepes di albume


Preparazione
In una capiente ciotola versate tutto il cotenuto della bottiglia di albume, aggiungere il latte e la farina e sbattere leggermente per incorporare gli alimenti aggiunti.
Scaldate una padella leggermente unta di olio e versate partendo dal centro una quantità minima, magari fate una prova, e spargete con movimento rotatorio velocemente perchè si rapprende subito.
Il fuoco deve essere medio e non appena si stacca giratela con una paletta per cuocerla dall'altro lato.
Man mano che fate le frittatine, impilatele una sull'altra e copritele con un piatto o altro devono mantenersi umide altrimenti se si asciugano si rompono facilmente quando le dovrete farcire.

Mettete le zucchette in acqua bollente per 5 minuti per renderle morbide e che perdano il sapore di crudo.

Per la farcitura, in un mixer mettete tutto il salmone, la ricotta, un velo d'olio ed il succo di mezzo lime, sale e frullate. Deve diventare una crema vellutata. Ponetela in frigo.

Per l'accompagnamento, pelate l'avocado, togliete il nocciolo e tagliatelo a pezzi e mettetelo nel mixer assieme alle zucchette ed al succo dei lime rimasti che serve per non far annerire l'avocado. Aggiustate di sale e aggiungete frullando un pò di olio evo.

Quando tutto pronto, farcite ogni frittatina con il salmone e ricotta, mettete qualche filo di erba cipollina e chiudete arrotolando oppure incrociando come preferite.

La mousse di avocado e zucchette la presenterete in una ciotola come da immagine a parte oppure mettete una cucchiaiata già voi nell'impiattamento e poi il commensale ne aggiungerà ancora se lo desidera direttamente dalla ciotolina.



Questo può essere un antipasto, piatto di mezzo o un secondo accompagnato con un insalata mista magari con l'aggiunta di qualche gamberetto.

Buona giornata e buon appetito.




NOTA Affluente


Dell'albume pastorizzato esistono delle confezioni in cartone da un litro oppure bottiglie di plastica da 500 ml. Io vi consiglio le seconde se non dovete utilizzare di più in quanto una volta aperto deve essere consumato entro 24 ore. Sinceramente io non mi fido lo stesso e quindi preferisco utilizzare tutto e subito senza lasciare rimasuglio.
Le frittatine è meglio siano leggermente tiepide come detto affinchè non si rompano a meno che non le facciate più grosse nel qual caso dovrete usare una padella più grande altrimenti l'arrotolamento diverebbe troppo breve assieme alla farcitura. Poi le potete anche mettere in frigo se le volete servire fredde basta che siano arrotolate e farcite da calde.

22/04/18

Intermezzo domenicale !!! ...." Gallus gallus domesticus o Gallo sinae " .... il POLLO è le sue curiosità

Il "POLLO" credo non  sia uno sconosciuto per nessuno e viene consumato direi quasi ovunque nel mondo in mille maniere di cottura e presentazione. E' una carne bianca leggera per eccellenza - naturalmente secondo come viene preparata -viene data ai bambini, anziani ed ammalati e dicono che "un brodo di pollo" riscalda e da energie. Oggi ci sono grandi allevamenti per polli in batteria o ruspanti anche se personalmente al secondo tipo ci credo poco a meno che non sia un piccolo allevamento quasi familiare. Ma, conosciamo veramente "Il Pollo" nella sua storia, curiosità e provenienza ... si e no e quindi siccome anch'io penso di avere delle lacune perchè non condividere una ricerca.... detto e fatto :D :D

Il pollo - Gallus gallus domesticus o Gallus sinae è un uccello domestico che deriva da varie specie selvatiche di origini indiane. Darwin attribuì la paternità solo al Gallus gallus bankiva ( che è un  uccello galliforme della famiglia dei Fasianidi ) per la somiglianza del colore del piumaggio con quello di alcune razze domestiche. La variabilità della sottospecie di gallus gallus è dovuta a secondo del luogo di diffusione come pure la fecondità delle uova derivanti dall'accopiamento con polli domestici.
Nel corso dei secoli la posizione è mutata sulla base di esperienze di ibridazione effettuate con altre specie selvatiche ed oggi si può affermare che varie sono le specie che hanno contribuito alla creazione del Gallus gallus domesticus. Questi polli domestici sono sempre stati allevati per la carne, uova, piume, compagnia ma anche per gare di combattimento tra galli nonchè motivazioni religiose - quale la famosa Santeria, sportive ed ornamentali.

Altre informazioni prese un pò qua un pò là dicono...... che la razza più usata nell'alimentazione sembra sia originario dall'Asia e giunge attraverso la Persia in Grecia. Razzolatore onnivero anche se preferisce il grano ha un becco robusto e curvo e con le zampe robuste con quattro dita e unghie forti riesce a smuovere il terreno scavando, sostiene una corsa veloce mentre le ali sono corte e non fatte per volare. La femmina è più piccola, con piumaggio poco colorato, la cresta floscia e con le penne della coda anche piccole e corte rispetto al maschio e possono covare fino a 20 uova alla volta da sole e guardando i pulcini.
L'Italia ha una tradizione avicola d'eccellenza e sono presenti sul territorio circa 18500 allevamenti che impiegano 38500 addetti producendo una richezza pari a 4,2 miliari di euro.  In fase di trasformazione in Italia operano 1600 imprese con 25500 lavoratori per un fatturato di 5,4 miliardi di euro.
Basta ricordare a questo proposito il grande danno causato anni addietro dall'aviaria che ha bloccato su vasta scala la produzione a causa dell'improvviso ridotto consumo/richiesta e con un danno notevole per gli allevatori del settore poi rientrato celermente. Da quello che apprendo, non c'è stata alcuna necessità di assumere vaccini pronti in caso di grossi problemi dovuti dell'aviaria stessa.

Concludo con immagini di alcune delle tante razze sparse nel mondo. Le immagini tratte da Wiki non riportano sotto le immagini il link che si trova più sotto come "credits", mentre altre prese da siti diversi i rispettivi link diretti sono riportate sotto le stesse immagini.



 Coppia di polli domestici


 
 Razza ciuffata che non possiede la cresta





Gallo Brahma Perniciato a maglie blu.

Un gallo da combattimento nelle Filippine

Credits info e immagini WIKI 
(clic immagini per ingrandirle)


Se avete tempo ci sono ancora tante curiosita sulla pagina Wiki come un elenco di tutte le varietà esistenti nel mondo con i loro nomi e con un pò di ricerca anche le immagini di queste varietà.

Vi auguro una buona giornata e grazie se mi avete letta fino qui :k :k :k


NOTA Affluente
Ricette con il pollo ci sono un infinità semplici e particolari con ingredienti orientali, piccanti come il Messico e Brasile e non solo, delicate come certe ricette francesi, ecc.
Personalmente del pollo mi piacciono le cosce, il petto lo trovo fibroso e secco a meno che non venga trattato prima come marinato oppure panato accompagnato da qualche salsina come la famosa salsa Chimichurri  (clic a andate al mio post per la ricetta). Le cosce mi piacciono fritte, marinate e al forno oppure dissossate e farcite con verdure o con salsiccia e cotte alla griglia. Non mi dispiace nemmeno il pollo lesso purchè accompagnato dalla salsa allo Zenzero alla mia maniera che trovate a questo LINK






20/04/18

Il piatto tipico dell'Alta Savoia : "Tartifflette" con il Reblochon (formaggio...scappato ) con Taleggio

Ho fatto la "tartiflette" classica e devo dire che è un piatto stupendo. La ricetta l'ho trovata su  "Ci piace cucinare", passatami da un amica. 
Ho cercato di seguire le indicazioni ma purtroppo il formaggio "Reblochon" non l'ho trovato in vndita ed ho optato per un taleggio dop che è molto saporito.
La tartiflette come dicevo e come poi mi sono documentata è un piatto tipico del'Alta Savoia a base di patate condite con cipolle, lardo o pancetta ed fonduta di Reblochon (AOP) che è un formaggio pressatodi latte crudo dal sapore e profumo inconfondibile tipico di questa regione.
Si dice che la tartiflette sia stata inventata negli anni Ottanta da un associazione della Savoia proprio per promuovere il formaggio Reblochon.


Reblochon o Reboblochon di Savoia immagine da Wiki
e questo il link

Il formaggio venne prodotto per la prima volta nella valle di  Thônes nel XIII secolo. La particolarità del nome "Reblochon" parte dalla parola re-blochait che significa ri-tirare il latte cioè mungere una seconda volta. Il motivo era perchè gli allevatori dovevano ai proprietarii terrieri degli alpeggi un affitto proporzionale alla quantità di latte prodotto. Una volta partito il proprietario, l'allevatore finiva il lavoro, effettuando una seconda mungitura: ossia ri-tirava il latte (in francese, Il re-blochait). Con il latte risparmiato alla quota veniva prodotto il formaggio che prende il nome da questa usanza.
Dal 1958 questo formaggio gode del marchio AOC - Appelation d'origine controlée ora trasformato  in AOP - Appelation d'Origine Protégée europea.

La Tartiflette immagine da Wiki 
e questo il link


Da ricerche e da informazioni avute da un amica che vive nella Valle d'Aosta-Alta Savoia ho appreso che "tartiflette" nel dialetto savoiardo deriva da "tartiflâ" e significa "patata". Mentre il piatto "tartiflette" moderno è ispirato ad una esecuzione tradizionale chiamata sempre in dialetto savoiardo "pela". Trattasi di una padella a manico lungo ove appunto si preparava e cuoceva questa ricetta.

Ad ogni modo c'è un amica del mio blog che parla di questa preparazione e conferma quanto io ho trova con le ricerche. Mette anche la sua ricetta e la trovate qui Tiziana Colombo alias Nonna Paperina

Ora passiamo alla mia "tartiflette" il cui formaggio è stato sostituito dal taleggio e non avendo la padella adatta da forno o una cocotte in terracotta ho optato per una vaschetta alluminio da una porzione.

Ingredienti per 2 persone / 2 vaschette
500 g di patate
150 di pancetta tagliata a listarelle
200 ml di panna liquida
130 g di talegggio o Reblochon se lo trovate
sale - pepe
rosmarino facoltativo
1 cipolla media o 2/3 scalogni medi
burro q.b.
1 spicchio di aglio
olio evo q.b.





Procedimento

Sbucciare le patate e farle cuocere fino a quando saranno morbide alla prova rebbi della forchetta e fatele rafreddare,.
Tagliate a listarelle la pancetta e fatela rosolare in una padella senza aggiunta di grassi che diventi croccantema non troppo e mettete da parte e, nella stessa padella con l'aggiunta di un filo d'olio e un pò d'acqua fate appassire la cipolla o scalogno tagliato sottile, deve disfarsi ma non rosolare.
Tagliate le patate a pezzetti non troppo grandi e metteteli in una capiente ciotola dove aggiungerete la pancetta, la cipolla, la panna, sale e pepe e se vi piace il rosmarino e mescolate bene.

Ungete la teglia da forno che avrete scelto (non più grande di 14 cm meglio di 12) o la teglia di alluminio che ho usato, imburratela e distribuite la quantità nei due contenitori che poi metterete in forno.
Completate la superficie tagliando il taleggio (levando la crosta)  o reblochon (con la crosta) a fette e disponetele che copra tutto ed informate a 180° per 30 minuti. Con forno ventilato 10° di meno.

Se avete scelto le cocotte di terracotta monoporzione potete servire direttamente. Se invece avete usato il contenitore di alluminio vi consiglio di attendere una decina di minuti che la tartiflette si rassodi un pò altrimenti è difficile da impiattare a meno che non fate come me che ho servito direttamente le contenitore su un piatto: certo in famiglia si può fare :) :) 

Completate la superficie prima di servire con un pò di pepe macinato fresco se vi piace.

Buon appetito.


NOTA Affluente

Nel caso utilizziate la vaschetta di alluminio vi consiglio di foderarla con carta da forno in questo modo sarà più facile estrarre per essere impiattata lasciando la carta come se fosse un piatto al cartoccio.  Il formaggio sciogliendosi assieme alla panna rende il piatto molto molto morbido e quindi non facile da estrarre intero. Avendolo preparato per noi non ho avuto problemi a presentarlo cosi.

Questa "tartiflette" l'avevo già fatta tempo fa usando una cocotte di terracotta grande per cui sono stata obbligata a dividere per metterla in due piatti.... un delirio si è tutto mescolato :( :( ma era buona ugualmente.

Il formaggio Reblochon ha una crosta più dura del taleggio e quindi l'aspetto sarà diverso in quanto la crosta non si scioglie ma contiene il formaggio all'interno senza che trasbordi cosa non possibile con il taleggio perchè la poca crosta che possiede bisogna obligatoriamente levarla.


17/04/18

Funghi e polpettine di carne con i Galuska o Nokedli galuska - gnocchetti ungheresi

Sembra che da lunedi connessione si sia ripresa (non dipende da me) mentre invece PC funziona e speriamo che continui alla grande. Ho pensato di condividere un post un pò lungo per compensare la mia assenza anche se breve. Questa ricetta quasi di famiglia, scrivendola, mi sono imbattuta in ricordi e vecchie immagini che però sono attinenti e sperando di non aver fatto così una grande confusione. Grazie per la pazienza nel leggermi.
 

I "galuska o nokedli galuska" sono gnocchetti piccoli di farina, acqua e opzionale aggiungere l'uovo che vengono cotti in acqua e fanno da contorno al famoso "gulash" che in Ungheria si chiama "porkölt ". In un post del 2012 parlavo di questi gnochetti e del gulash alias "porkölt e se desiderat dare un occhiata questo è il LINK.
Sono conosciuti Germania come "Knöpfle" che però è una parola sveva, lingua che viene ancora oggi parlata in molte parti della Germania come in Ungheria, Russia e Romania. 
Questi gnochetti sono anche conosciuti come " spätzle " anche se questi pur essendo simili sono diversi.
Nella NOTA Affluente indicherò le differenze intanto passiamo alla ricetta.


 Ingredienti per 4 persone
per gli gnocchi

500 g di farina

acqua q.b. per creare la pastella

1 cucchiaio di olio meglio di semi
2 uova facoltativo
sale
1 cucchiaino da tè

per i funghi e polpettine


 300 g di carne macinata bovina
100 g di salsiccia per sgranare suino
300 g di funghi misti surgelati
200 g di funghi champignons 
2 bicchiere di vino rosso
1 cipollotto 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato - facoltativo
pane gratuggiato q.b.
farina q.b.
1 uovo
sale - pepe


Procedimento


- gli gnocchi

Usualmente io inizio con la farina che metto in un alto recipiente e poi aggiungo piano piano l'acqua, l'olio e  mescolando con un frustino in modo da  non creare grumi ed in questo modo non si rischia di dover aggiungere poi altra farina se l'impasto è troppo liquido. 

Prima di completare con il liquido necessario, se volete utilizzare, aggiungete le uova, l'olio ed il sale. Poi aggiungete l'acqua fino a quando otterete una pastella densa compatta ma non dura perchè l'impasto dovrete prenderllo con un cucchiaino da tè e quindi non deve scivolare ma restare ben compatto sullo stesso.
Fate riposare una decina di minuti magari utilizzate il tempo necessario per portare a bollore dell'acqua in una pentola bordi alti (però non quella della pasta) e larga.  Salatela leggermente e aggiungete una cucchiaio di olio in modo che i gnocchetti non si attacchino.





Come vedete dalla prima immagine, l'impasto sul mio cucchiaino era ancora troppo liquido e quindi ho aggiunto ancora della farina in modo che non colasse. 
Immergete il cucchiaino nell'acqua prendere una porzione di pastella ed immergeta con tutti il cucchiaio nell'acqua in questo modo lo stesso rimarrà quasi del tutto pulito e pronto per la successiva cucchiaiata.
Quando vengono a galla lasciate cuocere 3 minuti non di più e poi scolate.
I gnocchetti non avranno una forma tonda ma saranno diversissimi tra loro, piccoli e grandi.
Potete continuare a aggiungere i gnocchetti nell'acqua in quanto non affioriranno allo stesso tempo e ogni tanto vi interrompete per prendere quelli a galla dopo i circa 3 minuti: gli altri non si scuoceranno !!!
Io li metto in una capiente terrina con pochissimo olio in attesa di averli tutti pronti ed impiattare assieme ai funghi e polpettine preparati.


- funghi e polpettine
Preparate l'impasto per le polpettine impastando la carne, salsiccia, l'uovo, sale e un pò di farina.
Se vedete che l'impasto è quasi pronto per formare delle polpettine, aggiungete un pò di pane grattuggiato per renderle un pò più secche.
In una capienta padella dai bordi alti in un pò d'olio fate appassire il cipollotto, poi aggiungete prima i funghi surgelati, aggiungete il vino, due bicchieri di acqua tiepida e fate cuocere per 30 minuti a fuoco medio coperto.

 Vedete le polpettine non stanno friggendo sono adagiate sul letto di funghiio uso il wok

Nel frattempo avrete affettato dopo averli puliti aggiungete  i champignons e fate cuocere ancora 5/10 minuti che si riducano e rilascino la loro acqua. A questo punto formate tante piccole polpettine e mettetele in ordine sparso sui funghi che faranno da base, aggiungete il secondo bicchiere di vino. Coprite e lasciate andare per una decina di minuti coperto. Poi girate le polpettine delicatamente con una paletta o altro e cuocete ancora per 10 minuti a fuoco basso sempre coperto. Deve formarsi un bel sughetta tra l'acqua dei funghi e gli umori della carne. Testate per il sale, aggiungete un pò di pepe e verificate se il tutto ha raggiunto il punto di cottura - sapore desiderato e se vi piace una cucchiaiata di prezzemolo.
Impiattate con una bella porzione di funghi e polpettine e completate con i "galuska". Io li ho messi vicini però potete anche formare una corona con gli gnocchetti e in mezzo mettere i funghi e polpettine.
 




NOTA Affluente

gulash o gulyas -
non è come lo definiamo noi uno spezzatino di carne denso ma completamente diverso. Gli ingredienti carni miste, cipolla e paprika dolce per dare il colore rosso - non si usa il pomodoro, vengono aggiunte le patate ed è più liquido quasi una minestra. Questo è un paiolo foto dal web del 2012 e si sta cuocendo il gulash ungherese con le patate. Il paiolo lo usano nella pustza ungherese quando sono in siesta dietro alle mandrie.



Quello invece che per noi è il gulash in Ungheria si chiama  "porkölt" ed è uno spezzatino vero e proprio sempre con carni miste, cipolla e paprika dolce. Quella piccante se si desidera viene messa nel piatto prima di mangiare. Immagine dal web presa nel 2012 e si vede il gulash compatto.



- spätzle

sono i gnocchetti più conosciuti in assoluto e si trovano confezionati anche in Italia e oltre a quelli all'uovo, ci sono anche agli spinaci, alle carote, ecc. Sono di origine austriaca ma si trovano in Alto Adige. Fanno da accompagnamento a piatti saporiti ma si gustano anche da soli come un normale è piatto di gnocchi o pasta.

L'anno scorso avevo fatto un post con la ricett dei spätzle di spinaci fatti da me in campeggio e questo è il LINK 
Troverete anche i due attrezzi che servono per farli. Il più conosciuto, se andate a vedere, è l'immagine di destra mentre a sinistra c'è una specie di coperchio bucherellato con una specie di paletta che serve per pigiare sull'impasto molto morbido e farlo andare direttamente nell'acqua bollente. Quel piatto non si trova in Italia ma sono in Austria da quello che mi consta mentre l'altro si può trovare nei negozi di articoli casalinghi ma anche online.

Praticamente i galuska ed i spätzle si assomigliano moltissimo. Infatti nel web troverete che sia gli uni che gli altri viene usato lo stesso attrezzo. La differenza consiste nella forma a goccia e/o palline e questo dipende tutto dalla consistenza dell'impasto più o meno denso o liquido. Peronalmente preferisco i galuska fatti con il cucchiaino molto più veloci da fare e meno da "pulire" a parte dove faccio l'impasto ed il cucchiaio. Con un pò di pratica potete calcolare se usare un cucchiaino ancora più piccolo quello del caffè nel qual caso l'impasto dovrà essere più sodo affinchè non scivoli e magari riuscite anche a formare una pallina.

15/04/18

Intermezzo Domenicale !!! Ancora "PEPE" da altre provenienze (Seconda e ultima parte)

Siamo partiti dal "Piper nigrum" capostipite diciamo dei pepi più usati oltre a questo "pepe nero" abbamo il pepe bianco, il pepe verde ed il grigio miscellanea tra il bianco ed  il nero.
Curiosando ho scoperto l'esistenza di ancora altre bacche/piante definite "pepe" ma non solo e quindi condivido quanto ancora ho scoperto in merito a questa importantissima ed usata spezia.
Dalla pagina di Wiki ho scoperto che esistono anche altri "pepe" ed alcuni anche con una forma particolare che guarda caso, almeno uno di essi l'ho trovato intero nella grande distribuzione.
Iniziamo intanto con il


Cubebe o Piper cubeba è una pianta della famiglia delle Piperaceae coltivata per i suoi frutti che essicati vengono usati come spezie e dai quali si rivavano anche degli oli essenziali e le zone di Giava e Sumatra hanno la maggior produzione.

Soffermandomi un attimo sulle famiglia Piperaceae va da precisare che sono una grande famiglia di piante da fiori dei peperoni. Contiene circa 3600 specie e sono accettate per il momento 13 generi. La maggioranza di queste piperaceae si trovano in due generi definiti i principali quali il Pipe di 2000 specie e Peperomia di 1600 specie. 
Possono essere piccoli alberi, arbusti o erbe e la distribuzione di questo gruppo è definita pantropica. La specie più nota, e quindi ritorniamo a.... è il PIPER NIGRUM, produce la maggior parte dei grani di pepe usati appunto come spezie come il pepe nero. ecc. che ho menzionato nel post precedente e che rimetto QUI . Naturalmente altri cosidetti parenti sempre della famiglia includono moltre altre spezie. 

Ritornando al Piper Cubeba-Cubebe, va da dire che è una pianta rampicante che può raggiungere i 6 metri. Le sue foglie sono coriacee, ovali e verde scuro, fiori sono riuniti in infiorescenze ed il frutto chiamato drupa è simile a quelle del pepe nero ma a differenza anche essicato rimane attacato con il penduncolo al ramo/pianta stessa. Si presenta grinzoso quando essicato con un seme interno bianco e oleoso dalla quale appunto ne diravno i oli essenziali. E' simile come aspetto al pepe nero ed appunto per questo motivo iene anche confuso e definito anche pepe grigio che in realtà è l'insieme del pepe nero misto a quello bianco.
Se siete curiosi di sapere cosa esattamente significa "drupa" ed il pericarpo in particolare che si essica basta clic sulla parola.



Piper cubeba - cubebe sezionata


Il cespuglio-.arbusto - piper cubeba



 Il drupa - con le indicazione delle sue parti - il seme/frutto
come curiosità la pesca è una drupa




Il "pimento ( pimenta dioica -  ( (L.) Merr.  / L = Linneo botanico svedese e Merr. = Elmer Drew Merril botanico statunitense)  è un albero sempreverde delle Mirtacee ed è originario della Giamaica ed aree limitrofe. Si ricava una spezia nota appunto con il nome di pimento, pimienta che nelllo spagnolo moderno indica il pepe, ovvero il pepe della Giamaica o pepe garofanato.
Era anche nota con il nome portoghese di pimenteira.
Immagine ed info da  Wiki


Pimento pianta





Concludiamo la carrellata con il "pepe rosso" che è una pianta di tipo legno e perenne. Può arrivare a raggiungere i quattro metri di altezza, ha foglie di forma ovale ed allungata e possono essere lunghi dai 5 ai 10 cm e larghe tra i 3 ed i 6. Ha fiori molto piccoli ed il frutto contiene un solo seme di circa 5 mm.di diametro e, all'inizio si presenta verde e con la maturazione diventa rosso. Produce i frutti non prima dei suoi 4/5 anni di vita e me produrrà per altri 7 anni circa. I rami possono arrivare a produrre da 20 a 30 germogli mediamente.




Tutte le informazioni sul pepe rosso inlusa l'immagine le ho trovate sul sito Giadinaggio it dove troverete informazioni sulla coltivazione, le sue proprietà e la storia di questo pepe che risale già a più di ... 4000 anni fa.

Buona giornata.


NOTA Affluente (e considerazione personale)

Spero che questi due post sui "pepe e non pepe" vi possano interessare. Infatti troverete qui sotto il link al precedente senza contare quelli inseriti qui nello stesso all'inizio dei famosi "FALSI PEPE".

Mi rendo conto che il mondo della Cucina è molto vasto, non è improvvisazione ed è difficile sapere tutto di qualsiasi ingrediente  che verrà usato. Presumiamo che i chef oggi all'avanguardia abbiano appreso il massimo nel corso della pratica, scuola, ecc. da Maestri (tutto è impossibile ) ma, il loro lavoro per come viene presentata la cucina intesa come ricerca e novità implica e richiede una più o meno perfetta conoscenza degli alimenti trattati. L'alchimia dei sapori ed accostamenti vari non creerebbero quel qualcosa di nuovo o diverso che è il risultato di conoscere appunto la chimica degli stessi, che messi assieme e ben dosati daranno vita ad un nuovo "sapore" . Sarà la bravura dell'uomo "chef" ad averla creata ma si tratterà di "conoscenza" e non "improvvisazione".
A me piace la ricerca e, certamente, non mi sarà possibile ricordare tutto quello che in questi anni ho condiviso con voi ma, qualcosa rimane nei cassettini della nostra mente e, quando sentiremo una "parola" la lampadina di "archimede" si accenderà e ci farà ricordare quel qualcosa che ci servirà nel contesto del momento: discussione, cucina, informazione, ecc.

Queste immagini si riferiscono al "pepe lungo" ed al "pepe cubeba" di cui parlo più sopra e queste sono personali,  pepe da me acquistato.




Per chi avrebbe il piacere di leggere il post dei "PEPI" - Prima Parte questo è il

nel post troverete anche i link ai "FALSI PEPE"

10/04/18

Crema o vellutata di verdure, salsiccia, curcuma e zenzero.

Mi sono accorta che da un pò di tempo pubblico diverse ricette forse pechè mi è tornata la voglia di cucinare qualcosa di diverso per noi due anzichè accontentarci di qualcosa di pronto di qualche gastronomia o qualche surgelato da riscaldare. Una serie di problemini dovute alle due cadute accidentali per una personale distrazione con una ripresa non cosi veloce come a 30 anni,  hanno rallentato tutto anche muovermi sopra tutto le braccia e solo la perserveranza nonostante i dolori per il nuoto -  libero come quando mi allenavo per le gare - oggi posso dire di essere mooolto migliorata.
Un amico virtuale su IG dice che ......  " si cucina sempre per qualcuno altrimenti si prepara solo da mangiare " ed ha ragione. Preparare da mangiare per sopravvivere è una necessità, ma pasticciare in cucina per qualcuno,  quando ho un ospite amico e buongustaio ma anche per solo noi due, è un divertimento almeno per me.

Questa zuppa, crema o vellutata come la si vuole definire è un altra rivisitazione di una zuppa simile per la quale sono stati usati i broccoli. Era una ricetta tratta da una rivista (Vera Cucina o Eva Cucina) non ricordo io ritaglio la pagina, regalo la rivista, e non sempre sulla singola pagina è indicato il nome della stessa.  Ho voluto rifarla con altri ingredienti e direi che ne è venuta fuori una completamente diversa.
Anche questa volta ho usato alimenti già a mia disposizione che dovevano assolutamente essere usati e consumati.


Ingredienti per 2-3 persone

2 patate grandi
2 cipolle - - io cipolotti freschi di Tropea
1 cipolla rossa media
2 zucchine piccole
1 gambo di sedano
1 pezzetto di porro la parte bianca
1 peperone
30 g di zenzero fresco pelato o 1/2 cucchiai in polvere che è meno piccante del fresco
2 cucchiai di curcuma in polvere
1 salsiccia piccante non molto grande
500 ml di brodo - io con un dado senza glutammato di verdura
1 cucchiaino di acete balsamico facoltativo 
crostini di pane oppure fette di pane sciocco tostato
 olio - sale  - pepe 



(è la curcuma che da quel bel colore giallo)

Preparazione

Cuocete in una pentola le verdure mettendole a secondo del tempo di cottura. Ho iniziato con la patata, a seguire le zucchine, il peperone pulito solo le falde.  Quando cotti scolate le verdure ma conservate l'acqua di cottura. 
In una casseruola (alta) fate rosolate dopo aver tagliato fine il gambo di sedano, il porro e la cipolla rossa media aggiungendo un pò dell'acqua di cottura perchè il tutto non deve soffriggere ma diventare morbido, attenzione che non diventi troppo liquido e fate andare per una decina di minuti. 
Aggiungete poi le patate cotte, le zucchine, il peperone mescolate bene e poi aggiungete circa 500 ml di brodo usando l'acqua di cottura con una dado senza glutammato di verdura e fate cuocere per circa 20 minuti dopodichè frullate tutto con il frullatore di immersione. Aggiungete la curcuma in polvere e grattate lo zenzero, mescolate bene e fate andare ancora per 10 minuti in modo che si insaporisca il tutto e verificate la sapidità se da aggiungere sale ed una spruzzata di pepe.
Nel frattempo, tagliate finemente i due cipollotti ed a fettini sottili ed anche il salame. 
In una padella leggermente unta arrostite/friggete entrambi assieme ed aggiungete se vi piace l'aceto balsamico. Quando croccanti  spegnete.

Impiattate la zuppa calda deve essere densa ma non troppo, completate con la cipolla e le fettine di salame croccante, un filo di olio evo e servite.
Accompagnate a scelta con crostini di pane o fette di pane sciocco tostato.

Buona appetito.


NOTA Affluente

Secondo la mia esperienza culinaria le zuppe o creme sono veramente "un capo spalla" come si usa dire nell'abbligliamente, perchè anche con poche materie prime a disposizione, aromi, spezie o altro si può creare con velocità una zuppa calda o fredda a secondo della stagione risolvendo una cena quando all'improvviso arriva un ospite...di famiglia.
Penso che molti saranno d'accordo con me.
Anche le torte salate fredde o calde rientrano in questo settore perchè a casa abbiamo sempre qualcosa di verdure, formaggio, ecc. che sono avanzati o che aspettono un'ispirazione in frigo :)
Basta avere fantasia e gusto.

PS.
Ho di nuovo dei problemi di connessione ma anche di PC per cui mi perdonerete ma forse non riuscirò a postare come al solito durante la settimana ma farò il possibile per l'Intermezzo domenicale. Forse si risolverà presto ed al meglio ma intanto lo dico anche perchè non mi sarà, in questo caso, possibile raggiungere i vostri blog come d'uso. Grazie e buona prosecuzione di settimana.


08/04/18

Intermezzo domenicale !!! "PIPER NIGRUM - PEPE" ...e derivati (Prima parte)

Il pepe nigrum alias pepe - pepe nero è senz'altro la spezia più conosciuta ed usata nelle nostre cucine e non solo. E' uno dei ingredienti che tutti conoscono, alcuni lo usano con parsimonia mentre altri "impepano anche le cozze" ma, ci siamo mai chiesti da dove proviene e come viene trasformato nella forma e modo che noi ci vediamo arrivare in tavola???
Ebbene, la mia curiosità di sempre ha avuto il sopravvento e quindi devo a mio modo vederci chiaro e  condividere con chi magari si sarà posto la stessa domanda.
La curiosità è una conseguenza di aver condiviso tre post in merito al cosidetto "falso pepe" per quanto nonostante non lo fosse veniva utilizzato con il nome "pepe" ed ecco il link diretto ai tre post citati  QUI e parliamo di "Sichuan - Schinus molle alias pepe rosa - Pepe di Cayenna.

Quindi ho deciso di condividere quanto ho trovato in riferimento al vero "PEPE Nigrum -Nero " dalla quale poi per effetto di lavorazioni diverse avremmu due altri "pepi".



Piper Nigrum

E' una pianta della famiglia delle Piperacee, coltivata per i suoi frutti che vengono poi essicati per essere utilizzati come spezie.La pianta è originaria dell'India del sud dove è coltivata in modo estensivo come anche nei paesi tropicali.
Quando maturo si presenta come una bacca color rosso scuro con un diametro di circa 5 millimitri con un solo seme. Il pepe è una delle spezie più comuni nella cucina eurpea ed i derivati sono apprezzati  sin dall'antichità per il loro sapore sia per il loro impiego nella medicina ayurvedica (medicina tradizonale in India usata fin dall'antichità) . Il suo sapore piccante è dato dalla piperina.
Il pepe era già conosicuto in India nella preistoria e anche in Cina. Viene utilizzato anche in medicina e sembra sia stato trovato anche in una narice del corpo mummificato del faraone Ramesse II deceduto nel 1212 a.C.
Queste è altre curiosità veramente interessanti le trovate da Wiki a questo LINK  da dove ho tratto le Info qui condivise e le immagini sottostanti.

Dal Piper nigrum con processi di lavorazione diversi derivano i seguenti pepi.......

.... Pepe nero 
prodotto dal friutto acerbo della pianta che, sbollentati brevemente in acqua calda vengono poi essicati. La polpa che di conseguenza si rompe durante l'essicazione elocizzando l'annerimento dei grani di pepe. Vengono poi essicati al sole diventando "pepe nero" con la denominazione del luogo di produzione come India, Malabar, Malesia, Indonesia ed altri paesi.

.....Pepe bianco
è invece dato dal solo seme del frutto che si ottiene tenendo a bagno per circa una settimana il frutto del pepe. La polpa cosi si decompone e viene facilmente eliminata e, rimosso il mesocarpo il seme viene cosi essicato. Altri tipi di processi sono usati per rimuovere la polpa dal frutto inclusa la buccia essicata dal pepe nero.

.... Pepe verde
allo stesso modo del pepe nero viene prodotto dal frutto acerbo e nel procedimento di essicazione viene usato il diossido di zolfo per mantenere il colore verde del frutto. Il pepe verde usualmente viene conservato in salamoia oppure sotto aceto e viene utilizzato moltissimo nella cucina est asiatico come la Thailandia ma anche utilizzato lo stesso pepe acerbo appena raccolto dalla pianta.
.... Pepe grigio
l'insieme del pepe nero ed il pepe bianco macinati finemente 



Piper nigrum da una stampa del 1832


Un albero di pepe molto noto, al monastero etiope di Gerusalemme


Mi fermo qui e vi invito a curiosare alla pagina indicata perchè è molto interessante. D'altra parte anche il "pepe" spezia per eccellenza usata sempre fa parte della cucina quotidiana e conoscere le qualità, provenienze e lavorazione permetterà di scegliere quella più consona - diciamo così - alla pietanza che stiamo elaborando ed al sapore sia di palato che di connubbio con la pietanza stessa.


Vi auguro una bella giornata.


NOTA Affluente
Esistono ancora altri tipi di "Pepe" come il "pepe lungo", il pepe cubebe o pepe di Giava, il pepe rosso che mi riprometto di cercare le informazioni da condividere con voi in un prossimo post.
Purtroppo non tutte le qualità di pepe o falsi pepe sono facilmente reperibili. Dipende dalla città, regione e richiesta di mercato e, esistono anche i cosidetti negozi come li chiamo io di nicchia che possono anche essere definiti etnici.
Forse online, li si trova tutto.

Il pepe verde usualmente si trova sempre in vasetti in salamoia, io lo trovo delizioso non troppo aggressivo un valido componente per un filetto ovvero il classico al "pepe verde". L'aroma ed il sapore che rilascia sono superbi, un piatto da fare e rifare. Io lo uso anche aggiunto su una bistecca ai ferri ovviamente non sul fuoco ma in piatto: leggermente tritati per avere evitare di masticare i grani. Provare per credere.

06/04/18

Crema di patate e vongole al curry (in origine cozze)

Nel mio post di auguri di Buona Pasqua avevo indicato il menu per la mia "cena di Pasqua" per me e marito..zzo. Lui avrebbe preparato le sue uova sode ripiene che ormai è uno specialista e le trovate QUI è un vecchio post del 2012 e mi spiace, l'immagine che avevo messo e non ricordo quale non si vede ma la ricetta è presente. Ovviamente la maionese l'acquisto quella leggera perchè farla in casa sarebbe troppo pesante proprio per la quantità d'olio che serve e poi ... diciamocelo ...non ne avevo voglia !! :( :(
Invece io fatto il piatto che avevo programmato solo che perchè non ho trovato le cozze - sembra che tutti per Pasqua ne abbiano fatto man bassa - ho optato per le vongole veraci. Inutile dire, spazzolato tutto accompagnato da bollicine fredde... bisognava pure festeggiare.
Ho promesso a varie amiche che avrei messo la ricetta.


Ingredienti per 2 persone (x 4 radoppiare il tutto)

1 kg di vongole veraci  *)
400 g di patate
2 scalogni medi **)
1 cucchiaio pieno di curry classico
1 cucchiaino di curry Indiano ***)
brodo vegetale q.b.
1 rametto di timo fresco facoltativo
2-3 steli erba cipollina
1 bicchiere di vino bianco secco
olio evo
sale e pepe



Procedimento
Per prima cosa pelate le patate e tagliate a quadrucci lasciando immerse nell'acqua fredda. Tagliate a pezzetti lo scalogno. In una casseruola con un pò d'olio fate appassire lo scalogno e poi aggiungerete le patate scolate rosolando il tutto per 5 minuti a fuoco medio affinchè si rosolino un pò e poi aggiungere a filo quanto basta a coprire di brodo vegetale ed i due tipi di curry.

Io ho usato una dado senza glutammato gelatinoso in 400 ml di acqua calda pronto per utilizzare.

Salate e pepate ed a pentola coperta cuocete per 35-40 minuti. 

Nel frattempo lavate le vongole ed al caso lasciate una decina di minuti sotto l'acqua corrente °°) poi in una capiente padella - io uso il wok - un pò d'olio, il vino, pepe cuocete a fuoco medio i molluschi fino a quando tutti saranno aperti. Magari man mano che si aprono toglieteli in modo che non cuocino ulteriormente. 

Verificate la cottura delle patate e frullatele con il frullino ad immersione creando una crema densa che allungherete con un pò dell'acqua delle vongole debitamente filtrata.
Aggiungete le vongole con il guscio, verificate la sapidità della crema al caso aggiunstate un pò di sale e pepe e se vi sembra troppo denso potete aggiungere ancora un pò dell'acqua delle vongole.
La crema deve essere giustamente densa perchè dovrà essere gustata tramite il guscio della vongola stessa a modo di "scarpetta".
Impiattate e completate se l'avete con le foglioline di timo ed i fili di erba cipollina tagliuzzati.
Io non li ho usati perchè a marito....zzo non piace. 
Nulla vieta poi ad usare il tipo di pane a vostra scelta.






Buon appetito.

NOTA Affluente

*)
Ho acquistato le vongole veraci fresca ma sottovuoto che vengono dal Pacifico. Le ho già provate e le trovo veramente buone. Non le congelate mi raccomando.
Erano previste le cozze con la stessa quantità  che avrei preso visto che di allevamento le pescherie ne erano sprovviste le collaudate "Cozze sottovuoto fresche" questa volta dell'Atlantico molto buone e gustose. NON  mi riferisco alle congelate.
Nel caso che le preferiate potete mettere 1 kg di cozze oppure metà cozze e metà vongole a vostro gradimento. 

**)
Ho utilizzato lo scalogno perchè mi piace di più come sapore ma potete benissimo utilizzare 2 porri medi utilizzando solo la parte bianca e quella più tenera verde. In origine la ricetta prevedeva il porro.

***)
Il curry, miscela di spezie, si trovano pronti di marche diverse e quindi le spezie sono proporzionate diversamente. Esiste il curry di madras, quelle indicato come generico indiano, ecc. che sono molto più piccanti di quello diciamo classico. 
Per chi sa usare le spezie può creare il curry personale.
Il colore che vedete e proprio dato dal curry stesso.
Io ho aggiunto quello indiano per dare un pò di più piccante alla crema.

°°)
Se usate le vongole o cozze sottovuoto queste sono già pulite delle loro impurit, dovrete solo verificare se qualche cossa ha ancora la sua barbetta e toglierla tirando la stessa verso la parte tondeggiante. Se invece usate questi freschi acquistati in pescheria dovrete pulire le cozze delle loro incrostazioni e lasciare le vongole sotto l'acqua corrente almeno per un ora per eliminare le evntuali impurittà come sabbia ecc.

Vi assicuro che a noi non è servito il pane, la crema aveva la giusta densità per essere gustata assieme al mullusco nel suo guscio che ha fatto da ... scarpetta... 
I molluschi come cozze e vongole in particolare possono essere gustati tantissimi modi diversi con altri accostamenti e se vi fa piacere cliccate su questo LINK  dove troverete una carrellata di piatti il cui ingrediente sono questi molluschi e non solo.

03/04/18

Facciamo chiarezza per le varie sigle che troviamo a protezione su moltissimi prodotti d'uso quotidiano

L'Unione Europea ha promosso, con l'avvento appunto dell'unione di moltissimi stati, che gli alimenti nei vari campi di produzione quali agricoltura, viticultura, ecc. siano protetti da "Marchi" ben precisi che tutelino le caratteristiche qualitative e non solo di quanto prodotto nei paesi della comunità stessa. In questo caso parliamo dell'Italia facciamo un piccolo riesame dei marchi che tutelano i prodotti del nostro territorio.
Certamente chi opera nel settore gastronomico sia come venditore, produttore e consumatore oltre a coloro che si occupano direttamente della cucina (cuochi alias chef, ecc.), sanno i primi come tutelare le loro produzione ed il consumatore a sceglieri i prodotti garantiti dal "marchio" acquisito in base al disciplinare di produzione su cui veglia l'organismo di controllo preposto.
Parliamo naturalmente delle "Sigle" a garanzia del consumatore che come detto sono produzioni italiane ma anche di specifiche regioni come la viticultura, il caseario, prodotti ottenuti da materie prime o di tradizione regionale, ecc.
Tre di quste sigle sono quelle più note e pubblicizzate perchè accorpano una grande vastita di prodotti mentre le restanti due meno restrittive per il rilascio del riconoscimento, sono le meno conosciute.
Personalmente anch'io conoscevo le tre principali ma, ho voluto verificare esattamente cosa i produttori devono fare e quali sono le regola per ottenere questi riconoscimenti ed allo stesso tempo sapere qualcosa di più delle restanti due sigle tutelatrici.
Diamo quindi inizio alla lista iniziando da quelle più conosciute e quasi all'ordine del giorno:


DOP - Denominazione di Origine Protetta


La denominazione di origine protetta, acronimo DOP, è un marchio di tutela giuridica che viene attribuito dall'Unione europea agli alimenti che per caratteristiche qualitative dipendono essnzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti.
L'ambiente geografico comprende le caratteristiche ambientali, fattori umani quali tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire  che, combinati insieme, si ottiene un prodotto inimitabile al di fuori della determinata zona produttiva. Inoltre per un DOP le fasi produttive, trasformazione, elaborazione ecc. devono avvenire ed attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare che regola la produzione e che sarà garantita da un specifico organismo di controllo.



IGP -  Indicazione Geografica Protetta



L'indicazione geografica protetta, acronimo IGP, indica un marchio di origine attribuito dall'Unione Europea a agricoli e alimentari i quali come qualità, la reputazione o altra caratteristica dipende dall'origine geografic per cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avvengono in una determinata aerea geografica.
Si differenzia rispetto alla più prestigiosa DOP per la permissività sulla sola provenienza delle materie prima che possono essere sia di origine nazionale come comunitaria ma talvolta anche extra comunitaria. Per ottenere IGP almeno in fase processo produttivo deve avvenire in una determinata area ed attenersi alle regole produttive e stabilite dal disciplinare di produzione garantito dall'organismo d conttollo. 




STG - Specialità Tradizionale Garantita



Il termine specialità tradizionale garantita, acronimo STG, è un marchio di origine introdotto dalla Unione europea a tutela di produzioni caratterizzate da composizioni o metodi di produzione tradizionali.
Questa certificazione, in base al regolamento CE n.509/2006 (che sostituisce il precedente n. 2081/92), diversamente da altri marchi, come la denominazione di origine protetta (DOP) e l'indicazione geografica protetta (IGP), questa è per prodotti agricoli e alimentari con una "specificità" legata ad un metodo di produzione o composizione legata alla tradizione di una zona, ma non prodotti necessariamente solo in tale zona.
Anche questa preparazione è regolata dal preciso disciplinare di produzione e dall'organismo preposto al controllo.
Credits info e immagine WIKI



A differenza dei tre marchi suindicati che indicano alimenti vari, i restanti si riferiscono esclusivamente alla viticultura ossia al prodotto finito "il vino".
Non hanno marchi ben definiti ma sul prodotto viene indicata la sola sigla e di consegueznza dovremmo quindi sapere quali sono le tutele e cosa stiamo consumando. Il principale ed il più conosciuto è "Denominazione di Origine Controllata - DOC".

I due rimanenti, poco conosciuti si riferiscono sempre al vino ed indica ad un "Vino varietale" con l'indicazione non sempre presente della parola "millesimo". L'altro si riferisce al  "Vino generico" senza alcuna indicazione di provenienza o simili.
Il "millesimo" che viene indicato sulla bottiglia di "Vino varietale" indica che il contenuto è stato prodotto da uva di un unica annata e da un unico vitigno di raccolta. Infatti, forse avrete notato, che ci sono in vendita bottiglie di vino mosso alias frizzante con l'indicazione "Millesimato". Si trovato anche bottiglie "Millesimato" di vino fermo (non frizzante).
Il "Millesimato" rispetto alle altre bottiglie di "Vino varietale" ha un prezzo più alto perchè la produzione stessa è limitata non essendo mista con uve provenienti da altri vitugni/produzioni.
Ecco le rimanenti sigle per i vini:





DOC - Denominazione di Origine Controllata


Denominazione di Origine Controllata, acronimo DOC  non ha alcun marchio preciso perchè non lo è in realtà. Questo è dovuto alla grossa varietà di prodotti con una denominazione utilizzata in enologia quale certificazione di origine e delimitata nella raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sulla quale viene apposto il marchio.
Marchio che è il simbolo che identifica il prodotto ma, visto le varie produzioni diversi saranno i marchi che la identificano. Usato però per designare un prodotto di qualità con le caratteristiche dell'ambiente natura in cui sarà prodotti, ai fattori umani ma che rispettano il disciplinare di produzione approvato dcon decreto ministeriale.
In questo caso parliamo di viticoltura - vini.
Credits delle info WIKI






DOCG - Denominazione di Origine Controllata e Garantita



Anche la  Denominazione di Origine Controllata e Garantita, acrononimo di DOCG, è un marchio italiano che indica al consumatore, ancora una volta,  l'origine geografica di un vino. 
Questo DOCG viene obbligatoriamente richiesto e sta ad indicare in etichetta il nome geografico di una zona viticola come ad esempio il Barolo che è in comune in provincia di Cuneo....o anche nella conbinazione dle nome storico relativo ad un prodotto e relativa zona di produzione come ad esempio Vino Nobile di Montepulciano noto prodotto storicamente prodotto a Montepulciano in provincia di Siena.
Credits delle info WIKI






IGT - Indicazione Geografica Tipica


Questa Indicazione Geografica Tipica, acronimo IGT  è la terza delle cinque classificazioni dei vini  recepite in Italia. Indica vini prodotti in aree generalmente ampie ma sempre secondo dei requisiti specifici. I requisiti per un vino IGT viene dato a produzioni della  rispettiva indicazione geografica  le cui uve provengono almeno per 85% esclusivamente da tale zona geografica indicante anche le caratteristiche organolettiche. Sono meno restrittivi del DOC (vedi sopra) e IGT è però importante in quanto rappresenta il primo gradino dellapiram,ide che separa il vino senza indicazione ma solo con la dicitura "da tavola" da quello con un indicazione precisa.



A me è stato utili approfondire e spero che anche voi lo troviate interessante. Chi si occupa di gastronomia casalinga, ristorazione, ecc. da tempo so di preciso che tutte queste "Sigle/Marchi" sono a loro conoscenza ma, perchi come la sottoscritta non ha una mansione di ristorazione - a parte i marchi più conosciuti, per gli altri avevo una conoscenza limitata.
Soprattutto per i vini per sapere come accompagnare ogni piatto è importante sapere da dove proviene per indirizzare il consumatore diretto ad un prodotto organolettico perfetto come accompagnamento di quanto si accinge a gustare.

Vi auguro buona giornata.


NOTA Affluente

Ho pensato di condivere un post preparato da tempo che però non parla di "ricette". Non so voi ma ho pensato che dopo una settimana di preparazione per pranzi "luculliani" , almeno per me per quanto poco abbia mangiato, che solo l'idea di cucinare e mangiare o leggere ricette - scusate - mi farebbe  andar fuori testa. Non sono abituata al quel qualcosa di più che in queste occasioni mi fa deviare dal devo e non devo... Anche un dolcetto ho mangiato  :D :D   ma ora si rientra nei ranghi.

Il termine pranzo "luculliano" è un termine abbastanza usato per indicare un pranzo tipo "grande abbuffata". Questo  LINK vi porta al mio post con tutte le curiosità, derivazioni di questo termine, ecc. che si riferisce ad un personaggio realmente  esistito.

Un altro termine per indicare un pranzo con una nutrita quantità di piatti di ogni tipo è  "pantagruelico" e si riferisce anche ad un personaggio ma questa volta di fantasia dello scrittore francese François Rabelais  che scrisse Pantagruel e Gargantua  pubblicando ben 5 libri a partire dal 1532.

Pantagruel gigante dall'immane appetito che con la sua lunga lingua riesce a coprire come un ombrello un intero battaglione. Il narratore nel libro - Alcofribas - approffitta di questo momento per entrare nella bocca di Pantagruel stesso dove trova campi e boschi curati dalle popolazioni che vi vivono.
Potete immaginare la grandezza di questo gigante e da qui nasce il modo di dire riferendosi a pranzi o banchetti fatti in grande ed in allegra compagnia come "pantagruelici".




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