Castello di Miramare a Trieste

Castello di Miramare a Trieste
Uno scatto bellissimo del Castello delll'amica Raffaela in visita a Trieste

31/03/18

P A S Q U A 2018 VS 1° Aprile



A TUTTI GLI AMICI E FAMIGLIA OVUNQUE VOI SIATE 


 


Siamo già a Pasqua e quest'anno cadendo tra il 22 marzo - 2 aprile è considerata "bassa" ma allo stesso tempo è anche il 1° Aprile giornata degli scherzi. Questa volta soprassiedo al 1 Aprile ma se volete leggere qualcosa di inerente lo trovate QUI.

Ho pensato di farvi gli auguri oggi sabato perchè domani sarete tutte oberate in cucina e quindi poco tempo per leggere o passare nei blog: state certe che vi penserò !! :) :)

Della Pasqua negli anni passati, ricordo che da bambina ma anche da signorina si aspettava la Pasqua per avere in regalo o acquistare qualche capo nuovo con i propri soldini come un vestitino, una camicetta, delle scarpette perchè il tempo era mite. Ora non riusciamo a staccarci dai nostri caldi piumini con il ritorno del freddo e le stagioni ormai non sono più quelle che noi aspettiamo.
Della Pasqua in questi anni ho scritto tantissimo come storia religiosa e non, particolarità, ecc. e sinceramente non me la sento di riproporre cose che in fondo sanno tutti.
Faccio un piccolo copia/incolla di un passaggio che mi è rimasto particolarmente impresso e che avevo trovato su Wiki

**
La Pasqua cristiana è in stretta relazione con quella ebraica, chiamata Pesach e celebra essenzialmente la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè. La parola ebraica Pesach significa passare oltre, tralasciare, e deriva dal racconto della Decima Piaga, in cui l'Angelo sterminatore, o angelo della Morte, vide il sangue dell'agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e "passò oltre", uccidendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio primogenito del faraone. La Pasqua con il Cristianesimo ha perduto il suo significato originario, venendo a connotare un "passaggio", ovvero:

passaggio da morte a vita per Gesù Cristo;
passaggio a vita nuova per i cristiani (in particolare per quelli che, nella Veglia Pasquale, ricevono il battesimo).

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione, dalla schiavitù d'Egitto. 

**

Voi indaffarate ma io ... non ho molto da fare perchè come si dice "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi" quindi figlia e  genero festeggiano con amici e nipote maggiorenne con la ragazza... la nuova :D :D


Marito...zzo farà le sue uova sode ripiene, molto buone e ci tiene a farle mentre io ho pensato a qualcosa di particolare come la crema di patate al curry e cozze. Se riesce bene metterò la ricetta.
Per noi sarà la "Cena di Pasqua" (come facciamo la Cena di Natale) non siamo abituati a mangiare a pranzo per quanto poco sia. Al massimo un frutto o yougurt o un insalata e mangiamo di più mi viene sonnolenza e.....questo da sempre.

Non mi resta altro che salutarvi, passate bene ed arrivederci a presto e chiudo con due immagini divertenti dal web.





Pasqua Vs 1° Aprile




NOTA Affluente
Questa volta la nota riguarda la bellissima immagine d'apertura con i colori del mio blog ed è un regalo della mia cara amica  IOLE.
Nasce però come un un widget da inserire con codice html come al solito ed è a disposizione di tutti  -  con colori a vostra scelta e se vi piace lo trovate  QUI.
Iole,  una cara sempre ragazza per me vintage, moglie e mamma di due splendide bambine,  sempre disponibile ad aiutare tutti con tantissime cose carine per abbellire i nostri blog a disposizione di tutti e, non da poco,  facili da utilizzare.
 
Tanti auguri carissima amica anche per 10 anni del tuo blog fatti il 13 marzo che per ragioni informatiche non mi è stato possibile scrivere di te nella giornata giusta. 





29/03/18

"Bavarese alle uova e gamberetti o mazzancolle"

Questa è un piatto che avevo fatto quasi tre anni fa in occasione del compleanno di mio nipote e devo dire, anche se è stata la prima e l'unica, ricordo che è piaciuta molto. Cambiando l'immagine su FB della mia pagina e cercando un piatto che abbia del ...pasqualino... ho trovato questa che sinceramente non ricordavo per niente.
Ho pensato, cosa assurda, di prendere nota per me e di rifarla ed allo stesso tempo di ri-condividerla con voi,  forse potrete trarre qualche idea ed  anche se ho messo il link su FB, non tutti gli amici sono presenti sul social.


Ingredienti per 8 persone
8 uova ( io ne ho usate 10 ma erano medie)
250 ml di panna fresca
160 g di gamberetti sgusciati e lessati oppure 
piccole mazzancolle precotte
1 cucchiaio abbondante dei seguenti aromi tritati : erba cipollina, basilico e timo 
(se il timo è secco in polvere usate un cucchiaino)
60 g di maionese
2 cucchiai di senape
2 bicchierini di brandy
4 fogli di gelatina circa 8-10 g
 sale - pepe
1 stampo a cerniera da 18 cm


Procedimento
Per prima cosa cuocere le uova, non fredde da frigo, cuocetele per 8 minuti e poi fatele raffreddare.


  • Consiglio : incrinate i gusci delle uova e mettetele sotto l'acqua corrente. Questa si infiltrerà all'interno favorendo poi quando le dovrete sgusciare. Provare per credere
Nel frattempo che le uova cuociono, insaporite i gamberetti o le mazzancolle aromatizzandole con il  trito degli aromi ed una abbondante spruzzata di brandy - una  parte dei due bicchierini previsti e lasciate marinare per una 20 di minuti al fresco.
Fate ammorbidere la gelatina in acqua tiepida e non appena morbida strizzatela bene e fatela sciogliere in un tegamino con il brandy rimasto. Lasciate intiepidire ma non troppo altrimenti la dovrete risciogliere.

Montate la panna ed aggiungete prima la maionese e poi la senape e completate con la gelatina sciolta. Unite poi i gamberetti o mazzancolle e 5 delle uova sode tagliuzzate ed un pò pressate con la punta della forchetta.


Mescolate delicatamente e traferite il composto nello stampo a CERNIERA . Se non avete quello del diametro indicato potete usare anche uno più grande ma la bavarese sarà più bassa ma non per quello meno buona.

  • Consiglio: per evitare di mettere della carta forno affinchè sia più facile sformarlo, potete usare il prodotto che si chiama  "Staccante a spruzzo" serve per torte dolci e salate e quant'altro per evitare che si attacchi. E' inodore, insapore, di origine vegetale e basta poco e vi assicuro che è una bomba
Trasferite lo stampo in frigo e lasciatelo anche per diverse ore prima di consumarlo non diventerà mai troppo solido per la presenza del brandy.
Sformate poi delicatamente la bavarese aprendo la cerniera su un piatto e decoratela con le restandi uova a fettine.
  



Come sempre le foto non sono mai il mio forte e questa è stata fatta 3 anni fa ancora con la vecchia Canon ...ora con lo smartphone sarebbe più bella....   pazienza l'importante è che sia chiara.
Vi assicuro che il risultato di bontà, piacevolezza nel gustarla è stato contro ogni aspettativo veramente favolosa. Può essere come antipasto oppure anche come un buffet freddo magari presentata in piccoli contenitori di vetro o altro monoporzione e tutti rigorosamente messi nel frigo.
Non richiede pane (non almeno per me) e mangiabile sia al cucchiaio che a forchetta per la presenza dei gamberetti e delle uova a pezzetti.
Spero possa piacere io la rifarò sicuramente.
Buona giornata.
NOTA Affluente
- fate attenzione quando mettete a raffreddare le uova che non vi succeda come a me che marito..zzo pensando siano crude e dimenticate le ha messo in frigo. Non vi dico la difficoltà per togliere il guscio ... l'uovo sembrava mozzicato come spero si veda da questa foto di allora

- potete sostituire i crostacei con altri pesci oppure con verdure ma l'unica cosa che vi raccomando e che tutto rimanga a piccolissimi pezzetti ma che si possano masticare altrimenti diventerebbe come un qualcosa da spalmare mentre cosi forchetta o cucchiaio fanno il loro dovere
- io ho scelto le mazzancolle piccole precotte perchè i gamberetti da noi piccoli li vendono in salamoia  e quelli surgelati sono troppo piccoli bisognerebbe radoppiare il quantitativo. Le mazzancolle erano perfette e anche se non trovate piccole possono sempre essere sminuzzate

27/03/18

Involtini di prosciutto crudo con radicchio rosso e formaggio al forno

Ho fatto in occasione del solito amico parecchie cenette e sto vagliando sopra tutto le foto.... ma intanto vi passo una ricettina che era già pronta. E' una classica invernle per l'uso del forno ma secondo me si può mangiare anche in estate magari preparati sulla griglie: il radicchio si trova sempre. La ricetta è nata da un surplus quantitativo di verdura che necessitava essere usata quanto prima. Infatti, avevo acquistato tanti cespi di radicchio rosso semilungo per fare un risotto e me ne sono avanzati parecchi - tendo sempre acquistare troppo per paura che poi non mi manchi e... non penso alla resa  :D :D
Avevo delle belle fette di prosciutto crudo e del formaggio semiduro ed ho pensato di fare degli involtini al forno.
Devo dire che sono venuti buonissimo ed accompagnati con una bella insalata mista fresca per una cena leggera vanno molto bene.

Ingredienti per 2 persone

2 cespi di radiocchio rosso semilungo
1 tomino o altro formaggio semiduro circa 100 g 
(che si sciolga senza colare)
100 g di prosciutto crudo abbastanza sottile 
6-8 fette di pane cassetta senza crosta oppure altro pane da tostare
olio - pepe
 
...al mio piatto avanzando formaggio ... un bruschetta in più


Procedimento

Lavate delicatamente il radicchio senza aprirlo troppo e scolatelo ben bene dall'acqua. 
Tagliatelo a spicchi non troppo piccoli. In una capiente padella leggermente unta d'olio ponete il radicchio e lasciatelo cuocere per una decina di minuti deve diventare morbido nelle costole bianche ed un pò croccante nelle punte.
Preparate separandole le fette di prosciutto crudo e tagliate sottile il tomino o altro formaggio a vostra scelta. Preparate anche un vassoio da forno o sulla leccarda che avrete coperto con la carta da forno leggermente unta d'olio per porre gli involtini man mano che saranno pronti.
Aprite delicatamente le foglie di radicchio inserite i pezzettini di formaggio e avvolgete il tutto nella fetta di prosciutto crudo  che porrete sulla leccarda o vassoio con la chiusura posta in basso e continuate fino ad aver completato tutti gli involtini. Io ne ho fatti 8 tra piccoli e più grandi in quanto i due cespi non avevano la stessa lunghezza.
A 180° poneteli in forno per circa 20 minuti comunque controllate la doratura. Se avete il forno statico calcolate 10° in più.

Ho diviso a metà le fette di pane cassetta e le ho leggermente tostate in modo che diventino croccanti ma ancora morbide e non secche.
Ho adagiato sul fondo del piatto il pane e posto su ciascuna un involtino.


 Piatto di maritone con oltre al pane sotto l'involtino anche lui due bruschette in più


Come detto, una bella insalata mista a completato la nostra cena.
Un bicchiere di birra rigorosamente analcoolica :D :D  per entrambi ma bella fredda (anche in inverno)

Buon appetito.

NOTA Affluente

  • Potete usare anche il prosciutto cotto oppure lo speck basta che quest'ultimo sia tagliato sottile essendo più duretto del prosciutto crudo.
  • Potete usare oltre il tomino o altri formaggi semiduri anche il gorgonzola ma quello più erborinato che è più compatto. Anche l'emmentaler o il gruyere sono adatti alla preparazione.   
  • Si possono fare anche alla griglia e vengono ancora più buoni.
  • Potete utilizzare anche verdure diverse come il pan di zucchero, la scarola, ecc.purchè a foglie lunghe ma anche l'indivia belga.

26/03/18

Premio FRIENDSHIP BLOGGER AWARD

L'amica Stefania del blog Capricci della Ste  ha ricevuto un premio da una sua amica Sinforosa ed ha voluto donarmelo perchè sono stata la prima follower del suo nuovo blog secondo la prima domanda delle regole per girare il premio. Io la ringrazio di cuore e questo è l'award...


Da come potrete osservare, l'avatar rappresenta un circolo di bambini ed ho appurato che è stato fatto proprio dai suoi bambini in quanto Sinforosa,  la creatrice di questo award è una maestra (dal blog Capricci della Ste trovate il link per Sinforosa).

Mi dispiace di non poter aderire alle regole ma io preferisco donarlo e girarlo di tutti gli amici che hanno la piena libertà di prenderlo.

E' doveroso però che io lasci traccia di come il premio avrebbe dovuto essere girato e cioè a 6 blog, uno per categoria con queste motivazioni:

-  Al vostro primo follower, ve lo ricordate?
-  Ad un blogger conosciuto da poco
-  Ad  un blogger veterano
-  Ad un blogger che ammirate, specificando il perché
-  Ad un blogger a cui volete dire grazie, specificando il perché
-  Ad un blogger che ritenete "super" e perchè


nel caso che chi lo volesse prendere possa decidere se passarlo a tutti o indicando i blog che corrispondano a queste 6 domande tra i loro follower.

 Vi auguro una buona giornata.


NOTA Affluente

Penso che molti si chiederanno che se cambio le regole perchè accetto: bella domanda!!!
Io credo che non accettare sia uno sgarbo verso una persona che ti ha pensata e deciso che sei meritevole di ricevere il premio. Guardare prima di accettare le regole che comportano l'accettazione mi sembra molto poco educato come dire se mi conviene si, altrimenti NO.
Ritengo ad ogni modo che si possa anche ovviare e non sono l'unica a decidere in questo modo.
Per me tutti gli amici che mi seguono, mi stanno seguendo e mi seguiranno meritano il premio senza esclusione perchè sono tutti super, veterani, ammirati da me alla quale è doveroso dire GRAZIE.









25/03/18

Internezzo Domenicale !!! ... Come affumicare a casa : parliamo del salmone e passiamo alle regole per una buona affumicatura per tutti gli alimenti che trovate al Punto "3".


Immagine da  QUI

Ultimamente ho sentito parlare molto sull'affumicazione casalinga di un numero impressionante di alimenti e dei vari sistemi, ingredienti, ecc. per poter affumicare nel modo giusto quello che poi diventerà uno o più ingredienti della nostra ricetta.
Qusto post l'avevo condiviso 3 anni fà in occasione del mio millesimo post pubblicato per me un avvenimento. Passato i mille ormai non ci si stupisce più e si guarda avanti magari per un prossimo "mille" se la mano e la testa tiene. :) :) considerando che ho impiegato quasi 6 anni e se ne devo fare altrettanti arrivo a quota "80" e mi chiedo....come sarai con la testa.... :D :D :D 

Proprio in considerazione che l'affumicatura è attuale ho pensato di riscrivere parzialmente il post ma lasciando le immagini ed i video indicati quella volta perchè li ritengo ancora attuali e validi.
L'affunicatura casalinga l'ho fatta una sola volta con un pezzo di carne di maiale che mi serviva affumicato almeno come sapore, riuscito discretamente come sapore ma, la padella era bruciataaaa meno male che comunque era da buttare :D
Ho utilizzato per questa prima e ancora unica volta quanto spiegato nel video di Simone Rugiati riuscita si perfetta dal punto di vista dell'esecuzione, sapore e cottura salvo padella bruciata :) :) perchè per la carne si deve calcolare un tempo superiore di quello per pesce: qui stà la mia fregatura :D :D 
Non ho ripetuto l'esperimento perchè marito...zzo non sopporta ne l'odore ne il sapore dell'affumicato salvo il salmone che acquisto per Natale e che si mangia con le fettine tostate della baguette spalmato con il ... mascarpone... più delicato e meno grasso al sapore del burro: provare per credere !!!
Avevo trovato l'immagine della padella che vi ripropongo che avevo trovato su Pratmarmilano un sito che vende questa della Zwilling...e che il link  della  Zwilling stessa lo trovate QUI .
Ora si trovano anche online, forse della stessa ditta ma meno costose perchè per me è a costo troppo alto.


Padella per affumicare  Zwilling J.A. Henkels comprende la piastra per contenere la segatura, la griglia e il coperchio

padella per affumicate Zwilling J.A.Henkels
comprende la piastra per contenere la segatura,
la griglia ed il coperchio

Vi rimetto quindi due articoli che ritengo sempre validi come 3 anni ed uno nuovissimo che completa alla grande tutte quello che c'è da sapere: 

1)
Le indicazione dello chef Ciccio Sultano che parla dell'affumicatura che avviene nel forno di casa dopo previa preparazione, l'utilizzo di una pentola dai bordi alti e  dal fondo munita di un cestello sul tipo usato per la cottura a vapore che prevede l'utilizzo dei trucioli alimentari già pronti ed aromatizzati. Le indicazioni dello chef sono molto chiare e questa è la sua pagina   Agrodolce.... dove leggerete tutte le istruzioni che vi servono.

2)
Questo video è di una semplicità unica e si riferisce proprio all'affumicazione del salmone. Un affumicatura casalinga sulla quale avevo basato la mia con la carne...perchè secondo me era molto semplice come principiante e finalizzato poi in forno anzichè sul fuoco vivo. Questo sistema dice la presentatrice sarebbe valido anche per affumicare vari alimenti incluso il formaggio. 
 Certo l'affumicatura dice ancora la presentatrice non è che sia super salutare per la creazione attraverso il fumo che crea composti aromatici potenzialmente tossici venendo a contatta con gli alimenti che poi mangiamo. Quasi come le grigliate che si usa il carbone e/o anche legni a secondo di dove viene fatta e dicono... come fumare 1000 sigarette, ma, se non si fa un uso continuativo giornaliero non ci sono problemi: come in tutte le cose una tantum va bene !!!!
Ecco il video e sotto vi metto il link diretto a YouTube perchè alle volte sparisce....





3)
Questa indicazione è nuova perchè nasce da una Community MTChallenge e su questa pagina che vi lascio avrete tutte le informazioni, istruzioni, tipologie di affumicature e chi ne ha più ne metta che dopo aver preso visione non avrete più nulla da cercare salvo attivarvi per trovare i materiali, diciamo cosi, che vi serviranno per affumicare da professionisti. Ecco il link 




Avevo trovato anche un filmato in una trasmissione sulla La7 di Simone Rugiati e vi metto il link in quanto non è possibile inserire il loro codice in blogger. Le sue istruzioni comunque si differenziano in piccole cose ma secondo me sono ugualmente utili all'atto pratico e forse anche migliore nel senso che non si rischia di fare la cosidetta "affumicatura a freddo" ma si scotta in padella quanto si vuole affumicare. Ecco a voi LA 7 _ Simone Rugiati .

Buona lettura e, ritengo per chi ama la cucina  che quanto scrive MTChallenge è molto interessante perchè ci sono tutte le indicazioni per la riuscita di una perfetta affumicatura casalinga. Se poi avete la pazienza e curiosità di cercare troverete anche delle ricette favolose fatte dal gruppo con l'affumicatura di vari ingredienti che poi comporanno il piatto.

Buona domenica delle Palme.



NOTA Affluente

Questi post secondo me è troppo lungo e quindi bisogna avere calma per leggerlo  a chi potrà interessare e quindi il giorno più adatto secondo me è la domenica che forse è più facile ritagliarsi un pò di tempo per stare in tranquillità magari sorseggiando una tisana, un caffè con qualche dolcetto preparato da voi.
D'altra parte io condivido quello che a mio parere potrà interessante come ha interessato e incuriosito me stessa e spero sempre di trovare l'amica giusta che forse sarà felice di trovare questo argomento che forse pensava di cercare ma non ne ha avuto tempo. 

Ancora Buona Domenica delle Palme tutti voi:  Pace e Serenità.


23/03/18

Stufato di fagioli rossi, funghi e ...vino rosso

I fagioli sono molto amati da mio marito che li vuole sempre nell'insalata mista. Uso di solito sempre la qualità "borlotti" anche se ci piacciono i "rossi" o come li chiamano in Austria "Indianer Bohnen" cioè fagioli indiani riferendosi ai pellerossa appunto per il colore della loro pelle. Sono molto usati assieme ad altre qualità come i "neri" nlla cucina messicana. Hanno un sapore più dolce ma sono molto compatti ed a mio avviso si prestano a molte preparazioni soprattutto nei piatti piccanti.

Immagine tratta dal sito Casadivita

A Trieste non è facile trovarli secchi ed i barattoli che si trovano sono da 125 g di una nota casa in confezione da 3 e vi dirò che li trovo cari.
Ho avuto la fortuna di trovare delle confezioni da 400 g in un noto supermercato estero ad un prezzo molto accessibile e buonissimi.

Ingredienti per 4 persone
2 confezioni da 400 g
120 g di funghi secchi porcini 
1,5 l d'acqua
2 cipolle grandi
1 bicchiere di vino rosso
1 dado da brodo senza glutammato
sale - pepe
olio evo

Per accompagnare
pane tostato o riso o polenta




Preparazione
Ammorbidite in acqua tiepida i funghi e quando sono rinvenuti e morbidi strizzateli un po, tagliateli.
In una casseruola alta mettete a bollire l'acqua assieme al dado e aggiungete i funghi cuocendo il tutto per una 20 di minuti.
Nel frattempo sbucciate la cipolla, tritale e fatele ammorbidire in una padella con un pò d'olio. Una volta dorate ma non fritte aggiungete i fagioli scolati, mescolate e versate il tutto nella casseruola con il brodo. Aggiungete il bicchiere di vino rosso e fate cuocere per circa 30-40 minuti a fuoco medio.
Lo stufato deve risultare denso ma non troppo ma nemmeno come un brodo e se risultasse troppo liquido  alzate la fiamma e fate asciugare un poco.
Testate per il sale, aggiungete pepe da mulinello se gradito, al caso anche un pò di peperoncino affumicato e servite caldo

Per accompagnare io ho tostato delle fette di pane integrale e sfregato con un po d'aglio e servito in un piattino a parte. 

Buon appetito.


NOTA Affluente
Per accompagnare al posto del pane potete anche fare una piccola polenta soda oppure del riso basmati che non scuoce.
I fagioli se li trovate secchi, calcolate 300 g e li dovete mettere in ammollo almeno per 24 ore, ed in questo caso la cottura sarà sui 40-50 minuti comunque provate ad assaggiare per verificare il grado di cottura.
Io ho usato funghi porcini secchi che fatti rinvenire erano molto grandi. Potete usare anche confezioni da 300 g minimo di funghi misti surgelati oppure metà misti e metà porcini: vedete voi quello che trovate e che vi piace di più.
Il peperoncino affumicato non è piccante ma da un sapore particolare allo stufato di fagioli.
Per accompagnare un bicchiere di vino rosso corposo magari lo stesso che avete usato.

20/03/18

Tortino di verdure ......quasi vegetariano

Mio marito mangia ogni giorno alla sera una bella ciotola grande di verdura cruda mista che non deve mancare, che sia un primo o un secondo, questo è il suo contorno fisso. Ogni tanto mi sbizzarisco ed acquisto verdure varie come cavolini di Bruxelles, spinacini, radicchio, ecc. con la ferma intenzione di fare una minestra, una crema o anche semplicemente come diciamo noi "verdure in tecia" ovvero prima cotte e poi saltate in padella oppure saltate a crudo con pochissima acqua se necessario.
Questa volta però mi sono dimenticata di usarle.... e quindi urgeva il loro consumo assieme a quanto potevo trovare nel frigo e quindi, ho visto che un tortino quasi vegetariano si poteva fare.
Come al solito ne è venuto fuori un tortino per almeno 4 persone...  ma questa volta posso porzionare e congelare.

Ingredienti per 4 persone

300 g di cavolini di Bruxelles
1 cespo grande di radicchio rosso di Verona
2 coste di sedano 
1 cipolotto fresco di Tropea
1 spicchio di aglio
100 g di mozzarella quella già pronta grattugiata fresca
2 uova
200 ml di panna
1 confezione di mortadella di pollo circa 100 g
parmigiano grattugiata q,b.
sale - pepe
1 bicchiere di vino bianco





Preparazione

Tagliate il radicchio a metà per levare anche la parte interna del gambo e poi a listerelle, cosi è anche più facile per lavarlo senta sfogliare. 
Levate anche la parte finale dei cavolini e tagliateli in 4 spicchi e poi li lavate.
Pulite i gambi di sedano e tagliateli sottili facendo attenzione a togliere tutti i filamenti.
Affettate sottile il cipolotto.
In una padella dai bordi alti - io uso sempre il wok in questi casi - in un pò d'olio fate appassire il cipolotto, l'aglio e aggiungete il sedano. Poi completate con il radicchio ed i cavolini e sfumate con il vino, aggiungete un pò d'acqua e cuocete coperto per circa 10 minuti. Quando tutto ridotto un pò e morbido continuate la cottura per altri 10 minuti, a pentola scoperta,  in modo che il tutto si asciughi.
Nel frattemo in una terrina sbattetele le uova con un pò con il sale, aggiungete la panna, il parmigiano, un pò di pepe e amalgamate tutto.

Fate raffreddare un pò il composto di verdura altrimenti l'uovo cuoce e quando tiepido aggiungete il composto di uova e mescolate bene per amalgamare.
Usualmente le confezioni di mortadella di pollo sono 5 o 6 fette. La metà tagliatela a listerelle che vi serviranno per completare il tortino le altre lasciatele intere.
Foderate una tortiera con la carta da forno, versate metà della verdura e battete per livellare .
Coprite con la mozzarella, la mortadella a fette e completate con la rimamente verdura coprendo il tutto e battendo, se necessario, per livellare.
Aggiungete in ordine sparso le listerelle di mortadella, qualche fiocchetto di burro sparso ed un pò di pane grattugiato che vi darà la croccantezza in superficie.
In forno a 180° per 30-35 minuuti (io forno ventilato - se statico 190° per 35-40 minuti) fino a quando la superficie sarà dorata e croccante la mortadella.
Prima di consumare lasciare riposare per una decina di minuti si taglia meglio.

Io ho accompagnato le fette con una salsina fatta con panna e gorgonzola che a noi piace tante ma anche senza era gustosissima.

Buon appetito.


NOTA Affluente

Come indicato io ho utilizzato che verdure che avevo in casa ma ciò non vieta se vi piace l'inzieme di utilizzare verdure diverse con lo stesso procedimenti. 
Al posto della mortadella di pollo potete utilizzare il prosciutto cotto come amche aggiungere alla fine del bacon croccante che avrete provveduto a farlo in una padella separata.
Se volete usare del salame o salsiccia, vi consiglio di tagliare a quadrucci la prima e sdi sgranare prima in padella la seconda e poi aggiungerla in superficie.

Potete anche lasciare l'insieme delle verdure più umide magari ed utilizzare la pasta sfoglia o brisèe al posto della carta da forno ed avrete un vero tortino o quasi una chique.
Sono tutte indicazioni personali di come potrei in seguito fare lo stesso torino con ingredienti e modalità diversi: a voi scegliere quella che piace di più.

18/03/18

Intermezzo Domenicale !!!! ....§► il "CARCIOFO" ... Cynara nella mitologia ...◄§

Probilmente anche sicuramente vi chiederete come mai il "carciofo" diventa un argomento di intermezzo domenicale... ma, la ragione esiste ed è quella per raccontarvi una bella leggenda prima di aggiungere cosa è il "carciofo" come pianta ad uso alimentare e medicinale.
Partiamo dalla leggenda....

►§◄
Cynara era una ninfa dagli occhi verdi e viola, alta e snella ma con i capelli color della cenere : cynara. Giove (Jupiter in latino) o Zeus (in greco) capo dell'Olimpo si innamorò perdutamente di questa bellezza veramente da mozzafiato. Cynara (cenere) per via dei capelli era una ninfa e quindi nella gerarchia delle divinità superiori agli auomini ma inferiori agli dei.
Cynara aveva un animo buono e gentile ma era molto orgogliosa e, quando il Giove/Zeus iniziò a farle la corte lei lo rifiutò. Nonostante le insistenze, Cynara non cambiò atteggiamento e questo fece arrabbiare moltissimo e ritenendo inacettabile un rifiuto a parte del re degli dei, in un impeto d'ira decise di trasformarla in un vegetale che in qualche modo le assomigliasse. Doveva essere verde, spinoso e rigido all'esterno come era il carattere orgoglioso della ninfa, ma all'interno doveva cusodire un cuore tenero e dolce come la sua anima ed un colore viola come i suoi occhi.: ecco, il "carciofo" era nato.
Di questo mito non esistono tracce ufficiali nei maggiori autori antichi e sembra che le origini del carciofo risalgano ben prima di quando si possa supporre vi sia stata collegata alla leggenda.
Sembra che prima di giungere nell'antica Grecia abbia fatto un viaggio lunghissimo ma questo fa parte della seconda parte reale di questo post. 
►§◄




 Monumento al Carciofo di Cerda (Sicilia) Link  QUI


Fontana del Carciofo - Napoli - Link QUI



Il CARCIOFO


Il carciofo (Cynara scolymus L.) è una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.  
La parola carciofo, la cui radice è usata per indicare questa pianta nella maggioranza delle lingue indoeuropee, procede dall'arabo خرشوف‎ (kharshuf).
Nei dialetti del nord Italia solitamente viene chiamato "articiocco" o "articioc", termine mutuato dal francese artichaut. Nelle Marche e in Abruzzo viene chiamato "scarcioful", in Campania "carcioffola", in Calabria "caccioffulu" o "cancioffulu" e in Sicilia "cacocciula".
La pianta erbacea perenne è alta  1,5 mt e provvista di rizoma sotteraneo.
Il carciofo ha fatto un lungo viaggio, sembra originaria del bacino Mediterraneo orientale comprese le isole Egee, Cipor, Africa sett. e Etipia dove tutt'ora si trovano varie qualità cresiuti spontaneamente.
Carciofo il cui nome latino è appunto cynara come la ninfa, era apprezzato dagli antichi romani e greci. In Egitto i soldati lomangiavano perchè sembra chye l'ardimento e la forza per cui erano conosciuti derivasse da questo alimento. Abbandonato nel Medioevo si ritrova sui tavoli dell'aristrocazia rinascimentale e come detto sopra deriva dalla parola araba che significa spina di terra e pianta che punge.

 Carciofi spinosi di Albenga ma diffusi olte che in Liguria anche in Sardegna



Carciofo in piena fioritura


Spero che il post vi sia piaciuto, di modi di preparare i carciofi sono tantissimi i più conosciuti i carciofi alla giudia, la torta pasqualina, sotto'olio, ecc. e vi metto delle immagini tratte da Wiki.

La torta pasqualina

Mazzo di carciofi romaneschi all'esterno di un ristorante, nel centro della città di Roma. 


Buona domenica.

NOTA Affluente

Le info. miscelate da me sono credits a  (Credits IlGiornalePoetidellaLuce e da Wiki QUI.

16/03/18

Gratin di cozze in crema su verdure miste saltate a crudo

Tempo fa avevo visto una ricetta di cozze definite alla francese fatte al forno ma non gratinate nel modo che conosciamo, cioè con il pane grattugiato ma su un letto di verdure ed un salsina.
Non sono un amante delle cozze a parte panate che mangio usualmente dal mio amico ristoratore a Trieste o assieme con altri molluschi nella classica spaghettata allo "scoglio".
Premetto che a Trieste si allevano le cozze nel nostro golfo e sono considerate fra le migliori ma, come accade e non solo da noi, le nostre vanno verso altri lidi ed a Trieste trovi in pescheria da altre provenienze. Sono piccole e per una porzione ne devi acquistare 2 kg considerando il peso della conciglia. Quindi io acquisto le cozze sottovuoto dell'Atlantico quando le trovo appena confezionate - non congelate o surgelate - molto buone e grandi ed è sufficiente 1 kg per una persona. Se abbinato ad altri ingredienti anche per due persone.

Vi metto alcune immagini  tratte da  "Imbarcati con il pescatore..."



 I segnalatori che sotto di essi ci sono le nasse  che è questa a sinistra

le corde con la quale vengono legatele nasse ed i relativi segnalatori



Le cozze che vedete sulle corde di collegamento i triestini con le loro barchette a volte le raccolgono, usualmente l'allevatore di mitili-cozze non le usa (ovviamente una raccolta limitata e chi sa immergersi).

Passiamo alla ricetta.

Ingredienti per 2 persone

1 kg di cozze se prendete quelle dell'Atlantico altrimenti 2 kg
300 g di erbette
300 g di cime di rapa (senza i gambi)
100 g di spinacine piccole
2 spicchi di aglio
2 coste di sedano
2 cipollotti freschi - io di Tropea
1 mazzetto piccolo di timo fresco o un cucchiaino di quello secco
1 bicchiere di vino bianco secco
200 ml di panna fresca
100 g di parmigiano grattugiato
1 punta di cucchino di agar-agar 
(o altro addensante inclusa la farina)
burro q,b.
sale - pepe



Preparazione
Lavate le verdure togliendo i gambi grossi e prediligendo le foglie che taglierete sottili che cuociano presto rimamendo croccanti. In una capiente padella con un pò di burro fate appassire la verdura in modo che diventi morbida ma non sfatta vi serviranno circa 10 minuti a fuoco medio e mescolando spesso e se hanno rilasciato troppo liquido, alzate la fiamma per asciugare. Assaggiate e se ancora leggermente croccanti ma cotte spegnete e tenetele a parte.
In un altra capiente padella a bordi alti ( io uso il wok), con un pò d'olio fate appassire il sedano senza fili e tagliato sottile, la cipolla e l'aglio che potete lasciarlo schiacciato in camicia per toglierlo poi, salate e cuocete per una decina di minuti.
Nel frattempo lavate le cozze che non necessitarenno di ulteriore pulizia se avete preso quelle sottovuoto, in caso contrario eliminate il più possibile che è rimasto sulle conchiglie ed il bisso.
Aggiungetele al preparato di sedano ecc. completate con il vino ed una macinata di pepe ed il mazzetto di timo, coprite e fate andare a fuoco sostenuto per 5 minuti. Man mano che le cozze si aprono togliete e mettetele da parte altrimenti se attendete che tutte si aprano le altre passerebbero la cottura. Eliminate quelle che alla fine non si sono aperte.

Attenzione
Se usate le cozze fresche fatele aprire in un pentolone a parte in quanto dovrete filtrare l'acqua in modo da non avere poi impurità.. sotto i denti. Cosa non necessaria con le cozze sottovuoto. Poi aggiungerete l'acqua filtrata al preparato di sedano, cipolla, ecc.

Togliete dalla conchiglie i molluschi. 
Prendete circa 200 ml del liquido di cottura delle cozze (se avanza conservate) in un pentolino e riducetelo alla metà e poi aggiungete la panna e cuocete ancora a fuoco vivo per restringere ancora un pò, diciamo 5 minuti. Se vi sembra troppo liquido aggiungete la punta di agar agar o altro addensante, se invece troppo denso aggiungete il liquido delle cozze tenuto da parte. Deve risultare una cremina non troppo densa ne troppo liquida *)




Prendete una ciotola individuale di coccio oppure una grande come ho usato io,  mettete sul fondo la verdura, aggiungete le cozze che dovranno coprirla, poi versate la cremina e per completare il formaggio qualche fiocchetto di burro e un pò di pane grattugiato per formare la crosticina.

pronto per essere infornato


Infornate ma con la funzione GRILL per pochi minuti circa 5 o più a secondo della potenza fino a che la superficie diventi leggermente dorata. Sfornate e servite subito.

Uscito dal forno

Come potrete vedere il mollusco si vede bene ed è leggermente dorato.  Avrei dovuto lasciarlo un pò di più ma temevo che diventassa troppo secco. Regolatevi voi al meglio.

Buon appetito.


NOTA Affluente

Da quello che ricordavi la ricetta originale non prevedeva un addensante ma, vedendo che la cremina era troppo liquida e riducendola non sarebbe stata sufficiente per coprire il tutto ho preferito aggiungere un addensante insapore con l'agar agar che ho sempre a casa. Ma un pò di farina va bene ugualnente come anche la fecola di patate o la maizena (amido di mais)o anche l'amido di riso.
Le verdure come base potete utilizzare quelle che preferite, tutte di erbette o altre di vostro gradimento purchè si possano tagliare fini e si cuociono rimanendo croccanti in tempi brevissimi. Anche il radicchio potrebbe andare ma quello di Verona che è meno costoluto.

*) Se non volete usare alcun addensante e la cremina vi risulti o vi sembra troppo liquida potete aggiungere un uovo leggermente sbattuto che vi darà alla cottura la giusta consistenza al piatto. Avevo in previsione di utilizzare ma poi con la punta di agar agar ho risolto.

13/03/18

Antipasto composito senza tempo di legumi, pesce e .....

Avevo bisogno di un antipasto fresco, di effetto visivo ma allo stesso tempo leggero per i soliti magnifici tre che siamo "l'amico di Venezia" - "maritino" e modestamente "IO". Purtroppo ho dovuto anche improvvisare con quanto avevo a casa essendosi presentato come al solito senza preavviso :) :)
Avrete già letto in altri post di questo amico che è triestino, a vissuto per lavoro (architetto) a Milano ma avendo una casa a Venezia quando si è ritirato è andato a viverci. Dice che è tranquilla anche se cara perchè qualsiasi cosa che devi acquistare che siano alimenti o mobili da cucina tipo frigorifero, li paghi il doppio che nelle altre città perchè tutto deve essere fatto con barca e poi a piedi sia il nuovo che il vecchio che deve essere demolito. Purtroppo non ci sono altri modi...su per i ponti, giu per i ponti e via per le calli..... Come in tutte le cose c'è il pro ed il contro; infatti Venezia è improntata tutto sul turismo ed alla sera diventa silenziosa, vuota ed alle volte anche cupa: non sempre se la vede romantica :( :(
Questa è una veduta dall'alto il canal Grande, Rialto, ecc. tratta da un libro Emozioni Da Cielo su Venezia da Idea Libri con immagini di G.Rossi e Franco Masiero una vecchia edizione del 1989 di mia proprietà.  Ci sono tantissime immagini tutte particolari dall'alto su Venezia e le sue isole e altre zone poco conosciute al turista.



Passiamo alla ricetta.



Ingredienti per 3 persone

200 g di lenticchie nere
2 scatole di verdure miste in salamoia (patate-fagiolini-carote) circa 250 g totali
120 g di salmone affumicato non a fette ma un trancetto
200 g di piselli freschi surgelati
50 ml di panna fresca 
1 confezione di vetro circa 200 g di maionese 
limone 
curcuma - zenzero - paprika affumicata
sale - pepe - olio evo -  




Procedimento

Lessate in abbondante acqua leggermente salata le lenticchie nere, non serve l'amollo e le cuocete per 30-35 minuti comunque controllate se sono già tenere.
Quando cotte mettele in un colino e passatele un attimo sotto l'acqua corrente fredda e lasciatele poi scolare.

Aprite le confezioni di verdura che sono solo in salamoia o comunque non condite, le sciacquate e lasciate scolare. In una terrina conditele con il succo del limone, salate e aggiungete due/tre cucchiai di olio, mescolate e ponete in frigo.
A parte cuocete i piselli in acqua leggermente salata e quando sono teneri li scolate ma conservate l'acqua di cottura.
Condite le lenticchie sempre con un pò d'olio, sale e pepe.
Frullate i piselli con un pò dell'acqua di cottura per avere una cremina densa, aggiungete un pò della panna fresca, la punta di un cucchiaino di curcuma, una grattatina di zenzero se lo avete fresco oppure la punta di un cucchiano di quello in polvere e circa 1/4 della maionese.

Affetate sottile il trancetto di salmone affumicato.
Togliete le verdure dal frigo, aggiungete la maionese circa 3/4 del barattolo, mescolate bene e testate il sapore che non manchi nulla.

Ho preso i miei coppapasta (8 cm diameto) ho iniziato con le lenticchie nere cercando di pareggiare, poi ho messo una parte delle verdure, ho aggiunto due fettine di salmone, altra verdurae completato con ancora due -tre fettine di salmone sulla quale ho versato la crema di piselli mettendone anche un pò fuori dal coppasta sulla base.  

Per non rischiare di avere qualche ingrediente mancante ed avendo 3 coppapasta, li ho messi al centro di tre piatti ed ho suddiviso iniziando dalle lenticchie riempendo i tre piatti in parti uguali completando allo stesso stesso modo con i restanti ingredienti. In questo modo ho potuto regolarmi bene per non avere eccedenze o mancanze.
L'antipasto è risultato gustoso, un insieme di sapori, fresco e leggero senza molti grassi ed anche bello da vedere.

L'ho accompagnato con del pane carasau che è molto sottile e permette di prendere l'antipasto senza sbriciolarsi.

Buon appetito.


NOTA Affluente
Non è un piatto che ho fatto recentemente ma, io preparo i post da condividere e poi li metto in programmazione senza una scadenza fissa. E' un antipasto che può essere presentato ora che ci avviamo alla festa del Papà, come pure per la Pasqua perchè è fresco e si presenta bene.
Le verdure che io ho scelto confezionate in salamoia possono essere sostituite da fresche che saranno tagliate a piccoli pezzi, cotte e poi condite con un pò d'olio e maionese per amalgamarle.
Le verdure che io suggerisco sono fagiolini, piselli, carote e patate perchè non rilasciamo o diventano troppo tenere ma tengono a differenza di zucchine o simili. Comunque a voi la scelta.

Al posto del salmone affumicato potete aggiungere anche del tonno che usualmente si presenta in confezioni a fette che dovrete tagliare a secondo di come volete decorare l'antipasto. Un terzo pesce affumicato che si trova a fette è il pesce spada: variazione sul tema !!
Anche la maionese la potete fare più leggera oppure usare la maionese finta quella che si usa in campo vegano fatta con il liquido di cottura dei ceci oppure il liquido di conservazione dei barattoli di ceci cotti. Non è la stessa cosa secondo me è poco saporito meglio optare per una maionese con yougurt magro, curcuma per dare il colore giallo ed olio evo. 
 

Seguitemi sulla pagina Facebook legata al blog

11/03/18

Intermezzo Domenicale !!! ...." VERSOALN " la più grande, estesa e vecchia vite al mondo

Davanti al  Castello Katzenzunge a Prissiano-Tesimo nel comune sulla Valle dell'Adige, cresce la vite più grande e più vecchia al mondo. Ha circa 350 anni e si estende su una superficie di più di 200 m2 oggi circa già 300 m2 ed è quindi anche la più estesa al mondo con un tronco di 32 cm di diametro. Produce vino bianco in sole 500 bottiglie all'anno.
Versoaln è il suo nome ed è anche la più grande d'Europa e probabilmente anche la più vecchia sulla terra secondo gli studi scientifici condotti da Martin Worbes dell'International Tree Ring Laboraty di Gottinga in Germania. Come detto, si trova in Alto Adige a Prissiamo frazione di Tesimo provincia di Bolzano, lungo un pendio profideo presso il ponte di pietra del castel del Gatto che è stato nominato per la prima volta nel 1244 da Henricus de Cazenzunge a circa 60 mt di altitudine.
Il nome "Versoaln" dice Wikipedia derivi da.....
.....  Una versione vuole che il nome sia una storpiatura di Versailles, probabilmente perché la val Venosta assomigliava a quel luogo ricco di vigneti. Secondo un'altra ipotesi, la sua origine dipenderebbe dalla posizione difficilmente raggiungibile della vigna, che costringeva i contadini a utilizzare ceste trattenute da corde per il trasporto dell'uva. Nel dialetto sudtirolese, il termine "versoaln" può essere infatti tradotto con "assicurare il raccolto e trasportarlo mediante l'utilizzo di corde". Un'altra versione vuole infine che il nome derivi dal termine pre-romano faxoal oppure frason, che stava ad indicare una "fila di strisce parallele lunghe estrette." ......
Esiste anche una bellissima leggenda che vi invito a "continua a leggere"...  che è poi la pagina di Wiki da cui ho tratto tutte le informazioni e l'immagine.


Il castello oggi si chiama castello Katzenzunge che significa "lingua di gatto" e presumo nel corso del tempo il nome di Henricus de Cazenzunge abbia subito una modifica con il tempo come scrittura perchè in tedesco "cazen" - gatto oggi si scrive "Katze" alla quale è stato aggiunta "zunge - lingua". Infatti sul sito "Storie della preziosa vite Versoaln" se ne parla.
Da "FiorieFoglie" ho tratto questa bella immagine sulla vendemmia da questa antichissima vite e troverete anche altre nozioni importanti e interessanti.



Io non sapevo assolutamente nulla di questa vite la piu grande, vecchia ed estesa e che esiste proprio in Italia e mi rendo conto di quante realtà ci sono ancora di cui per un motivo o l'altro non ne sappiano nulla.
Spero che nel mio piccolo con queste condivisioni possa portare a conoscere qualcosa nostre e non solo meraviglie esistenti in direzioni modlto diverse e diversificate. Questa - parliamo di questa nostra - splendida natura che è sopravvissuta nonostante le malattie e i problemi legati alla natura stessa nonchè all'opera dell'uomo.

Ecco un link per vedere il castello e quanto organizza per matrimoni visite ecc. da cui ho tratto questa l'immagine  Castello Katzenzungen


Buona domenica.

NOTA Affluente
Mi soffermo ancora una volta ad una considerazione personale. Sono sempre ancora felice della decisione di aver messo nel 2009 in "onda" il mio blog con l'impronta di "multitema-vario" assecondando l'inclinazione del mio carattere e modo di essere: curiosa ma anche pronta a provare in prima persona. Nella mia vita, grazie anche al lavoro particolare svolto (non avrei mai potuto esserere un impiegata/segretaria) multitematico anche questo con viaggi, perizie (si sono perito),  contrattazioni di navigazione, leggi doganali, ecc. e dover inventare/creare soluzioni idonee ogni giorno per soddisfare tutti e tutto. Essere in contatto con il mondo è stato meraviglioso, mai restrittivo o unidirezionale.  Quindi carissime amiche, spero mia vogliate seguire e leggermi anche se non troverete sempre "ricette e/o articoli gastronimici " della qual cosa vi ringrazio dal profondo : essere qui che che restiate i miei amici perchè anche la virtualità diventa tangibile e vera perchè espressa con il cuore.


08/03/18

8 MARZO 2018

Ormai dell'8 Marzo si è tanto parlato, si parla e si parlerà ancora. L'unica cosa che sfuma nei ricordi è di come è nata perchè le tragedie si cercano sempre di dimenticare e coprire con l'oblio i ricordi pesanti, cattivi, ecc. Ripropongo quindi ancora una volta quello che ho raccolto in questi anni di blog di cui l'anno scorso ho fatto una fusion e,  rileggendolo vedo che ho ricordato tutto quello che secondo me deve essere ricordato e quindi, scusatemi, lo ricondivido perchè la storia è quella, non sono cambiate le situazioni e tutto sembra fermo nel tempo.
Riapro questa condivisione con questo soffione sempre stupendo e sempre nuovo.  Non è una mia foto ma trovata anni fa sul web e quello che vedete è un espressione fotografica fatta con la "macro" per riprendere le gocce di pioggia sul soffione ove si specchiano i colori esterni che danno all'immagine una fragilità ma anche una compatezza come dire che tutti assieme per quanto fragili uniti sono una forza" quasi come la fragilità ma anche la forza che è la stessa, di tutte le  "DONNE UNITE.



Tutti festeggiano l'8 Marzo, la Festa della Donna ed il fiore in assoluto che la rappresenta è la Mimosa. Profumo splendido e ricordo quando la regalavano abbinate ad un mazzetto di Viole..del pensiero. Le persone datate come me ricorderanno le origini tragiche di questa giornata ed è il motivo che poi è stata decretata la giornata quale Festa della Donna. Un piccolo riepilogo del succedersi degli avvenimenti partendo dal.....

Le origini risalgono al 1908, quando le operaie dell'industria tessile Cotton di New York, pochi giorni prima entrarono in scipero per le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare,
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni,  finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Venne appicato il fuoco allo stabilinento e le 129 operaie chiuse e quindi prigioniere morirono arse dalle fiamme.
La data dell'8 Marzo giorno della consumazione di questa tragedia venne riproposta da Rosa Luxemburg  "come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne" ed in ricordo della tragedia.

Negli anni immediatamente successivi, solo negli Stati Uniti avvenivano delle celebrazioni come unico scopo ricordare la terribile fine di queste 129 donne morte nel rogo all'interno della fabbrica senza possibilità di fuga.
Con il diffondersi e moltiplicarsi di iniziative, in merito alle rivendicazioni femminili nel lavoro e condizioni sociali, questa data rappresentò di conseguenza di un'importanza mondiale.
Grazie alle associazioni femministe rappresentò, oltre che un simbolo delle vessazioni subite dalla donna nei secoli,  anche un punto di partenza del loro riscatto.
Questa la storia.

Dal Portale delle Donne....Io Donna riporto l'articolo che si riferisce ai giorni nostri da dove si evince come i festeggiamenti sia ormai un "business" e quasi nessuno ricorda a seguito di quale avvenimento e nata e forse anche il vero scopo ed intendimento di questa ricorrenza.
L'articolo dice:

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.

Fine dell'articolo.

Mi permetto di aggiungere una mia personale considerazione.
E' molto triste che una donna del 21.o secolo abbia ancora bisogno di attendere questa ricorrenza per un incontro con amiche od arrivare all'insegna trasgressiva citata. La donna deve avere rispetto di se stessa e sapere quanto vale nel contesto della famiglia, del lavoro e nella società. Di conseguenza se deve attendere questo giorno per avere una libertà trasgressiva o solo d'incontro con le amiche, manca di rispetto a se stessa. Continuare a vivere di come sta vivendo indifferente in quale contesto, vanifica il grande lavoro fatto per il riscatto della Donna e non è un buon esempio ne può rappresentare le Donne. Quindi, non deve accettare la continuazione di tale vita perchè la lotta iniziata nel lontano 1908 e giunta ai nostri giorni merita molto molto di più.

AUGURI DI CUORE A TUTTE LE DONNE.


(una vecchia foto dal web)




NOTA Affuente

Questo post che vi ripropongo è stato scritto il 3 marzo del 2010 e l'articolo riportato risale ovviamento allo stesso periodo. Altri ne ho fatto negli anni a seguire con qualche piccola aggiunta ma la storia è questa e nessuno la può cambiare. Ho riletto tutti i miei post nonchè l'ultimo dell'anno scorso ma, in sintesi questo va benissimo.
Anche la considerazione di 6 anni fà è sempre valida perchè purtroppo la situazione non è cambiata forse qualche miglioria perchè comunque Noi Donne cerchiamo sempre di evolverci - non sempre si riesce -  sia perchè non è permesso sia perchè le difficoltà incontrate sono alle volte insuperabili. Di cambiato in peggio è la violenza e quindi Noi Donne dobbiamo ancora una volta "armarci" per fare fronte comune a questa nuova seppur vecchia violenza gratuita.
Vorrei aggiungere ancora una nota riguardo la scelta del fiore. Furono proposti inizialmente dei fiori fra i quali il "garofano" che poi fu scartato perchè rappresentava già la festa dei Lavoratori il 1 Maggio; gli anemoni successivamente  indicati erano troppo cari e quindi si pensò ad un fiore economico da poter raccogliere e distribuire a piene mani senza dover spendere.  La scelta cadde sulla "Mimosa" pensando ai grandi alberi che proprio in questo periodo fioriscono e che dal Lazio al Sud crescevano spontaneamente nelle campagne e lungo i litorali alla portata di tutti. Purtroppo non fu cosi perchè le mimose fiorivano un pò prima della Festa e col tempo e tutt'oggi rappresenta un lauto mercato (nessuno rinuncia ad acquistare e regalare un mazzetto) e conseguente guadagno in quanto coltivate esclusivamente in serra con la fioritura forzata per questo periodo, infatti dopo spariscono.




Memento SolonicodiEdvigeDesign byIole